Meloni alla Ue: costi energia priorità assoluta. Urso: sospendere Ets in attesa di revisione
Ministri di 11 Stati membri sollecitano una revisione profonda del sistema Ets per stabilizzare i prezzi, proteggere le industrie energivore e incentivare investimenti in tecnologie pulite
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“Se l’Europa vuole contare in un contesto globale che cambia rapidamente deve rafforzare il proprio mercato interno, ridurre gli oneri amministrativi, accelerare la semplificazione normativa. Non c’è da questo punto di vista più tempo da perdere, a partire da una priorità che consideriamo assoluta, che sono i costi dell’energia”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in occasione delle dichiarazioni congiunte con il presidente della Repubblica di Cipro, Nikos Christodoulides, al termine del bilaterale a palazzo Chigi. “L’impegno che abbiamo assunto – aggiunge - è quello di costruire risposte concrete, già al Consiglio europeo di marzo, perché non possiamo chiedere alla nostra impresa di competere sui mercati globali se strutturalmente pagano l’energia più dei loro competitor”. “Il governo italiano da questo punto di vista ha recentemente approvato un decreto che io considero ambizioso e coraggioso, nel quale sono contenute anche alcune norme che necessitano ovviamente di portare il dibattito alla dimensione europea, la questione degli Ets prima di tutte. Quindi stiamo portando avanti un lavoro che ha una strategia che coinvolge tanto il livello nazionale quanto il livello europeo”, conclude la premier.
Urso: sospendere Ets in attesa di revisione
“Il sistema Ets dell’Ue è un’ulteriore tassa a carico delle imprese europee, che incide sui costi e ne limita la competitività. Chiederemo alla Commissione europea la sospensione fino a una sua profonda revisione che intervenga sui parametri di riferimento delle emissioni e sui meccanismi di assegnazione delle quote, incluso il rinvio della graduale eliminazione delle quote gratuite”. Lo ha annunciato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, nel corso della riunione dei Paesi ’Friends of Industry’ che si è svolta ieri sera a Bruxelles.
La dichiarazione congiunta
La prossima revisione dell’Ets dovrà garantire “un segnale di prezzo efficace, prevedibilità, stabilità del mercato e protezione contro un’eccessiva volatilità dei prezzi, insieme a un approccio pragmatico sull’assegnazione gratuita” delle quote. Lo chiedono in una dichiarazione congiunta i ministri dell’Industria di Italia, Austria, Croazia, Repubblica ceca, Francia, Germania, Lussemburgo, Polonia, Portogallo, Slovacchia e Spagna che ieri sera si sono riuniti per coordinare le posizioni alla vigilia del Consiglio Competitività in corso a Bruxelles e dove l’Italia è rappresentata dal ministro Urso.
La prossima revisione dell’Ets - attesa per luglio - “dovrebbe mirare a sostenere la competitività dell’industria europea e a rafforzare gli investimenti in tecnologie innovative”, scrivono i firmatari, avvertendo che la riduzione del tetto complessivo delle emissioni a livello Ue, rischia di far affrontare agli operatori industriali livelli di prezzo elevati, maggiore volatilità del mercato e liquidità limitata. Imperativo dunque aumentare “gli investimenti nelle condizioni abilitanti necessarie per la decarbonizzazione” nonché una protezione “mirata contro la rilocalizzazione delle emissioni di carbonio”.
Le modifiche necessarie
La revisione, per il ministro, dovrà introdurre un meccanismo “stabile di sostegno per le imprese esportatrici, non ancora compiutamente definito nella riforma del Cbam”. Nel confronto tra i ministri dell’Industria, si evidenzia in una nota, Urso ha posto l’accento sulla competitività industriale e sulla necessaria coerenza tra revisione del meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere e alla riforma dell’Ets.








