Ucraina

Costa sollecita Orban a rispettare il prestito Ue a Kiev mentre l’esercito ucraino riconquista 400 km²

Il Consiglio europeo insiste sull’erogazione del prestito da 90 miliardi all’Ucraina, mentre sul campo l’esercito ucraino avanza e si preparano nuovi negoziati con la Russia.

Una foto diffusa dal servizio stampa della 65ª Brigata meccanizzata separata delle forze armate ucraine mostra le reclute mentre partecipano a una sessione di addestramento in una località segreta nella regione di Zaporizhzhia, in Ucraina, il 22 febbraio 2026.   EPA/SERVIZIO STAMPA DELLA 65ª BRIGATA MECCANIZZATA /

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«Ti invito fortemente a conformarti alla decisione presa al Consiglio europeo di dicembre» sul prestito da 90 miliardi all’Ucraina. Lo ha scritto il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa in una lettera indirizzata a Viktor Orban sottolineando come «una decisione presa dal Consiglio europeo vada rispettata» e spiegando che «violando questo principio si viola il principio della sincera cooperazione». Domani a Kiev Costa solleverà la questione del caso dell’oleodotto con il presidente Volodymyr Zelensky, ha inoltre ricordato Costa nella missiva.

Kallas: nessun progresso ad oggi su nuovo pacchetto sanzioni

I ministri degli Esteri dell’Ue non sono riusciti oggi a raggiungere un accordo sul ventesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia per la guerra in Ucraina. «Questa è una battuta d’arresto, non è il messaggio che volevamo mandare oggi. Ma il lavoro continua». Lo ha dichiarato l’Alta Rappresentante Kaja Kallas, in conferenza stampa al termine del Consiglio Ue.

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Kallas è anche intervenuta a proposito del blocco ungherese al prestito a Kiev da 90 miliardi. «È davvero deplorevole che la decisione presa da tutti i leader del Consiglio europeo sia ora un passo indietro», ha dichiarato l’Alta rappresentante Ue.

Il comandante dell’esercito ucraino: «Da fine gennaio ripreso il controllo di 400 km² di territorio»

In un messaggio pubblicato sui social, il generale Oleksandr Syrsky, comandante dell’esercito ucraino, ha annunciato che l’esercito ucraino ha riconquistato terreno sull’esercito russo. «Dalla fine di gennaio di quest’anno, sul fronte di Oleksandrivka, le forze d’assalto aviotrasportate e le unità adiacenti hanno ripreso il controllo di 400 km² di territorio e otto città», ha scritto. Il nemico «continua a esercitare pressione», utilizzando piccoli gruppi d’assalto per infiltrarsi nelle posizioni ucraine, oltre a artiglieria, droni e, in alcune aree, veicoli blindati, ha aggiunto Syrsky.

Dall'invasione russa ai negoziati di pace: le tappe di 4 anni di conflitto in Ucraina

Possibili nuovi negoziati a fine marzo

Il 26 e 27 febbraio potrebbe tenersi un nuovo round di negoziati tra l’Ucraina e la Russia. Lo ha annunciato il capo dell’ufficio del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, Kirill Budanov. «Non è un segreto che i negoziati non siano facili. Ma stiamo sicuramente andando avanti e ci stiamo avvicinando al momento in cui tutte le parti dovranno prendere decisioni definitive: continuare questa guerra o fare la pace», ha aggiunto. Budanov ha poi aggiunto di sperare che in settimana si possa condurre un nuovo scambio di prigionieri. «Ci stiamo lavorando, spero che accada questa settimana», ha affermato, anticipando che potrebbe trattarsi di un numero «significativo» di prigionieri, «più grande dell’ultima volta».

I costi della ricostruzione: oltre 500 miliardi di euro

La ricostruzione postbellica dell’Ucraina costerà circa 588 miliardi di dollari, (oltre 500 miliardi di euro) nel prossimo decennio, pari a tre volte il Pil dell’Ucraina nel 2025. È quanto emerge da un rapporto congiunto di Kiev, Banca Mondiale, Unione Europea e Nazioni Unite pubblicato oggi. L’ultima valutazione delle istituzioni internazionali stima che i danni diretti causati dalla guerra in Ucraina abbiano raggiunto i 195 miliardi di dollari alla fine del 2025. Lo studio, il quinto dall’inizio del conflitto, registra un incremento complessivo del 12% su base annua, trainato soprattutto da un balzo del 21% dei danni alle infrastrutture energetiche.

Zelensky, Nato dovrebbe considerare obiettivi legittimi gli Oreshnik in Bielorussia

Intanto almeno tre persone sono morte e numerose sono rimaste ferite in seguito ad un attacco aereo con droni e missili condotto dalla Russia sull’Ucraina. A riferirlo sono le autorità locali. Due persone sono rimaste colpite da alcuni droni caduti nella regione di Odessa, come riferito dal governatore Oleg Kiper. Nello stesso incidente sono rimaste ferite altre tre persone. A Zaporizhzhia, un altro attacco su strutture industriali ha causato la morte di un 33enne e il ferimento di un’altra persona. In questo scenario, l’Ucraina alza il pressing sulla Nato, che secondo il presidente Zelensky dovrebbe considerare i missili Oreshnik schierati in Bielorussia «come un obiettivo legittimo».

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Il 24 febbraio Costa e Von der Leyen a Kiev per IV anniversario del conflitto

Domani, 24 febbraio 2026, il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, si recherà a Kiev, in Ucraina, insieme alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, per celebrare il quarto anniversario dell’aggressione russa contro l’Ucraina. Lo rende noto il Consiglio europeo. Durante la visita, parteciperanno alla cerimonia ufficiale che commemora i quattro anni di guerra. Inoltre, i presidenti Costa e von der Leyen terranno un incontro trilaterale con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e parteciperanno a una riunione della Coalizione dei Volenterosi, convocata dal presidente francese Emmanuel Macron e dal primo ministro britannico Keir Starmer.

Zelensky: «Putin ha già scatenato la Terza Guerra Mondiale, va fermato»

Una Terza Guerra Mondiale «credo che Putin l’abbia già scatenata. La domanda è quanto territorio riuscirà a conquistare e come fermarlo». Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in una lunga intervista rilasciata alla Bbc. «Credo che fermare Putin oggi e impedirgli di occupare l’Ucraina sia una vittoria per il mondo intero. Perché Putin non si fermerà all’Ucraina», ha aggiunto Zelensky. Alla domanda se vittoria significa riavere tutto il territorio risponde: «Lo faremo. È solo questione di tempo». Ad oggi, spiega, mancano uomini e armi, «quindi, al momento, non è possibile, ma tornare ai giusti confini del 1991 senza dubbio non è solo una vittoria, è giustizia». Zelensky ha anche affermato di non aver ancora deciso se ricandidarsi, in caso di elezioni: «Potrei candidarmi e potrei anche non candidarmi».

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