Usa

Utah, ucciso l’attivista conservatore Charlie Kirk. Cordoglio e rabbia di Trump: «Giorno cupo per l’America. Assassinato un patriota»

Alla Utah Valley University un attentatore spara all’influente leader 31enne di Turning Point Usa, ferito mortalmente al collo. Ancora nessun arresto. Il Presidente in un messaggio video attacca media e sinistra radicale e ordina bandiere a mezz’asta

di Marco Valsania

A makeshift memorial in honor of youth activist and influencer Charlie Kirk who was shot during a public event is seen at Utah Valley University in Orem, Utah, on September 10, 2025. Right-wing youth activist and influencer Charlie Kirk, a major ally of President Donald Trump, was shot dead September 10 in a "political assassination" that sparked fears of more political violence in an increasingly febrile United States.
Trump confirmed on social media that Kirk, 31, had died from his injuries. (Photo by Melissa MAJCHRZAK / AFP)

6' di lettura

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Charlie Kirk, amministratore delegato e fondatore della grande organizzazione giovanile della destra americana Turning Point Usa, è stato ucciso, colpito al collo da un proiettile durante un evento pubblico in un college dello Utah. L’attentato, costato la vita ad uno stretto e carismatico alleato del Presidente Donald Trump e del suo movimento Maga, ha rilanciato tra lo shock della nazione e di Washington lo spettro della violenza politica negli Stati Uniti.

In tarda serata serata americana, l’ultimo omaggio di Trump alla vittima è stato rivelatore del clima di tensione e incertezza: in un video di quattro minuti dallo Studio Ovale il Presidente ha denunciato “’l’assassinio” e ricordato Kirk come “un patriota che ha dedicato la vita al dibattito aperto e al Paese che ha amato così tanto. Sono pieno di dolore e rabbia”. Non si è fermato qui: ha messo sotto accusa i media e la “sinistra radicale”, per come avrebbero descritto Kirk. “Per anni coloro che sono nella sinistra radicale hanno paragonato magnifici americani come Charlie a nazisti e ai peggiori criminali al mondo - ha detto - Questo tipo di retorica è direttamente responsabile per il terrorismo che vediamo oggi nel nostro Paese”.

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Ancora nessun arresto è stato effettuato nelle ore successive all’omicidio. Il direttore dell’Fbi Kash Patel ha indicato che le autorità avevano catturato un sospetto, senza rivelarne l’identità, poi però rilasciato. Il governatore repubblicano dello Utah Spencer Cox aveva precisato che “una persona di interesse” era stata interrogata, promettendo che chiunque sia responsabile dell’assassinio sarà perseguito con la massima forza della legge. In precedenza un’altra persona inizialmente fermata era stata a sua volta rilasciata. Molteplici agenzie locali e federali sono coinvolte nelle indagini, coordinate dal Dipartimento della Giustizia, per far luce su uno o più autori e moventi.

Dalle prime ricostruzioni e da una serie di video, lo sparatore avrebbe aperto il fuoco dal tetto di un edificio del campus universitario distante quasi 140 metri dalla tenda all’aperto dove era cominciato, verso mezzogiorno ora locale e davanti a una audience di un migliaio di studenti, un dibattito con Kirk protagonista. L’appuntamento rappresentava il debutto di un suo tour nazionale. Subito apparse gravi, le condizioni di Kirk, 31, anni, sposato e con due figli piccoli, sono rapidamente peggiorate, fino al decesso avvenuto dopo il ricovero d’urgenza in ospedale.

«Confermiamo che è stato colpito da un proiettile e preghiamo per Charlie», aveva affermato fin da subito Aubrey Laitsch, responsabile delle pubbliche relazioni di Turning Point Usa, l’organizzazione dei giovani conservatori fondata e guidata da Kirk da quando aveva soltanto 18 anni, nel 2012, e rivelatasi molto influente a sostegno dell’ultima campagna elettorale di Trump. Oggi Turning Point Usa ha una presenza consolidata in oltre 3.500 università, college e e scuole superiori, con 250.000 membri. Il Presidente stesso ha ripetutamente reso omaggio al ruolo di Kirk e alla sua presa sull’elettorato sotto i trentanni.

L’influenza di Kirk nel movimento della nuova e rinnovata destra populista americana e quale sostenitore di Trump lo ha visto ricevuto ripetutamente alla Casa Bianca, con una poltrona di riguardo all’inaugurazione. Ha svolto anche un ruolo di consigliere informale dell’amministrazione: durante la transizione verso il secondo governo Trump è stato ospite costante presso la residenza di Mar-a-Lago in Florida. Era considerato un interprete accurato delle anime di Make America Great Again.

Tra i suoi cavalli di battaglia più controversi, i valori religiosi dell’evangelismo conservatore e tradizionalista, contro i diritti transgender, per la teoria cospirativa del great replacement, che sostiene come i progressti e i democratici vogliano rimpiazzare ad arte i bianchi con minoranze e immigrati, a favore dello scetticismo sui vaccini contro il Covid. Aveva sostenuto anche la tesi che Trump aveva vinto le elezioni del 2020, vittima di una truffe elettorali. Ha tuttavia sempre sfoderato anzitutto le armi affilate del dibattito contro gli avversari, rivendicando spesso di saper avere la meglio nonostante non avesse una laurea.

I video pubblicati sui social media relativi al dramma alla Utah Valley University mostrano Kirk che interviene al microfono mentre è seduto sotto un tendone bianco con gli slogan «The American Comeback» e «Prove Me Wrong». Si sente un singolo sparo e si vede Kirk alzare la mano destra mentre il sangue fiocca copioso dal lato sinistro del collo. Si vedono gli spettatori sbalorditi urlare e gettarsi a terra prima di iniziare a fuggire. I video sono stati girati nel cortile del Sorensen Center nel campus della Utah Valley University, tra le più grandi università dello stato.

Kirk stava parlando proprio di sparatorie di massa durante il dibattito organizzato dalla sua organizzazione politica senza scopo di lucro. E’ salito alla ribalta su scala nazionale anzitutto per i suoi podcast e per un seguito di milioni di ascoltatori e utenti sui social media, oltre che per aver lanciato il format di accesi dibattiti pubblici intitolato Prove me wrong, dimostrate che mi sbaglio, dove, come nel caso dello Utah, interloquisce con studenti e giovani in disaccordo con lui.

L’evento, come spesso accade, aveva suscitato polemiche nel campus. Una petizione online che chiedeva all’amministrazione dell’università di impedire a Kirk di partecipare aveva raccolto quasi mille firme. Ma la settimana scorsa l’università ha rilasciato una dichiarazione in cui citava i diritti del Primo Emendamento e affermava «l’impegno a favore della libertà di parola, della ricerca intellettuale e del dialogo costruttivo».

Davanti all’assassinio, condanne secche e cordoglio sono stati espressi da ogni parte politica americana. Con Trump, molti leader sia repubblicani sia democratici hanno immediatamente denunciato la sparatoria.

«Dobbiamo tutti pregare per Charlie Kirk, che è stato colpito da un proiettile. Un ragazzo fantastico in tutto e per tutto. Dio lo benedica!», aveva subito scritto Trump su Truth Social.

Poco più tardi è arrivata la notizia della scomparsa: «Il Grande, e persino Leggendario, Charlie Kirk è morto. Nessuno ha capito o posseduto il Cuore della Gioventù negli Stati Uniti d’America meglio di Charlie. Era amato e ammirato da tutti, soprattutto da me, e ora non è più tra noi. Le condoglianze di Melania e le mie vanno alla sua splendida moglie Erika e alla sua famiglia. Charlie, ti amiamo!», ha scritto il presidente Usa. Trump ha ordinato bandiere a mezz’asta fino a domenica in onore del leader assassinato.

Il governatore democratico della California Gavin Newsom, tra i leader dell’opposizione di pià alto profilo, ha dichiarato l’attentato letale contro Kirk un gesto “disgustoso e vile, negli Stati Uniti dobbiamo respingere la violenza politica in tutte le sue forme”.

Non sono però mancati neppure duri sintomi della polarizzazione politica che travaglia Washington, al di là del video messaggio del Presidente: dopo un momento di silenzio alla Camera dei deputati in onore di Kirk, sono scoppiati scambi di accuse e recriminazioni. Alcuni esponenti repubblicani hanno attaccato i democratici affermando che sarebbero responsabili della violenza. Dai democratici sono fioccate risposte che hanno invece denunciato i repubblicani per ostacolare leggi contro la facile diffusione delle armi. Kirk stesso in realtà aveva definito “alcune morti” per arma da fuoco un prezzo da pagare per la difesa del Secondo emendamento della Costituzione, interpretato come diritto assoluto al possesso di arsenali.

La sparatoria è arrivata in un momento di già grave aumento della violenza politica negli Stati Uniti, da più parti dello spettro ideologico, tra timori che diventi sempre più endemica. Gli attacchi degli ultimi mesi includono l’assassinio di una deputata democratica dello Stato del Minnesota e di suo marito nella loro casa a giugno, incendi contro una parata in Colorado per chiedere il rilascio degli ostaggi da parte di Hamas e le fiamme appiccate alla casa del governatore della Pennsylvania John Shapiro, democratico ed ebreo, ad aprile. Il centro per le malattie e infettive e i vaccini Cdc è stato bersagliato di proiettili da parte di un anti vax che ha ucciso un agente di polizia. Durante la scorsa campagna elettorale inoltre Trump fu oggetto di due attentati, rimanendo ferito in Pennsylvania durante un comizio elettorale lo scorso anno.

Numerose sono inoltre quest’anno le sparatorie che hanno avuto per teatro scuole e università, mettendo in discussione la sicurezza nei campus americani. Nelle stesse ore dell’attentato a Kirk almeno due studenti sono stati colpiti da colpi di arma da fuoco alla Evergreen High School di Evergreen, in Colorado, secondo quanto ha riportato la Cnn. Gli studenti, ha riferito lo sceriffo della Contea di Jefferson, sono stati trasportati in un ospedale vicino. Evergreen si trova a circa 45 chilometri a sud-ovest di Denver. La scuola è stata messa in isolamento.

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