Trasporti

Ue, auto elettriche da record: 720mila vendite nel secondo trimestre

La sfida principale resta la creazione di una catena del valore delle batterie che sia solida e in grado di sostenere la produzione automobilistica europea.

Colonnine ricariche auto elettriche

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L’Europa cerca di stare al passo nella corsa all’elettrico e, a dispetto del lungo e serrato negoziato tra l’automotive e l’esecutivo di Ursula von der Leyen per una transizione più morbida, segna un primo picco.

Nel secondo trimestre dello scorso anno, nel continente sono stati venduti oltre 720mila nuovi veicoli elettrici e ibridi, in aumento del 27% rispetto alle vendite registrate tra aprile e giugno dell’anno precedente.

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“Un record storico”, rivendica la Commissione europea pubblicando la relazione trimestrale sui mercati europei dell’elettricità.

Il dato si traduce in una quota di mercato del 23%, oltre il doppio della performance degli Stati Uniti (10%) ma ancora a distanza siderale dalla Cina (57%).

A trainare la crescita sono soprattutto i Paesi del Nord, guidati dalla Svezia che - da sola - ha fatto segnare il 62% delle auto elettriche o ibride plug-in commercializzate nel trimestre.

A seguire figurano i mercati di Danimarca (60%), Finlandia (54%) e Paesi Bassi (52%), nei quali oltre la metà delle vendite riguarda veicoli elettrificati.

In termini assoluti - riflesso delle dimensioni delle rispettive economie - la Germania si conferma il principale mercato continentale, con oltre 210mila veicoli elettrici immatricolati tra aprile e giugno 2025.

A seguire la Francia, dove nello stesso periodo le vendite hanno superato quota 104 mila unità. La scommessa dell’elettrico made in Europe, nelle previsioni di Palazzo Berlyamont, continuerà.

Entro il 2030 “saranno venduti in Europa circa 6 milioni di veicoli elettrici a batteria”, ha fatto il punto Kerstin Jorna, direttrice generale della Dg Crescita, davanti al Parlamento europeo.

La sfida principale

La sfida principale, nelle sue parole, resta la creazione di una catena del valore delle batterie che sia solida e in grado di sostenere la produzione automobilistica europea. Nel pacchetto sull’automotive di metà dicembre, Bruxelles ha annunciato di voler mobilitare 1,5 miliardi di euro già quest’anno a sostegno delle batterie europee.

E il primo bando, con risorse provenienti dal Fondo europeo per l’innovazione, dovrebbe arrivare a settimane.

Forte anche dei primi riscontri positivi, Bruxelles continua a spingere per il rafforzamento dell’intero ecosistema industriale della mobilità elettrica.

Ue valuta aumento dazi su auto ibride importate dalla Cina

Nonostante la recente intesa antidumping trovata con Pechino per eliminare i dazi in vigore, il vicepresidente Stéphane Séjourné è in pressing per estendere le tariffe - comprese tra il 7,8 % e il 35,3% - scattati a fine 2024 sulle e-car cinesi anche ai veicoli ibridi in arrivo dal Dragone. Sono “prodotti nelle stesse condizioni” di maxi-sussidi statali, ha evidenziato un funzionario Ue vicino al francese, osservando pertanto che le aziende europee “necessitano della stessa protezione e delle stesse condizioni di parità”.

L’Unione europea valuta l’introduzione di ulteriori dazi sui veicoli ibridi cinesi, una misura che potrebbe portare l’aliquota complessiva fino al 35,3 per cento. Lo riferisce il portale di informazione Euractiv, citando fonti europee.

Il tema è all’esame della Commissione europea, anche alla luce dell’aumento significativo delle esportazioni di veicoli ibridi cinesi verso il mercato Ue registrato nell’ultimo anno.

“Il gabinetto sta sollevando la questione del perché ciò che è valido per i veicoli elettrici non debba valere anche per i veicoli ibridi, che sono prodotti nelle stesse condizioni e per i quali i concorrenti europei hanno bisogno dello stesso livello di protezione e di un campo di gioco equo”, ha dichiarato un funzionario dell’ufficio del vicepresidente della Commissione europea con delega alla prosperità e alla strategia industriale Stéphane Sejourné, citato da Euractiv.

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