E poi c’è la storia: se la peste bubbonica del Trecento devastò l’Europa, fu perché il ratto fungeva da ospite per Xenopsylla cheopis, la pulce vettore di Yersinia pestis. Il roditore non uccideva direttamente, ma trasportava chi uccideva.
Le tutele sanitarie
Tutto questo rende il controllo della popolazione roditrice una questione di salute pubblica concreta.
Il lavoro di vigilanza svolto dalle Aziende Sanitarie locali e dai Nuclei antisofisticazione e sanità dell’Arma dei Carabinieri nei mercati, nei depositi alimentari, nella ristorazione collettiva, è una delle linee di difesa meno visibili ma più efficaci di cui disponiamo ed andrebbe potenziata, specie nell’ottica di un compiuto approccio OneHealth.
Il nostro Servizio sanitario nazionale (Ssn), sebbene abbia bisogno di un aggiornamento strutturale legato ai mutamenti tecnologici, sociodemografici, scientifici e organizzativi sopraggiunti in quasi mezzo secolo, ha costruito un sistema di controlli preventivi che ci aiutano a tenere lontani da noi pericoli molto seri per la nostra vita e la salute pubblica.
Non è un’influenza
L’Hantavirus non si comporta come un’influenza. Non circola nell’aria di una sala da pranzo affollata, non passa da una stretta di mano, non si diffonde tra passeggeri come un coronavirus. Appartiene alla famiglia Hantaviridae, genere Orthohantavirus, e si tratta di una zoonosi, ovvero di una infezione animale che occasionalmente interessa l’uomo, il cui serbatoio naturale è costituito da roditori selvatici, portatori cronici asintomatici.