Parità di genere, 7mila aziende al traguardo della certificazione
Sono 6.846 gli attestati rilasciati nei primi tre anni di applicazione dello strumento previsto dal Pnrr per promuovere prassi orientate all’uguaglianza fra i sessi
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Sono 7mila le aziende che hanno già ottenuto la certificazione della parità di genere, l’attestato previsto dal Piano nazionale di ripresa e resilienza e introdotto nel nostro ordinamento dalla legge 162/2021, per dare conto delle politiche e delle misure adottate dai datori di lavoro con lo scopo di ridurre il divario di genere in relazione alle opportunità di crescita in azienda, alla parità salariale a parità di mansioni, alle politiche di gestione delle differenze di genere e alla tutela della maternità.
Il tutto in un contesto che vede il tasso di occupazione femminile in Italia al 54,2%, in crescita negli ultimi anni, ma con un divario rispetto a quello maschile che supera ancora i 17 punti percentuali.
L’incentivo alle imprese
La certificazione della parità di genere porta in dote alle aziende che la ottengono anche uno sgravio contributivo, che ammonta all’1% dei contributi dovuti dal datore di lavoro, fino a 50mila euro annui per azienda (la domanda, per le imprese che si sono certificate entro il 2024, va presentata entro mercoledì 30 aprile). È previsto un limite di spesa complessivo di 50 milioni di euro all’anno.
L’obiettivo per l’Italia fissato in sede di Consiglio Ecofin (il consiglio dei ministri dell’economia e delle finanze degli Stati Ue) nel 2021 era quello dell’ottenimento della certificazione della parità di genere da parte di 800 imprese (di cui almeno 450 Pmi e microimprese) entro il secondo trimestre del 2026.
«L’ottimo andamento della certificazione - commenta la ministra per la Famiglia, la natalità e le pari opportunità Eugenia Roccella - è una doppia buona notizia. Da un lato dimostra che si sta lavorando nella giusta direzione, e i dati sul lavoro femminile lo confermano. Dall’altro, testimonia che c’è una sensibilità crescente da parte del mondo del lavoro e dell’impresa nei confronti delle pari opportunità».








