Vannacci: il femminicidio non esiste. La replica di Giulia Bongiorno: «Nostalgia del delitto d’onore?»
Il leader di Futuro nazionale: sì alla Ue e alla Nato ma senza essere succubi
di Redazione Roma
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«Il femminicidio è un omicidio come tutti gli altri, uomini e donne sono uguali, non c’è bisogno di proteggere alcuno nei confronti degli altri e quindi devono essere tutti soggetti alle stesse regole. Un reato non è più o meno grave in base al sesso, al colore della pelle o alla religione di chi lo commette o di chi lo subisce: questa è la vera parità».
Chiedilo al Sole
A dirlo il leader di Futuro nazionale, Roberto Vannacci, a margine dell’Assemblea costituente del suo partito a Roma. L’eurodeputato eletto con la Lega è tornato su un argomento che già aveva sollevato in passato quando disse che il femminicidio è un «baluardo della destra» che è stato «infranto».
«Una posizione di lavoro la si guadagna in base al merito, non in base a quello che uno ha sotto le mutande, questa è parità. Perché non mettiamo le quote rose per i fabbri o per i muratori e invece le mettiamo per i politici o i dirigenti? Così come c’è la violenza sulle donne, esiste quella sugli anziani e non c’è un anzianicidio. Sono contrario al femminicidio, è un omicidio come tutti gli altri» ha aggiunto il fondatore di Futuro nazionale.
Sì alla Ue e alla Nato ma senza essere succubi
«II programma di Futuro nazionale - ha detto Vannacci - non si esprime in maniera manichea ma in base agli interessi nazionali italiani, quindi l’Italia, come fondatore della Comunità europea e partecipa a organizzazioni internazionali, deve continuare a parteciparvi ma nel senso in cui ne trae vantaggio e non da succube. Quindi sì all’Europa ma rifiutando direttive e regolamenti che ci rendono subalterni. Sì alla Nato ma sfruttando i vantaggi, e direi nella Nato alla turca che è un atteggiamento ben diverso rispetto ad altri paesi».
Bongiorno replica a Vannacci sul femminicidio
«Il punto non è che la morte di una donna “pesa” più di quella di un uomo, ma la gravità della spinta che porta a uccidere una donna per odio o disprezzo, ritenendola un essere inferiore. Ecco perché la critica del leader di Futuro nazionale è totalmente fuorviante. Spero non ci sia nostalgia per il reato previsto fino al 1981, quando venivano concesse attenuanti a chi uccideva una donna per causa d’onore». Così Giulia Bongiorno, senatrice della Lega e relatrice del disegno di legge sulla violenza sessuale, replica alle parole di Roberto Vannacci sul femminicidio.






