Europa

Ue, la parità nel mondo del lavoro è lontana: divario occupazionale del 10% tra uomini e donne

Le diseguaglianze legate alla disabilità, al genere e all’origine sono ancora importanti nei Paesi del blocco

di Davide Madeddu (Il Sole 24 Ore), Ieva Kniukštienė (Delfi, Lituania) e Ana Somavilla (El Confidencial, Spagna)

4' di lettura

4' di lettura

La parità nel lavoro, in Europa, è ancora lontana. Le differenze si fanno ancora sentire in modo evidente. Nel 2024, nell’Unione Europea, sono state registrate disuguaglianze occupazionali legate alla disabilità, al genere e all’origine. A fotografare questa situazione è il rapporto di Eurostat, che ha raccolto e analizzato i dati relativi ai vari ambiti di disuguaglianza.

Il divario occupazionale di genere nell’UE si attesta a 10 punti percentuali, con un tasso di occupazione dell’80,8% per gli uomini e del 70,8% per le donne. Rispetto al 2023, si è registrato un lieve miglioramento (-0,2 punti percentuali), e il confronto con il 2014 mostra una riduzione più marcata (-1,1 punti percentuali).

Loading...

Il divario di genere

Un ulteriore aspetto rilevante riguarda proprio il divario occupazionale di genere, che si accentua in particolare nella popolazione nata all’estero. «Il tasso di occupazione per gli uomini nati all’estero è stato dell’83,1% – sottolinea il rapporto –, rispetto al 65,0% per le donne. Inoltre, le donne nate all’estero hanno fatto registrare un tasso di occupazione inferiore di 15,7 punti percentuali rispetto alle donne native».

Ancora più marcato è il divario occupazionale tra persone con e senza disabilità, pari a 24 punti percentuali.

Se si guarda al quadro complessivo, «sei Paesi dell’UE presentano divari occupazionali di genere superiori alla media europea». Si tratta, in ordine crescente, di Polonia, Repubblica Ceca, Malta, Romania, Grecia e Italia. I divari più ampi si registrano in Grecia (18,8 punti percentuali) e in Italia (19,3 punti), dove meno del 60% delle donne è occupato rispetto a oltre il 75% degli uomini.

«Al contrario – evidenzia ancora il documento – il divario occupazionale di genere risulta relativamente contenuto nei Paesi baltici, come Lituania, Estonia e Lettonia, con una differenza di circa 3 punti percentuali o meno, mentre in Finlandia è quasi trascurabile (0,7 punti percentuali)».

Il tasso di occupazione nell’UE

Nel 2024 il tasso di occupazione complessivo nell’Unione Europea è stato del 75,8%, con valori che oscillano dall’83,5% dei Paesi Bassi al 67,1% dell’Italia. Nello stesso periodo, l’80,8% degli uomini risultava occupato contro il 70,8% delle donne.

Tra il 2015 e il 2024 si è registrato un incremento di 7,8 punti percentuali nel tasso di occupazione tra le persone con un basso livello di istruzione.

Le misure per colmare queste disparità non mancano. Nel 2017 la Commissione Europea, il Parlamento e il Consiglio UE hanno adottato congiuntamente il Piano d’azione del Pilastro europeo dei diritti sociali, «volto a promuovere mercati del lavoro e sistemi di welfare equi ed efficienti in tutta l’Unione». Tra gli obiettivi fissati per il 2030 c’è proprio quello di raggiungere un tasso di occupazione del 78% tra le persone di età compresa tra 20 e 64 anni.

Il caso Italia

Il quadro italiano evidenzia criticità ulteriori. Secondo i dati Istat di dicembre 2024, tra i circa 3 milioni di cittadini italiani con gravi limitazioni (pari al 5% della popolazione), solo il 32,5% risulta occupato, contro il 55% tra coloro che presentano limitazioni meno gravi. Dal 2009 a oggi, il miglioramento è stato minimo: si partiva infatti da una percentuale del 29,9%.

Sul fronte del genere, il Rendiconto di genere 2024 dell’Inps conferma un ampio divario: nel 2023 il tasso di occupazione femminile in Italia si è fermato al 52,5%, a fronte del 70,4% degli uomini, con un divario pari a 17,9 punti percentuali. Le assunzioni femminili hanno rappresentato appena il 42,3% del totale. Inoltre, l’instabilità occupazionale colpisce soprattutto le donne: solo il 18% delle loro assunzioni è a tempo indeterminato, contro il 22,6% degli uomini.

Spagna: il divario si riduce, ma resta

In Spagna il quadro appare meno critico rispetto all’Italia, ma il divario di genere non è stato ancora superato. Nel 2024, il tasso di occupazione per le donne tra i 16 e i 64 anni è stato del 62,6%, contro il 71,8% degli uomini, con un divario di 9,2 punti percentuali, in calo rispetto ai 10,8 punti del 2015. Il miglioramento c’è stato, anche grazie a politiche attive: aumenti del salario minimo, riduzione dell’orario lavorativo a parità di retribuzione e riforme per la stabilità contrattuale, tutte misure che hanno beneficiato soprattutto le donne.

Tuttavia, persistono criticità legate alla cura familiare: il 15,1% delle donne inattive dichiara di non lavorare per occuparsi di figli o familiari, contro appena il 3,5% degli uomini. E il divario salariale, pur in diminuzione, si attesta ancora all’8,7%.

Le disuguaglianze colpiscono anche le persone con disabilità: nel 2023 il loro tasso di attività era del 35,5%, circa la metà rispetto alla popolazione generale (78,5%).

Lituania: equità apparente, ma con forti disparità regionali

Se guardiamo alla Lituania, i dati mostrano una sostanziale parità nel numero assoluto di uomini e donne occupati (722.600 uomini e 725.200 donne nel 2025). Tuttavia, il tasso di disoccupazione femminile (8,7%) resta più alto rispetto a quello maschile (8,2%), con forti divari territoriali: a Visaginas la disoccupazione femminile supera il 12%, mentre a Neringa si ferma al 2,5%.

Particolarmente critico il quadro per le persone con disabilità: su oltre 11.000 disoccupati registrati con disabilità, circa un quarto non ha alcuna formazione professionale. Pur con un lieve miglioramento, nel 2025 solo 2.600 persone con disabilità hanno trovato lavoro, spesso in attività amministrative o nel commercio.

Le maggiori difficoltà di inserimento lavorativo riguardano anziani, residenti nelle aree rurali e persone con disabilità. A pesare, oltre alle competenze carenti, anche l’età avanzata e, per molti stranieri, la scarsa conoscenza della lingua lituana.

*Questo articolo rientra nel progetto di giornalismo collaborativo europeo “Pulse


Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti