Puglia

Squalo mako ferito attacca barca a Gallipoli. Ispra: nessun rischio balneazione

Un esemplare adulto di squalo mako, probabilmente irritato da una ferita e dal rumore del motore, ha colpito la prua di un’imbarcazione da diporto con a bordo pescatori

aggiornato il 29 aprile 2026 ore 10:20

Un esemplare adulto di squalo mako, con una vistosa ferita, urta un'imbarcazione da diporto impegnata in una battuta di pesca a Gallipoli, 26 aprile 2026. FACEBOOK/Giuseppe Zacà  ANSA

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Momenti di paura al largo di Gallipoli, dove un esemplare adulto di squalo mako, con una vistosa ferita, avrebbe urtato un’imbarcazione da diporto impegnata in una battuta di pesca.

Lo squalo dalla barca

Un esemplare adulto di squalo mako, con una vistosa ferita, urta un'imbarcazione da diporto impegnata in una battuta di pesca a Gallipoli, 26 aprile 2026. FACEBOOK/Giuseppe Zacà

A bordo si trovavano alcuni diportisti.

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A raccontare l’episodio sui social è stato Giuseppe Zacà che ha diffuso il video, ripreso da diversi quotidiani online: “Con un movimento improvviso e potente ha cambiato direzione e ha colpito sotto la barca. Un tonfo secco seguito da una vibrazione che ci è salita dalle scarpe fino alla testa. La prua ha sobbalzato e il motore ha fatto un rumore metallico”.

Lo squalo avrebbe colpito la parte anteriore della barca, forse innervosito dall’essere ferito e dal rumore del motore dell’imbarcazione.

Già nell’agosto dello scorso anno, nel mare del Salento a Porto Cesareo, era stato avvistato un altro squalo mako, più piccolo.

«Nessun rischio balneazione»

L’incontro con esemplari di squalo mako “così grandi è abbastanza raro, nel caso di animali più piccoli un po’ meno raro, ma può accadere. Non c’è, però, nessun tipo di rischio per la balneazione né per il turismo. Sono animali che frequentano gli ambienti pelagici delle acque”.

Così Umberto Scacco, ricercatore Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), esperto di pesci cartilaginei, all’Adnkronos in merito all’avvistamento di uno squalo al largo di Gallipoli, in provincia di Lecce in Puglia.

“Dalle immagini che ho potuto vedere si tratta di uno squalo mako, nome scientifico Isurus oxyrinchus. Un esemplare abbastanza grosso, intorno ai 3-4 metri di lunghezza, probabilmente attirato dalle esche della pesca d’altura.

Questi animali non sono aggressivi nei confronti degli esseri umani. Quando sono incuriositi da qualcosa che potrebbe essere una fonte di cibo, la prima cosa che fanno è un contatto diretto con l’oggetto o con la preda, se la preda è ferma. Credo sia il caso di questa barca, quindi l’animale si è avvicinato, ha urtato la barca per capire che cosa fosse e poi evidentemente si è allontanato”, spiega il ricercatore.

“Un evento di questo tipo, con uno squalo di queste dimensioni - osserva - è, senz’altro, molto raro perché questi animali stanno diminuendo, gli esemplari adulti sono pochi. Tuttavia, non è infrequente, soprattutto nel mondo dei pescatori, registrare catture accidentali di esemplari più piccoli della stessa specie”.

Il ricercatore ci tiene a “togliere un po’ di ombre negative su questi animali che purtroppo li hanno condannati a un’estinzione sempre più importante: gli squali non stanno messi molto bene in tutte le acque mondiali, compreso il Mediterraneo, ed in particolare questa specie, protetta dalla liste rosse della Iucn (Unione Mondiale per la Conservazione della Natura)”.

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