Commercio

Usa, in vigore da oggi i dazi sui piccoli pacchi

Negli Stati Uniti sono entrati ufficialmente in vigore i dazi imposti dall’amministrazione Trump sui piccoli pacchi che, fino a oggi, godevano di un regime di esenzione

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3' di lettura

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Con lo scoccare della mezzanotte sulla costa atlantica, negli Stati Uniti sono entrati ufficialmente in vigore i dazi imposti dall’amministrazione Trump sui piccoli pacchi che, fino a oggi, godevano di un regime di esenzione. Anche i colli postali con un valore inferiore agli 800 dollari, dunque, saranno soggetti a tassazione al loro ingresso sul territorio americano. Gli unici pacchi a essere esentati sono quelli contenenti ’regali’ di valore inferiore ai 100 dollari.

Il 30 luglio, il presidente Donald Trump ha annunciato l’abrogazione del regime di esenzione doganale per i pacchi provenienti da tutti i Paesi, a partire da un mese dopo. I dazi doganali rendono più costose le spedizioni verso gli Stati Uniti da parte di rivenditori esteri, a meno che i venditori non ne assorbano i costi.

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L’esenzione è terminata a maggio per le piccole spedizioni dalla Cina continentale e da Hong Kong, e ora è finita per le merci provenienti dal resto del mondo. Secondo la US Customs and Border Protection, il numero di piccoli pacchi che rientravano nel duty-free statunitense è esploso lo scorso anno, raggiungendo quasi 1,4 miliardi, con un aumento del 600% rispetto al decennio precedente. Si stima che circa tre quarti o più provenissero dalla Cina, con una quota significativa da SheIn Group Ltd e Temu.

La decisione dell’amministrazione Trump nei confronti del de minimis è stata presa perché, a suo dire, l’esenzione ha permesso ai trafficanti di inviare facilmente pacchi contenenti fentanyl nel Paese. Anche rivenditori e gruppi industriali statunitensi si sono opposti all’esenzione, ritenendo che desse un vantaggio ingiusto ad aziende di e-commerce straniere come Shein e Temu, nonché ad alcuni venditori terzi su Amazon. Amazon, Shein e Temu hanno rifiutato di commentare.

Per le piccole imprese è più difficile assorbire i dazi doganali e alcune stanno pianificando di aumentare i prezzi per compensare i costi. Piattaforme come eBay ed Etsy, dove privati e piccole imprese vendono di tutto, dalle maglie da calcio vintage all’elettronica, consigliano ai venditori di comunicare ai propri clienti gli aumenti di prezzo correlati ai dazi.

Piani per una stretta repressiva erano allo studio durante l’amministrazione Biden, poi Trump ha dato seguito a maggio, eliminando l’esclusione per Cina e Hong Kong. Prima che Cina e Hong Kong perdessero l’esenzione de minimis, negli Stati Uniti arrivavano in media 4 milioni di pacchi duty-free al giorno, ha affermato un alto funzionario dell’amministrazione. Da allora, la media è scesa a circa 1 milione di pacchi de minimis al giorno.

Il Messico ha annunciato che il suo servizio postale sospenderà le spedizioni di pacchi verso gli Stati Unit. L’annuncio segue iniziative simili da parte dei servizi postali dell’Unione europea e di diversi altri Paesi, ventincinque secondo i dati diffusi due giorni fa, che hanno sospeso le spedizioni in attesa di maggiore chiarezza sulla misura statunitense.

Sempre in tema dazi, il presidente del Brasile, Luiz Inácio Lula da Silva, ha autorizzato l’avvio di contromisure economiche contro gli Stati Uniti, in risposta ai dazi del 50% imposti ai prodotti brasiliani all’inizio di agosto. Lo rendono noto i principali media brasiliani. L’azione sarà coordinata dal ministero degli Esteri e dalla Camera di commercio del Paese sudamericano, che dovranno produrre un rapporto tecnico entro 30 giorni per valutare l’applicazione della Legge della Reciprocità Economica, approvata dal Parlamento ad aprile e firmata da Lula a luglio. Il provvedimento prevede che, in caso di violazioni della competitività internazionale del Brasile, possano essere adottate misure proporzionali su beni, servizi e proprietà intellettuale. La legge consente al Brasile di trattare cittadini e governi stranieri secondo il principio di reciprocità, includendo ritorsioni commerciali, investimenti, diritti di proprietà intellettuale e questioni diplomatiche. L’iniziativa punta a difendere la competitività brasiliana e garantire il rispetto degli interessi economici del Paese sudamericano sul piano internazionale.

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