Roma blindata

Corteo “Remigrazione e Riconquista”: cori «Duce, duce». Contro-manifestazione al Verano

Partito il corteo nazionale per sostenere una proposta di legge contro l’immigrazione irregolare. Marsella, presidente del comitato organizzatore: «Vannacci? Non combinerà niente». In contemporanea, collettivi e movimenti antifascisti sono scesi in piazza: «Salvini stiamo arrivando»

di Redazione Roma

manifestazione ‘Remigrazione Subito!”. Roma Sabato 13 Giugno 2026  (photo by Mauro Scrobogna / LaPresse)  LAPRESSE

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Tra manifestazioni Pro Vita, cortei antifascisti e iniziative sulla “remigrazione”, il pomeriggio nella Capitale è stato ad alta tensione. Deviate decine di linee bus e chiusa la fermata Vittorio Emanuele della metro A.

È partito a Roma il corteo nazionale promosso dal comitato “Remigrazione e Riconquista”, organizzato per chiedere l’approvazione della proposta di legge di iniziativa popolare contro l’immigrazione irregolare. Secondo i promotori, il testo avrebbe già superato le 150mila firme.

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La manifestazione è in corso nel quartiere Prati, con partenza da piazza della Libertà e percorso previsto lungo via Cola di Rienzo fino a piazza Risorgimento, a pochi passi da San Pietro. Le strade del rione sono presidiate dalle forze dell’ordine, con numerose camionette schierate lungo l’itinerario del corteo.

In testa alla manifestazione campeggia lo striscione con la scritta “Remigrazione e Riconquista”, lo stesso nome della proposta di legge e del comitato promotore. Tra i partecipanti si vedono decine di tricolori e molte magliette nere. Alla mobilitazione hanno aderito anche realtà dell’estrema destra, tra cui CasaPound.

I promotori: «Servono misure drastiche contro l’immigrazione clandestina»

Dal comitato organizzatore arriva una presa di posizione netta sul tema dell’immigrazione. Secondo i promotori, l’adesione alla manifestazione rappresenta il segnale di un malcontento diffuso tra cittadini che si dicono stanchi di «degrado, insicurezza, spaccio e criminalità».

«L’immigrazione non può continuare a essere spacciata come una risorsa, le persone sono stufe di ipocrisia e bugie», dichiarano gli organizzatori. «Servono misure drastiche per contrastare l’immigrazione clandestina, rispedendo al mittente chi pensa di venire in Italia e dettare legge».

La proposta di legge sostenuta dal comitato, spiegano ancora i promotori, punta a «colpire l’immigrazione clandestina, espellere i criminali e sanzionare pesantemente anche chi, italiano, sfrutta e lucra sui flussi migratori».

Durante la partenza del corteo sono stati scanditi anche slogan contro gli antifascisti e contro i comunisti. «Dove sono gli antifascisti?», hanno urlato alcuni manifestanti prima dell’avvio della marcia. Poi il coro: «Chi non salta comunista è».

Il presidente del comitato Remigrazione e Riconquista, Luca Marsella, ha commentato anche la figura del generale Roberto Vannacci, prendendo le distanze dalle sue posizioni: «Non ci rispecchiamo in quello che dice Vannacci perché a noi interessano i fatti. Quando andrà lì non combinerà niente».

Il coro scandito: «Duce, duce»

Momenti di tensione e richiami al fascismo durante il corteo di Remigrazione e Riconquista. In via Cola di Rienzo, lungo il percorso verso piazza Risorgimento, i manifestanti hanno scandito più volte il coro «Duce, duce». A metà tragitto, alcuni partecipanti hanno invitato una donna affacciata alla finestra della propria abitazione a fare il saluto fascista.

Dopo il gesto della donna, dal corteo sono partiti saluti romani, applausi e cori inneggianti a Mussolini, anche modificando le parole di un brano diffuso dagli altoparlanti. Non sono mancate contestazioni dalle finestre di alcuni palazzi. Al passaggio della manifestazione, diversi negozianti hanno chiuso temporaneamente i locali: c’è chi ha osservato da dietro le vetrine, chi ha abbassato le serrande e chi ha protetto gli ingressi delle attività commerciali.

Gli organizzatori: «Oltre 10mila partecipanti»

«Oltre 10mila» i partecipanti al corteo del Comitato Remigrazione e Riconquista a Roma secondo gli organizzatori che parlano di «oltre 10mila cittadini scesi in piazza per chiedere a gran voce l’approvazione e la messa in pratica della proposta di legge che ha già raggiunto oltre 150mila firme». «La piazza di oggi, piena di persone e tricolori», affermano, «è la dimostrazione di un Paese che non vuole più accettare scuse e buonismo. L’immigrazione clandestina va fermata e gli immigrati irregolari rimpatriati. Le nostre città hanno già subito fin troppo gli effetti delle politiche immigrazioniste europee: è ora di dire basta». «Adesso le camere ascoltino la voce del popolo che è sceso in piazza, degli italiani che non sono più disposti a subire: Remigrazione ora. Approvate la legge!», concludono i promotori del corteo a cui hanno aderito diversi gruppi di estrema destra.

A Roma anche il contro-corteo antifascista: partenza da piazzale del Verano

In contemporanea, da piazzale del Verano è partita la manifestazione promossa da collettivi studenteschi, movimenti antifascisti e realtà sociali in risposta al corteo per la “remigrazione”.

Tra gli striscioni e gli slogan esposti dai manifestanti compaiono le scritte: «Unite e uniti respingiamo razzismo, guerre e sfruttamento», «Smascheriamo i mandanti di remigrazione e ProVita. Cacciamo il governo Meloni» e «Stop sfratti, sgomberi e pignoramenti».

Al contro-corteo partecipano diverse centinaia di persone. Presenti gruppi dell’Unione Sindacale di Base, della Rete dei Comunisti, di Potere al Popolo, dei movimenti per la casa, collettivi pro-Palestina, centri sociali e realtà anarchiche e antagoniste.

Gli organizzatori del corteo antifascista: «Non solo antifascismo, diciamo no a guerre e sfruttamento»

Aprendo la manifestazione, uno degli organizzatori ha spiegato al megafono che il corteo non intende limitarsi alla sola risposta antifascista, ma vuole allargare la protesta ai temi della guerra, dello sfruttamento e della situazione in Palestina.

«Questo corteo non vuole limitarsi a manifestare l’antifascismo, ma vuole dire no all’imperialismo, contro il genocidio in Palestina», ha dichiarato uno degli organizzatori. «Tutti insieme ci scagliamo contro i potenti e contro questo governo».

Il corteo si è quindi mosso in direzione Porta Pia. L’obiettivo annunciato dagli organizzatori è arrivare simbolicamente sotto le finestre del ministro Matteo Salvini. «Non per fare testimonianza, ma per dirgli che se ne deve andare ora e subito», è stato detto alla partenza. Dal camion in testa al corteo, una delle organizzatrici ha rimarcato l’obiettivo simbolico di raggiungere Matteo Salvini: «Gli porteremo i nostri regali, non stiamo venendo in pace».

L’auspicio dei promotori della mobilitazione è che la manifestazione sia «combattiva dall’inizio alla fine, vibrante e piena di contenuti».

Cgil in piazza

«Siamo qui oggi in questa piazza innanzitutto perché siamo arrabbiati perché non è stata vietata la manifestazione nel quartiere Prati per la remigrazione, crediamo che quella piattaforma sia contraria alla Costituzione»: lo ha dichiarato Natale Cola, segretario della Cgil di Roma e del Lazio, nel corso della manifestazione partita dal Colosseo a cui hanno aderito i centri sociali, associazioni antifasciste, l’Anpi nazionale, i centri antiviolenza e gli sportelli migranti della Capitale, oltre a diverse organizzazioni studentesche. «Chiediamo alle forze politiche che sostengono la remigrazione di occuparsi dei problemi veri», ha aggiunto Cola.

Il corteo Pro Vita

Tra le manifestazioni della giornata anche il corteo nazionale «Scegliamo la Vita», promosso da Pro Vita & Famiglia, che ha sfilato da piazza della Repubblica a piazza San Giovanni in Laterano. Secondo gli organizzatori, i partecipanti sono stati 20 mila. Dal palco, i portavoce Massimo Gandolfini e Maria Rachele Ruiu hanno ribadito la necessità di tutelare la vita «dal concepimento alla morte naturale», richiamando anche le parole di Papa Leone XIV sulla difesa della vita umana come «meta di civiltà».

Nel corso dell’intervento, Pro Vita & Famiglia ha rilanciato alcune delle proprie battaglie: il sostegno alla natalità, il divieto delle pillole del giorno dopo e dei cinque giorni dopo, l’abrogazione della circolare sull’aborto farmacologico con RU486 e lo stop alle tecniche che, secondo i promotori, comportano la produzione, selezione, congelamento ed eliminazione di embrioni. Alla manifestazione erano presenti, tra gli altri, l’eurodeputato Paolo Inselvini, la deputata Maddalena Morgante, l’assessora regionale Simona Baldassarre, la consigliera regionale del Lazio Chiara Iannarelli e l’ex senatore Simone Pillon. Un messaggio è arrivato da monsignor Renzo Pegoraro, presidente della Pontificia Accademia per la Vita, mentre al corteo ha partecipato monsignor Antonio Suetta, vescovo di Ventimiglia-San Remo e promotore dell’iniziativa “Campane per la Vita”.

Roma blindata tra Prati e Verano

La giornata romana è segnata da due mobilitazioni politicamente contrapposte. Le forze dell’ordine presidiano le aree interessate dai due cortei, con particolare attenzione al quartiere Prati, dove le strade a pochi passi da San Pietro risultano blindate per il passaggio della manifestazione di “Remigrazione e Riconquista”.

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