Urbanistica, appalti e legge sull’architettura: le priorità del nuovo Consiglio nazionale
Alessandro Panci, da pochi giorni presidente del Consiglio nazionale degli architetti, individua i fronti sui quali avviare un dialogo con Governo e Parlamento
di Giuseppe Latour
3' di lettura
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«Speriamo che i concorsi di progettazione e una maggiore attenzione alla programmazione caratterizzino anche il nuovo Piano casa. Si tratta di un intervento che vediamo con favore, soprattutto nella parte che rafforza il coinvolgimento dei privati. Ma stringere troppo i tempi non fa mai bene alla qualità». Alessandro Panci, da pochi giorni presidente del Consiglio nazionale degli architetti, indica per il Piano casa una ricetta che dovrà caratterizzare, in qualche misura, tutti i fronti sui quali la sua categoria sarà impegnata nei prossimi anni, facendosi parte attiva del dibattito: dalla legge urbanistica alla rigenerazione urbana, passando per l’equo compenso, l’obiettivo è mettere l’architettura al centro del dibattito.
Partiamo proprio dai vostri obiettivi generali.
«Il nostro obiettivo principale è far comprendere quello che siamo sia come Consiglio nazionale che come figura professionale. La creazione di ordini e albi professionali è stata fatta per dare una garanzia alla comunità, al cittadino: questo è un aspetto che purtroppo non viene sempre così correttamente compreso. Poi, in seconda battuta, c’è l’aspetto professionale: dobbiamo far capire che la nostra figura va a incidere sulla vita delle persone, perché pensiamo e progettiamo opere che sono spazi di vita quotidiani. Avere opere di qualità è decisivo, perché noi italiani siamo abituati a vivere edifici che hanno secoli di vita. Farlo male vuol dire che non vivremo in maniera corretta per tanto tempo».
Questo nella pratica si tradurrà in maggiore dialogo su molti provvedimenti oggi in discussione. Quali in particolare?
«Faccio una premessa. Seppur siano auspicabili dei miglioramenti su alcuni disegni di legge, apprezziamo la volontà del Governo e del Parlamento di affrontare tanti temi di nostro interesse. Detto questo, sicuramente auspichiamo da anni che ci sia una legge sull’architettura, intesa come una legge che ci permetta di capire l’importanza del nostro patrimonio edilizio. Un patrimonio che dobbiamo non solo difendere ma gestire, utilizzare, avendone massima comprensione. Ci sono due proposte in discussione, dalle quali partire. Anche se va sottolineato che non è la legge dell’architetto, ma una legge di tutti. Ma ci sono anche altri aspetti».









