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Dagli squali agli orsi passando per le aquile le specie animali taggate

di Davide Madeddu

Squalo ripreso per la prima volta nelle profondità dell'Antartide

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Dagli squali alle tartarughe, passando per le aquile e gli orsi. E poi altri animali i cui spostamenti diventano importanti per lo studio del comportamento e dell’ambiente. A occuparsi di studiare attraverso microchip, tag satellitari o trasmettitori acustici, collari e altri dispositivi, sono enti di ricerca o associazioni non governative.

Gli squali sotto controllo

Tra queste, a studiare gli squali c’è la Ocearch, che traccia gli spostamenti degli squali bianchi con gli “spot tags” applicati sulla pinna dorsale. Uno strumento in grado di far conoscere tutti i movimenti in tempo reale.

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Negli Usa opera anche Noaa Fischieries che impiega circa 3mila dipendenti tra cui scienziati, responsabili politici e agenti delle forze dell’ordine, situati in tutto il paese. Noaa gestisce il Cooperative Shark Tagging Program.

In Italia c’è il Centro studi Squali che svolge attività di studio sugli squali, conservazione e didattica, rivolte a studenti, ricercatori e grande pubblico.

Il Centro studi Squali - Istituto scientifico fa parte della rete dell’Osservatorio toscano per la Biodiversità promosso dalla Regione Toscana.

L’attenzione per le balene

Il panorama della ricerca vede poi lo studio delle Balene e cetacei.

Una delle più grosse organizzaizoni è la Ocean Alliance che utilizza tecnologie “non invasive”, che spaziano dai droni ai tag satellitare per studiare e monitorare sia gl spostamenti sia le rotte dei cetacei.

Nel Mediterraneo c’è il Tethys Research Institute che focalizza la sua attività sulla conservazione dei cetacei nel Mediterraneo, inclusi capodogli e balenottere.

«Dal 2015, Tethys ha sviluppato diversi progetti incentrati sul tracciamento radio e satellitare dei mammiferi marini - scrive nelle sue referenze l’organizzazione -, con particolare attenzione alle balenottere (Balaenoptera physalus).

Il Telemetry Lab, istituito nel 2024, porta queste attività in un quadro unificato, tra cui iniziative guidate da Tethys, collaborazioni internazionali e servizi di consulenza».

I radiocollari per gli orsi

Esiste un’attività di monitoraggi anche sugli altri animali. Tra questi rientrano gli orsi.

In Italia a portare avanti un’attività di monitoraggio con radiocollari ci sono i Parchi. Nello scenario internazionale opera la Polar Bears International, un’ organizzazione leader nella ricerca sugli orsi polari, utilizzano collari Gps e nuovi metodi temporanei come il “burr on fur”.C’è poi anche l’International Association for Bear Research and Management, una comunità globale di biologi che si occupa di marcatura e gestione.

Rapaci e aquile

In Europa ci sono diversi progetti per la conservazione dell’Aquila di Bonelli o dell’Aquila Reale prevedono il tagging satellitare per monitorare i giovani esemplari.

L’Hawk Mountain Sanctuary utilizza trasmettitori satellitari miniaturizzati, mentre l’US. Geological Survey porta avanti negli Stati Uniti studi di monitoraggio tramite anellamento e tracciamento Gps.

Il monitoraggio delle tartarughe

Spaziano dai tag satellitari a quelli acustici i sistemi per il monitoraggio delle tartarughe.

La Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli è il centro di riferimento mediterraneo per il recupero e il monitoraggio (satellite) delle Caretta caretta.

Il WWF Italia è attivo nel rilascio di tartarughe monitorate con microchip satellitari. tag satellitari e acustici per MarAlliance.

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