Riciclaggio

Ue, il 51% degli abitanti ha tenuto il vecchio dispositivo elettronico a casa

Nel 2024 solo l’11% degli europei ha riciclato smartphone, laptop o tablet, con picchi in Grecia e Danimarca e livelli più alti tra gli over 55

di Davide Madeddu (Il Sole 24 Ore), Ana Somavilla (El Confidencial, Spagna), Ieva Kniukštienė (Delfi, Lituania), Ivana Míšková (Deník Referendum, Repubblica Ceca) e Kim Son Hoang (Der Standard, Austria)

(AdobeStock)

5' di lettura

5' di lettura

Parola d’ordine riuso o, se proprio non se ne può fare a meno, riciclo. Perché buona parte degli europei preferisce «allungare la vita» dei propri dispositivi elettronici o elettrici. Che si tratti di smartphone, tablet, computer o anche vecchi tv color o ferri da stiro, non fa la differenza. Nel 2024, il 51% delle persone dell’UE, di età compresa tra i 16 e i 74 anni ha mantenuto il vecchio telefono cellulare o smartphone in casa, mentre il 18% ha dato o venduto il dispositivo. A rappresentare questo scenario è l’Eurostat con il rapporto sul comportamento dei cittadini davanti agli strumenti elettronici o digitali datati.

Quelli che hanno riciclato

Nel 2024, l’11% delle persone nell’UE ha riciclato il proprio vecchio telefono quando lo ha sostituito, mentre il 18% l’ha ceduto. I numeri più alti sono stati riportati in Grecia (il 25% ha riciclato il proprio telefono) e in Croazia (il 34% lo ha dato o venduto a qualcun altro).

Loading...

Al 13%, più persone nell’UE di età compresa tra 55 e 74 anni hanno riciclato i loro vecchi telefoni nel 2024 rispetto a quelle di età compresa tra 16 e 24 anni (7%). Nel frattempo, più giovani (23%) hanno venduto o regalato il loro vecchio dispositivo, rispetto al 12% per la fascia di età 55-74 anni.

Portatili e tablet

Anche il tasso di riciclaggio per laptop e tablet è stato dell’11% nel 2024, rispetto al 34% delle persone che avevano ancora il dispositivo a casa, al 12% che l’ha ceduto o venduto e all’1% che l’ha buttato. Il più alto tasso di persone che ha riciclato il proprio vecchio laptop o tablet nel 2024 si è registrato in Grecia (20%) e in Danimarca (19%). La Croazia (29%) e la Romania (18%) hanno registrato il maggior numero di persone che ha dato o venduto il proprio vecchio laptop o tablet a qualcun altro.

Il 15% dei desktop è riciclato

In questo panorama è crescita la percentuale (salita al 15%) di coloro che hanno riciclato i computer desktop. Nel frattempo, il 19% teneva ancora il dispositivo in casa, il 9% lo ha dato o venduto e il 2% lo ha buttato via senza riciclarlo.

I Paesi Bassi (28%) e la Svezia (26%) avevano la più alta percentuale di persone che riciclavano il loro vecchio computer desktop. Croazia (20%) e Romania (18%) hanno registrato il maggior numero di persone che hanno dato o venduto il loro vecchio computer desktop a qualcun altro.

Sostenibilità al centro

Per quanto riguarda l’importanza degli aspetti di sostenibilità nelle decisioni di acquisto delle apparecchiature IT, è emerso che nel 2024, il 12% delle persone dell’UE considerasse l’eco-design del dispositivo (ad esempio, progetti durevoli, aggiornabili e riparabili che richiedono meno materiali; materiali ecologici utilizzati per l’imballaggio) una caratteristica importante. I numeri più alti per questo aspetto sono stati registrati in Austria (62%), Cipro (41%) e Malta (29%).

Nelle valutazioni rientrano poi anche altri aspetti che vanno dall’efficienza energetica del dispositivo (19%), alla possibilità di prolungare la durata del dispositivo (10%) e agli schemi di ritiro offerti da venditori o produttori (7%).

Tuttavia, le caratteristiche più importanti nelle decisioni di acquisto delle apparecchiature IT sono rimaste il prezzo (69%), le caratteristiche hardware come la velocità del disco rigido o del processore (53%) e la marca, il design o le dimensioni del dispositivo (50%).

Il caso italiano

C’è poi il caso italiano dove nel primo semestre del 2025 si registra una sostanziale stabilità dei rifiuti Raee, ossia rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche. Nello specifico il consorzio Ecolamp ha gestito in tutta Italia 1.519 tonnellate di Raee. «In particolare - fanno sapere da Ecolamp - il Consorzio ha avviato a riciclo 930 tonnellate di piccoli elettrodomestici, elettronica di consumo, apparecchi di illuminazione e pannelli fotovoltaici a fine vita (raggruppamento R4), e 588 tonnellate di sorgenti luminose esauste (raggruppamento R5)».

Sul fronte territoriale, nei primi sei mesi del 2025, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna si confermano le regioni più attive nella raccolta di sorgenti luminose esauste. In particolare, la Lombardia mantiene il primo posto con 134 tonnellate, seguita dal Veneto con 63 e dall’Emilia-Romagna con 62 tonnellate. La Campania si conferma prima regione del Sud in sesta posizione con 34 tonnellate raccolte nei primi sei mesi del 2025.

I consigli

E proprio uno dei consigli dei rappresentanti del consorzio è quello di regalare un Raee se integro e funzionante, invece di conferirlo. «Se ancora funzionanti, gli apparecchi possono essere donati a scuole, associazioni o enti del terzo settore per essere riutilizzati».

Austria

In Austria ogni comune è tenuto a istituire punti di raccolta per i rifiuti elettronici, dove è possibile consegnarli gratuitamente. Inoltre, i rivenditori (anche online) sono obbligati a ritirare i vecchi dispositivi, a determinate condizioni, quando si acquista un nuovo apparecchio.

Diversi rivenditori acquistano dispositivi usati per ricondizionarli e rivenderli (ad esempio la piattaforma austriaca refurbed.at).

Una delle campagne più note per la donazione di telefoni cellulari usati è l’Ö3 Wundertüte, promossa dall’emittente pubblica ORF. I telefoni donati vengono riciclati o ricondizionati e rivenduti, con i proventi destinati a famiglie bisognose. Dal 2005 sono stati raccolti oltre 7,5 milioni di telefoni.

Dal 2022 è attivo il “bonus riparazione”, un contributo fino a 200 euro (o 30 euro per il preventivo) per incoraggiare la riparazione di apparecchi elettrici ed elettronici invece della loro sostituzione.

Repubblica Ceca

I rifiuti elettronici sono la tipologia di rifiuto in più rapida crescita, con un aumento annuo di circa il 3%. Un sondaggio Ipsos per Remobil ha rivelato che circa due quinti dei cechi possiedono in media due vecchi telefoni inutilizzati, mentre acquistano un nuovo telefono ogni 2-3 anni.

Remobil è un progetto no-profit per la raccolta di telefoni usati, in collaborazione con ASEKOL, il sistema nazionale di ritiro per conto di produttori e importatori.

La gestione dei rifiuti elettronici è regolata dalla legge n. 185/2001, che prevede punti di raccolta obbligatori in ogni comune, finanziati da un “contributo di riciclaggio” incluso nel prezzo del prodotto. Nel 2024 ASEKOL ha riciclato quasi 70.000 tonnellate di rifiuti elettronici, pari al peso di circa 280.000 automobili, contribuendo anche alla rimozione di sostanze pericolose.

Lituania

Le norme distinguono rifiuti elettronici piccoli, batterie e accumulatori, lampade fluorescenti e rifiuti elettronici di grandi dimensioni. Esistono contenitori dedicati per ciascuna tipologia, collocati soprattutto nei centri commerciali o presso siti di raccolta specializzati.

Per i grandi rifiuti elettronici è possibile prenotare gratuitamente il ritiro a domicilio, anche online o telefonicamente.

Le autorità ricordano che questi rifiuti contengono sempre sostanze pericolose, che nel tempo possono contaminare il suolo e le acque.

Spagna

Secondo l’UNIDO, ogni anno si generano oltre 40 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici. In Spagna, ogni cittadino produce circa 10 kg di questo tipo di rifiuto all’anno.

La raccolta è regolata dal Real Decreto 110/2015, che istituisce una piattaforma elettronica unica per il monitoraggio e la tracciabilità.

Nel 2024 la Fondazione Ecolec ha gestito oltre 108.500 tonnellate di RAEE, promuovendo campagne di sensibilizzazione e centri mobili di raccolta, come quello attivato nel parco industriale di Cobo Calleja (Madrid) nell’aprile 2025.

Nonostante ciò, la tendenza principale resta quella di conservare i dispositivi a casa: il 61,67% tiene i vecchi cellulari, il 38,91% i computer e tablet, e il 15,3% i desktop.

*Questo articolo rientra nel progetto di giornalismo collaborativo europeo “Pulse”

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti