Ucraina

Zelensky: garanzie di sicurezza dagli Usa solo se cederemo il Donbass

Nella serata di martedì interrotta la linea elettrica che collega Moldavia e Romania. A Chișinău dichiarato lo stato di emergenza energetico

di Giulia Riva

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.  EPA/DAVID CLIFF/POOL EPA

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Gli Stati Uniti hanno subordinato la loro offerta di garanzie di sicurezza necessarie per un accordo di pace in Ucraina alla cessione da parte di Kiev dell’intera regione orientale del Donbass alla Russia. Lo ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un’intervista a Reuters pubblicata sul sito web. “Gli americani sono pronti a finalizzare le garanzie ad alto livello non appena l’Ucraina sarà pronta a ritirarsi dal Donbass”, ha affermato il leader di Kiev, avvertendo che un tale ritiro comprometterebbe la sicurezza sia dell’Ucraina sia, per estensione, dell’Europa.

Sul fronte militare, un drone russo è entrato nello spazio aereo dell’Estonia e ha colpito una ciminiera della centrale elettrica di Auvere, nella contea di Ida-Viru, a pochi chilometri dal confine con la Russia. Lo riferiscono le Forze di difesa lettoni e l’emittente pubblica estone Err. Nessuno è rimasto ferito nell’incidente e le infrastrutture elettriche non hanno subito danni, spiegano le autorità. «Nella notte del 25 marzo, alle 3:43, un drone ha colpito la ciminiera della centrale elettrica di Auvere. Nessuno è rimasto ferito nell’incidente», ha dichiarato un portavoce del Servizio di Sicurezza Interna (Iss). La Procura ha affermato che il drone non era stato intenzionalmente diretto verso la centrale elettrica di Auvere né verso l’Estonia in generale. «Secondo le informazioni attuali, il drone non era diretto verso l’Estonia. Sono in corso le prime indagini, che chiariranno le circostanze più specifiche», ha dichiarato il procuratore generale Astrid Asi in un comunicato stampa.

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La ministra della Giustizia estone Liisa-Ly Pakosta ha dichiarato all’emittente ERR che il governo si riunirà in seduta d’emergenza per discutere dell’«incidente di sicurezza».

Un drone è precipitato anche in Lettonia, nel villaggio di Dobrocina, nella parte sud-orientale del paese. Lo ha riferito la portavoce del Servizio di Sicurezza Interna, Marta Tuul. L’emittente pubblica lettone Lsm ha riferito che in mattinata l’aeronautica militare ha individuato un drone straniero che stava entrando nello spazio aereo lettone. I sistemi di allarme rapido hanno rilevato un suono simile a un’esplosione nella regione di Kraslava, ha aggiunto Lsm. Il primo ministro lettone Evika Silina ha dichiarato sul proprio account X che «indagini sono in corso ma le prime informazioni indicano» che il drone caduto sul territorio lettone era apparentemente ucraino. Durante la notte l’Ucraina ha sferrato diversi attacchi contro la Russia, prendendo di mira in particolare l’importante porto nord-occidentale di Ust-Luga, sul Golfo di Finlandia. Lettonia e Estonia si trovano lungo una possibile traiettoria verso la regione, non lontana da San Pietroburgo.

Attacchi russi interrompono la linea elettrica tra Moldova e Romania

Il Parlamento moldavo nella serata di ieri, martedì 24 marzo, ha votato per dichiarare lo stato di emergenza nel settore energetico del Paese dopo che i bombardamenti russi sulla rete elettrica della vicina Ucraina hanno interrotto una linea elettrica fondamentale che collega la Moldova alla Romania. Gli attacchi hanno causato la disconnessione della linea elettrica ad alta tensione Isaccea-Vulcanesti, che collega la Moldova meridionale alla Romania, membro dell’Ue. Le autorità moldave hanno esortato i cittadini a consumare elettricità «in modo razionale» durante le ore di picco mentre sono in corso le riparazioni.

Settantadue parlamentari dell’assemblea legislativa, composta da 101 seggi, hanno approvato la misura che durerà 60 giorni. Nessuno ha votato contro e 18 si sono astenuti. «Quello che sta accadendo oggi nel settore energetico non è un caso», ha affermato il primo ministro moldavo Alexandru Munteanu, «gli attacchi della Russia alle infrastrutture energetiche civili in Ucraina rappresentano un crimine di guerra, ma anche un attacco contro di noi, qui nella Repubblica di Moldova. La Russia è l’unica responsabile di tutto questo».

Lo stato di emergenza inizia oggi. Consentirà alle autorità di «agire più rapidamente: mobilitare risorse aggiuntive, proteggere le infrastrutture critiche e, se necessario, adottare misure supplementari per limitare gli effetti della crisi», ha aggiunto Munteanu. «Restiamo vigili e agiamo per la sicurezza di ogni cittadino. Non si tratta di una misura dettata dal panico, ma di una misura dettata dalla responsabilità», ha concluso il premier.

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La situazione sul campo tra Kiev e Mosca

A Odessa, in Ucraina, il capo dell’amministrazione regionale ha riferito che - a seguito di un attacco sferrato nella notte da un drone russo nella parte meridionale della regione - un edificio residenziale è stato danneggiato. Una persona è rimasta ferita e un’altra è sepolta sotto le macerie. Lo riferisce l’agenzia RBC-Ucraina, citando un post pubblicato dal capo dell’amministrazione regionale di Odessa, Oleg Kipper, sul canale Telegram.

Un’altra persona è morta a Kharkiv: un drone russo ha colpito un’auto nella località di Zolochiv, nel distretto di Bogodukhiv, uccidendo un civile, secondo quanto riportato dal governatore Oleh Syniehubov.

Il gruppo tattico del 3° Reggimento delle Forze per le Operazioni Speciali delle Forze Armate ucraine ha eliminato gli invasori russi che erano riusciti a infiltrarsi nella zona di Donetsk. Come riportato da Ukrinform, la notizia è stata diffusa dal Comando delle Forze per le Operazioni Speciali. Durante la ricerca delle forze nemiche infiltrate, le forze speciali hanno prima individuato e ucciso due soldati russi armati di armi leggere. Dopodiché, hanno teso un’imboscata lungo il percorso degli invasori. «A seguito dell’azione diretta, sono stati eliminati altri due occupanti che si stavano spostando lungo la fascia forestale per rinforzare il nemico precedentemente annientato», ha osservato l’Sso. Inoltre, ufficiali dell’intelligence militare hanno catturato due militari russi nella zona di Zaporizhzhia.

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Da Belgorod, in Russia, invece fanno sapere che Kiev ha gravemente danneggiato le infrastrutture energetiche della città. Lo ha dichiarato il governatore Vyacheslav Gladkov- sempre via Telegram, come riferito dall’agenzia russa Tass e dall’agenzia ucraina Rbc. «Belgorod e il distretto di Belgorod sono stati oggetto di un attacco missilistico da parte delle Forze Armate ucraine. Secondo le informazioni preliminari, non ci sono vittime. Sono stati causati gravi danni alle infrastrutture energetiche», ha scritto il governatore. Sono state registrate interruzioni nella fornitura di elettricità, acqua e riscaldamento. L’entità più precisa dei danni sarà valutata nelle prossime ore.

Il ministero della Difesa di Mosca, citato dall’agenzia russa Tass, ha dichiarato che i sistemi di difesa aerea russi hanno intercettato e distrutto 389 droni ucraini nelle regioni russe durante la notte.

Questo massiccio attacco notturno di droni ucraini - che ha preso di mira anche la regione di Leningrado, dove è stato colpito un importante porto sul Golfo di Finlandia - arriva dopo che Kiev ha annunciato che Mosca ha lanciato quasi 1.000 droni sul suo territorio in 24 ore nella giornata di ieri.

Il ministero della Difesa russo, citato dall’agenzia Tass, ha anche annunciato la conquista del villaggio di Nikiforovka, nella regione ucraina del Donetsk.

Il fronte diplomatico: «Presto rappresentanti della Duma negli States»

Fonti interne alla Duma di Stato russa hanno riferito al quotidiano Vedomosti che alcuni deputati di Mosca si recheranno a breve negli Stati Uniti per dei colloqui sulla soluzione del conflitto in Ucraina. La delegazione della Duma sarà composta da deputati di diversi gruppi parlamentari e sarà guidata da Vyacheslav Nikonov (del partito Russia Unita), vicepresidente della Commissione Affari internazionali della Duma e nipote del ministro degli Esteri sovietico Vyacheslav Molotov. Secondo una della fonti del quotidiano russo, si stanno approntando le misure di sicurezza per i parlamentari.

Le sanzioni contro la delegazione russa dovranno essere temporaneamente revocate prima del viaggio negli Stati Uniti, procedura che richiede l’approvazione del Dipartimento di Stato Usa.

Ucraina, Cremlino: "Manteniamo contatti con Usa su soluzione conflitto"

«I contatti fra parlamentari russi e statunitensi sono necessari e saranno benvenuti». Così il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha accolto la notizia.

Peskov ha inoltre confermato che i contatti con i rappresentanti statunitensi sull’Ucraina continuano e che Mosca viene informata sull’andamento dei negoziati tra Washington e Kiev: «Ci auguriamo che questi buoni uffici degli Stati Uniti continuino», ha proseguito, aggiungendo che la Russia rimane aperta ai negoziati per una soluzione al conflitto ucraino.

Il fronte ungherese: «Stop gas a Kiev finché non fornisce petrolio tramite Druzhba»

Il primo ministro ungherese Viktor Orbán torna all’attacco contro Kiev, annunciando che l’Ungheria interromperà le forniture di gas all’Ucraina fino alla ripresa del transito di petrolio dalla Russia attraverso Druzhba.

«Per rompere il blocco petrolifero e garantire l’approvvigionamento energetico dell’Ungheria, sono necessarie nuove misure. Pertanto, interromperemo gradualmente le forniture di gas dall’Ungheria all’Ucraina e immagazzineremo il volume rimanente all’interno del Paese. Finché l’Ucraina non fornirà petrolio, non riceverà gas dall’Ungheria», ha affermato Orban in un videomessaggio pubblicato sui social media.

Ucraina, Orban: "Finché Kiev non fornirà petrolio, non riceverà gas dall'Ungheria"

La denuncia dei media: «Azienda turca che fornisce Wfp compra grano rubato dai russi a Mariupol»

L’azienda turca Erisler, fornitrice del Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite, sta acquistando grano ucraino rubato da Mariupol, città occupata, dalla società russa Nika, i cui proprietari producono anche droni per l’esercito russo. La notizia è riportata dalla Ukrainska Pravda, che cita una inchiesta di Slidstvo.Info. Secondo l’indagine, tra il 2023 e il 2024, la società russa Nika ha inviato in Turchia oltre 54 mila tonnellate di grano dalla Mariupol occupata. Gli inquirenti hanno appurato che il proprietario della società Nika è l’imprenditore russo Roman Gurov. Quest’ultimo è anche l’amministratore delegato della società sanzionata Roboavia, che produce droni da ricognizione Sarych e droni d’attacco Surprise per l’esercito di occupazione russo.

Secondo i dati doganali russi, nel 2023 Nika ha esportato grano per un valore di 3,7 milioni di dollari in Turchia ed Egitto, e nel 2024 questo volume è quasi quadruplicato, raggiungendo 59.500 tonnellate per un valore di 12,9 milioni di dollari. Tutte le dichiarazioni di conformità del prodotto per il periodo da luglio 2022 all’inizio del 2026 indicano che gli stabilimenti produttivi dell’azienda si trovano nella zona occupata di Mariupol. Le dichiarazioni doganali indicano che il destinatario del grano in Turchia è Global Commodities and Logistics Limited, ma il destinatario finale di una parte del carico è stato Erisler.

L’azienda turca produce farina e noodles istantanei, che vengono venduti anche in Ucraina. I giornalisti hanno appurato che l’analisi di laboratorio di uno dei lotti di grano ricevuti da Erisler nell’aprile del 2024 è stata effettuata dalla sede ucraina di Odessa della società internazionale Cotecna. «Cotecna nega categoricamente qualsiasi accusa di fornire servizi relativi a prodotti agricoli esportati da territori ucraini non controllati dal governo, tra cui Mariupol», hanno dichiarato i rappresentanti della sede di Ginevra dell’azienda in risposta a una richiesta dei giornalisti.

L’Ue avvia l’iter per aderire al Tribunale speciale per l’Ucraina

La Commissione europea ha adottato oggi una proposta per avviare l’iter che porterà l’Ue a diventare membro fondatore del Tribunale speciale per il crimine di aggressione contro l’Ucraina. La proposta dovrà ottenere l’approvazione degli Stati membri. Con l’adesione in qualità di membro fondatore, spiega l’esecutivo comunitario in una nota, l’Ue assumerà un ruolo centrale nelle attività del tribunale, istituito con la firma, il 25 giugno 2025, di un accordo tra l’Ucraina e il Consiglio d’Europa. Il Tribunale speciale avrà il mandato di perseguire i leader politici e militari di alto livello per il crimine di aggressione contro l’Ucraina. «In un momento in cui il diritto internazionale è sottoposto a una pressione storica, la risposta giusta è una maggiore responsabilità, non minore» ha commentato l’alta rappresentante Kaja Kallas. «Avviare il processo legale - come stiamo facendo ora per l’Ucraina - richiede tempo, impegno e il più ampio sostegno internazionale possibile, ma ne vale la pena».

Che differenza può fare il conflitto in Iran

«Per Putin, la guerra in Iran ha cambiato ogni cosa». È il titolo di un articolo di analisi che il giornalista russo Mikhail Zygar ha scritto oggi per il New York Times, segnalando che le prossime mosse del leader del Cremlino dipendono anche da «un fattore determinante», ovvero «se gli Stati Uniti continueranno o meno la loro guerra» contro Teheran.

Zygar ricorda che all’inizio dell’anno, l’economia russa sembrava «sull’orlo del collasso». Sotto la pressione della guerra e delle sanzioni, «le entrate erano in calo, la produzione in contrazione e gli scambi commerciali in declino». Con l’aumento dei dazi, il credito era proibitivo e ottenere prestiti era praticamente impossibile: «un’ondata di fallimenti si profilava all’orizzonte», al punto che a fine gennaio, «la Russia fu costretta a vendere petrolio all’India a soli 22 dollari al barile, circa un terzo del prezzo di mercato».

Il presidente Vladimir Putin, secondo Zygar, ha deciso di ignorare questa difficile situazione, dando «priorità assoluta» alla guerra. «Ma a febbraio qualcosa è cambiato. Putin ha iniziato, improvvisamente, a prestare attenzione all’economia in difficoltà. C’erano persino segnali che potesse cambiare idea sui negoziati con l’Ucraina, forse cercando una via d’uscita dal conflitto», riferisce il giornalista.

Poi è arrivata la guerra in Iran. «In un colpo solo, le condizioni per la conciliazione sono state ribaltate. Tra prezzi del petrolio alle stelle, divisioni in Occidente e l’ingerenza americana, la pressione su Putin affinché raggiungesse un accordo si è affievolita. Per uno strano scherzo del destino,  guerra in Iran ha bloccato la prospettiva di porre fine alla guerra in Ucraina, proprio nel momento in cui Putin sembrava pronto a prenderla in considerazione», commenta Zygar.

A febbraio, Putin sembrava addirittura pronto a cambiare rotta e a rinnovare la sua squadra negoziale. Kirill Dmitriev sarebbe stato sul punto di essere rimosso dal suo incarico di negoziatore. «Il principale candidato alla sua sostituzione era Igor Sechin, a capo del colosso petrolifero statale Rosneft. Considerato il braccio destro di Putin, Sechin si era precedentemente occupato delle relazioni della Russia con l’America Latina, nonché della coltivazione di stretti rapporti con i dirigenti petroliferi americani. Questo era un segnale che Putin avrebbe potuto iniziare a prendere sul serio i colloqui».

Allo stesso tempo sono iniziate a circolare voci di un imminente rimpasto di governo su larga scala. Nubi si erano addensate anche sul primo ministro Mikhail Mishustin: alcuni individui a lui vicini erano stati recentemente incriminati in procedimenti penali. «Non sapremo mai cosa sarebbe potuto accadere», sottolinea il giornalista russo. «Il 28 febbraio, l’Ayatollah Ali Khamenei è stato ucciso in un attacco congiunto tra Stati Uniti e Israele; nei giorni successivi, tutto è cambiato». I prezzi del petrolio sono schizzati oltre i 100 dollari al barile e, con una clamorosa inversione di tendenza, gli Stati Uniti hanno revocato le sanzioni sul petrolio russo. La domanda di fertilizzanti russi è cresciuta vertiginosamente, mentre il mondo si è trovato alle prese con le interruzioni dell’approvvigionamento alimentare. «Improvvisamente, i problemi economici che affliggevano la Russia sono sembrati svanire», è l’analisi di Zygar.

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