Ucraina

Kiev: «Quasi mille droni russi contro l’Ucraina in 24 ore. Colpito il centro di Leopoli, danni a sito Unesco»

È salito ad almeno cinque morti il bilancio degli attacchi russi in Ucraina, dopo un massiccio bombardamento aereo notturno che ha colpito diverse regioni del Paese

Il fumo si alza sulla città dopo gli attacchi dei droni russi, nel contesto dell'offensiva russa contro l'Ucraina, nel centro di Leopoli, Ucraina, il 24 marzo 2026. REUTERS/Stringer REUTERS

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La Russia ha lanciato quasi mille droni contro l’Ucraina in 24 ore, secondo quanto riportato martedì dall’aeronautica militare ucraina, a seguito di un’ondata di attacchi diurni su scala insolitamente ampia che hanno causato almeno tre morti. La Russia ha condotto “uno degli attacchi più massicci contro l’Ucraina” con “556 droni d’attacco” lanciati martedì tra le 9:00 e le 18:00 ora locale, oltre ai 392 droni e 34 missili lanciati durante la notte, hanno affermato le forze ucraine.

Le forze russe hanno colpito il centro di Leopoli con droni, danneggiando un sito patrimonio dell’Unesco. Lo riporta Rbc-Ucraina, citando il sindaco di Leopoli, Andriy Sadovy e il capo dell’amministrazione regionale, Maksym Kozytsky. «C’è stato un attacco nella parte centrale della città. Secondo le prime informazioni, un sito patrimonio dell’Unesco è stato danneggiato», si legge nella dichiarazione di Kozytsky, aggiungendo che almeno due persone erano rimaste gravemente ferite. Sadovy ha osservato che a seguito dell’attacco, almeno due edifici residenziali sono stati danneggiati.

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Ucraina, 1481° giorno di guerra

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Kiev, salito a 5 morti il bilancio degli attacchi russi dalla notte scorsa

È salito ad almeno cinque morti il bilancio degli attacchi russi in Ucraina, dopo un massiccio bombardamento aereo notturno che ha colpito diverse regioni del Paese. Lo riporta la Bbc. Una donna di 61 anni è morta stamattina a Kharkiv quando un drone ha colpito un treno elettrico, secondo quanto riferito dalle autorità, mentre altri decessi sono stati segnalati a Zaporizhzhia, Kherson e Poltava. Secondo le autorità, gli attacchi sono stati tra i peggiori degli ultimi dieci giorni. Ieri il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aveva avvertito, nel suo consueto discorso serale, di un imminente “attacco massiccio” dalla Russia.

Raid di Mosca in pieno giorno ancora in corso nell’ovest, vittime

Raid di un drone russo in pieno giorno a Ivano-Frankivsk, nell’Ucraina occidentale. Almeno due persone sono morte e altre quattro ferite, fra cui un bambino di sei anni. Ivano-Frankivsk si trova a centinaia di chilometri dalla linea del fronte con la Russia. Le forze russe hanno colpito altri obiettivi civili nel centro e nell’ovest dell’Ucraina oggi, a Leopoli, Ternopil, Dnipro, Vinnytsia e altre zone abitate.

Commissaria Ue: «Impossibile l’adesione dell’Ucraina nel 2027»

«È impossibile che l’Ucraina diventi membro dell’Ue il 1° gennaio 2027, ma posso anche capire perché il presidente Zelensky abbia indicato questa data: sa che, nel prossimo futuro, l’Ucraina non potrà diventare membro della Nato, quindi sta cercando garanzie di sicurezza. E questo è ciò che l’adesione all’Ue rappresenta per l’Ucraina, così come per qualsiasi altro paese candidato». Lo ha dichiarato la commissaria Ue all’Allargamento Marta Kos in un’intervista al Competitive summit organizzato da Politico. «Quindi - ha sottolineato - la formula o il modello a cui teniamo particolarmente nel processo di allargamento è che, innanzitutto, ci vuole la pace, questo è importante. Poi bisogna attuare le riforme».

Ministro Ungheria ammette: «Contatti con Lavrov durante le riunioni Ue»

Il ministro degli Esteri ungherese, Peter Szijjarto, ha ammesso di aver mantenuto contatti regolari con Mosca anche durante le riunioni Ue, confermando le rivelazioni del Washington Post. Intervenendo lunedì sera a un evento elettorale a Keszthely, riporta Euronews, Szijjarto ha difeso la propria linea: le decisioni Ue su energia, industria e sicurezza, ha sostenuto, hanno un impatto diretto sui rapporti con partner esterni, Russia compresa. «Sì, queste questioni devono essere discusse con i nostri partner al di fuori dell’Ue. Parlo non solo con il ministro degli Esteri russo, ma anche con partner americani, turchi, israeliani e serbi, prima e dopo le riunioni del Consiglio», ha spiegato il capo della diplomazia ungherese, segnando un cambio di linea rispetto ai giorni precedenti, quando aveva liquidato le accuse come “fake news”.

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