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Brasile, rally al test elettorale
All’appuntamento col voto il Paese si presenta forte di un’economia in crescita e forti rialzi per azionario e valuta. E ora?
Ascoltalo oradi Jacopo Giliberto
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Un numero — le 421,36 parti per milione rilevate dall’osservatorio di Mauna Loa sulle isole Hawaii — può essere scelto come metro della febbre generata alla Terra dalla nostra sciagurata e amata razza umana.
La Giornata mondiale della Terra, l’Earth Day, dal 1969 viene ricordata ogni 22 aprile e per ricordare la ricorrenza del 2021 potrebbe essere usato questo numero della presenza della CO2, l’anidride carbonica, nell’aria che avvolge il pianeta; e 421 parti per milione rilevate a fine marzo corrispondono allo 0,042% di anidride carbonica nella composizione dell’atmosfera.
Gli eventi in programma per ricordare la ricorrenza sono decine in Italia, centinaia nel mondo. In Italia gli eventi sono riassunti nel sito dell’organizzazione One People One Planet , con un palinsesto di 13 ore di streaming diretto da Gianni Milano sul canale televisivo digitale RaiPlay.
Lo stato di salute del globo può essere misurato in tanti modi, con le tossine che iniettiamo nelle sue vene profonde o nei mari, con la scomparsa di specie viventi, con la spazzatura abbandonata, ma la misurazione più semplice da comunicare è la temperatura climatica, in senso stretto (di quanti decimi di grado si scalda l’aria del mondo) e in senso esteso (quanto cresce l’anidride carbonica, cui è legata la temperatura).
Di stagione in stagione, con le oscillazioni generate dai cicli vegetativi, la CO2 continua a crescere nell’aria, immessa dalla geologia dei vulcani, dalla biologia della respirazione dei vegetali e degli animali, ma immessa nell’aria anche dalle ciminiere e dai tubi di scappamento. È già lontano nel passato quel 2016 in cui venne superata la soglia psicologica di 400 parti per milione, poi 410, poi 420.