Europa

Ucraina, Cremlino: «Impossibile incontro Putin Zelensky a margine G20 Miami»

Il presidente ucraino insiste sulla necessità di dialogo con Mosca e sollecita aiuti europei e americani per rafforzare la difesa contro gli attacchi russi

I vigili del fuoco spengono le fiamme di una carrozza di un treno passeggeri colpita da un attacco con droni russi in una stazione ferroviaria, nel contesto dell’attacco della Russia all’Ucraina, a Lutsk, in Ucraina, il 12 settembre 2026. via REUTERS

5' di lettura

English Version

5' di lettura

English Version

Il Cremlino considera come impossibile un incontro fra Vladimir Putin e Volodymir Zelensky a Miami, a margine del G20 a dicembre, come aveva proposto il Presidente ucraino. In una dichiarazione all’Afp da Nuova Delhi, Dmitry Peskov ha liquidato la proposta come “impossibile” e ribadito che un tale incontro può tenersi solo a Mosca.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Zelensky: la guerra deve arrivare in casa della Russia

“La guerra deve arrivare in casa della Russia. È importante”. Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un post su X, sottolineando l’importanza delle operazioni a lungo raggio contro obiettivi sul territorio russo. Secondo Zelensky, queste operazioni servono a fare percepire ogni giorno alla Russia gli effetti della guerra. Nelle ultime 24 ore, ha riferito il presidente ucraino, sono stati colpiti due stabilimenti dell’industria chimica nelle regioni russe di Perm e Samara e un obiettivo nel Mar Nero. A Taganrog, secondo Zelensky, le forze speciali ucraine hanno colpito un impianto per la produzione di droni FPV, depositi di droni, un serbatoio di prodotti petroliferi, una stazione radar e un sistema Pantsir-S2. “Questa settimana”, ha aggiunto Zelensky, sono stati inoltre distrutti un Su-33 e due elicotteri Mi-8 nelle regioni russe di Krasnodar e Rostov, mentre un impianto petrolifero è stato colpito nella regione di Perm.

Loading...

Putin, non minacciamo l’Europa, conflitto parte da Stati Ue

Anche il presidente russo ha parlato. La Russia non minaccia i Paesi europei e non avrebbe alcun motivo per entrare in conflitto con loro, ha detto Vladimir Putin a New Delhi, come riporta Ntv, accusando invece gli Stati europei di provocare un possibile scontro con Mosca. “La Russia non minaccia nessun Paese europeo e non abbiamo alcun motivo per un conflitto con loro”, ha affermato Putin, sostenendo che con la fine della Seconda guerra mondiale “tutte le questioni sono state risolte”. “Vogliono rivedere i risultati della Seconda Guerra mondiale? A cosa stanno spingendo i popoli dei loro Paesi? A una guerra con la Federazione Russa?”, ha aggiunto.

Per Putin, il forte risultato dell’AfD alle recenti elezioni regionali in Sassonia-Anhalt sarebbe anche il riflesso dell’insicurezza dei cittadini europei, provocata da politiche occidentali che li spingerebbero verso un conflitto con la Russia. “È tutto il risultato di errori sistematici commessi dagli Stati occidentali nelle questioni politiche, di sicurezza ed economiche”, ha detto Putin, secondo quanto riportato dal corrispondente televisivo russo Pavel Zarubin in un video pubblicato su Telegram, come riporta Ntv. Secondo il leader del Cremlino, i cittadini dei Paesi europei “capiscono cosa sta succedendo” e proprio questo spiegherebbe anche i risultati elettorali in Germania. Putin ha quindi accusato i governi europei di provocare un conflitto aperto con la Russia, alimentando l’insicurezza tra i propri cittadini.

Zelensky, servono 100-120 Patriot al mese per l’inverno

L’Ucraina ha bisogno di 100-120 missili Patriot al mese per affrontare i mesi invernali e difendersi dagli attacchi russi. Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un’intervista alla Deutsche Welle, sottolineando la necessità di un maggiore sostegno da parte di Stati Uniti ed Europa. “La Russia produce attualmente 140 missili balistici al mese. Quindi, secondo le regole della Nato, se si vogliono distruggere 140 missili, serve un rapporto di uno a due, cioè 280 missili”, ha detto Zelensky. “Non avrete mai 280 missili al mese e, tra noi, è una sfida enorme arrivare anche a 100 missili al mese. Questo è ciò che voglio. Voglio averne 100-120 per questi mesi difficili, soprattutto quelli freddi”. Zelensky ha spiegato che gli Stati Uniti hanno la volontà politica di fornire aiuti, ma che la produzione di missili Patriot “non è troppo elevata”. “Saranno gli americani pronti a darci i Patriot? Non lo so. Vedremo”, ha aggiunto. Il presidente ucraino ha quindi sollecitato gli alleati europei a fornire il massimo sostegno possibile. “Devono dare il più possibile. Con tutto il rispetto per loro, devono dare agli ucraini ciò che serve per salvare le loro vite”, ha affermato. Zelensky ha inoltre riferito di aver raggiunto accordi con diverse aziende europee per sviluppare un sistema antimissile a guida ucraina, denominato Freya. L’obiettivo, ha spiegato, è avviare la prima fase di test entro la fine di dicembre.

Russia rivendica attacco massiccio contro Zaporizhzhia

La Russia ha sferrato, durante la notte, “un attacco massiccio contro aziende dell’industria metallurgica ucraina che producono equipaggiamenti a uso militare, nelle città di Zaporizhzhia, Dnipro e Kryvyi Rih”, ha affermato il ministero della Difesa russo. Le forze russe hanno preso di mira anche “infrastrutture portuali” nell’oblast di Odessa, secondo quanto riferito da Mosca.

Nel dettaglio, il ministero della Difesa russo afferma di aver colpito il complesso metallurgico Zaporizhstal a Zaporizhzhia, che è, secondo Mosca, “uno dei principali fornitori di prodotti laminati per la fabbricazione di strutture di protezione e blindatura per equipaggiamenti militari, nonché di piastre per giubbotti antiproiettile”.

A Kryvyi Rih, dove una persona è rimasta uccisa in un attacco contro un’“azienda industriale”, secondo Kiev, la Russia afferma di aver colpito un complesso metallurgico che “produce prodotti metallurgici per la fabbricazione di armi ed equipaggiamenti militari”. A Dnipro, anch’essa situata nell’oblast di Dnipropetrovsk, le truppe di Mosca hanno colpito l’innovativo complesso elettrometallurgico dello stabilimento Interpipe Steel, accusato dal ministero russo di essere “il più grande produttore e fornitore di acciaio laminato in Ucraina per la fabbricazione di prodotti a uso militare”. In questo oblast dell’Ucraina centrale, l’esercito russo ha preso di mira anche complessi minerari che - sempre secondo Mosca - “estraggono, arricchiscono e aggregano minerale di ferro per la produzione di prodotti metallurgici impiegati in ambito militare”.

Infine, nell’oblast di Odessa, la Russia ha colpito “infrastrutture portuali utilizzate per lo scarico e lo stoccaggio di beni a uso militare, due navi che avevano trasportato armi ed equipaggiamenti militari per le forze armate ucraine e un rimorchiatore”.

Bulgaria: esplosione e incendi in un sito di stoccaggio munizioni a Sofia

Un’esplosione seguita da incendi si è verificata in un sito di stoccaggio di munizioni nella Bulgaria centrale, a poche settimane di distanza da un incendio avvenuto in un altro deposito di munizioni. Lo ha reso noto la polizia. L’incidente è avvenuto venerdì sera in un magazzino vicino a Gorni Varpishta, nella Bulgaria centrale, Paese membro della Nato e sostenitore dell’Ucraina. Il magazzino è gestito dal produttore di armi bulgaro Emco, le cui munizioni vengono utilizzate in Ucraina. Non sono state segnalate vittime e l’entità dei danni non e’ nota. “Al momento non vi è alcun pericolo per la popolazione”, ha dichiarato la polizia in un comunicato, precisando che i dipendenti sono stati evacuati e l’area è stata transennata. Il villaggio più vicino si trova a oltre un chilometro dal sito. L’incidente è avvenuto a circa un mese di distanza da un incendio in un deposito di munizioni di un altro stabilimento Emco situato nelle vicinanze. L’azienda aveva escluso l’ipotesi di errore umano e la procura ha aperto un’inchiesta. Emco è di proprietà dell’industriale bulgaro della difesa Emilian Gebrev, sopravvissuto nel 2015 a un tentativo di avvelenamento insieme al figlio e a un altro dirigente dell’azienda. La procura bulgara ha incriminato tre cittadini russi per questa vicenda.

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti