Usa

Trump vince le primarie in South Carolina, Haley sconfitta anche nel suo Stato

Il sempre più sicuro candidato repubblicano alla Casa Bianca dipinge un’America apocalittica sotto Biden

di Marco Valsania

(Epa)

3' di lettura

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Donald Trump marcia sempre più inarrestabile verso la nomination repubblicana alla Casa Bianca: ha seccamente battuto la sola rivale interna rimasta in gara, l’ex ambasciatrice all’Onu Nikki Haley, nelle primarie conservatrici della South Carolina. Nonostante quest’ultima fosse lo stato dell’avversaria.

Venti punti di scarto

Trump ha vinto, a spoglio sostanzialmente ultimato, con il 60% dei voti contro il 39 per cento. Un margine forse inferiore ai 30 punti di vantaggio che gli davano alcuni sondaggi della vigilia ma ugualmente schiacciante, soprattutto in uno stato dove sulla carta Haley aveva le migliori carte da giocare, dove, oltre a esservi nata e cresciuta, è stata governatrice per due mandati. Trump ha conquistato 46 delle 49 contee in palio.

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Conto alla rovescia verso il Super Martedì

La sconfitta non ha segnato la resa di Haley: ha promesso di rimanere in corsa nelle imminenti primarie del Michigan e almeno fino al Super Martedì del 5 marzo, quando alle urne andranno 16 stati. Ha sicuramente le risorse per farlo: la sua raccolta fondi ha battuto in gennaio quella di Trump, mostrando come tra i finanziatori conservatori restino dubbi sul favorito alla nomination e il messaggio più moderato di Haley trovi qualche eco. Il suo 39% è stato tuttavia un risultato inferiore al 43% che aveva ottenuto nella sua migliore performance, in New Hampshire.

Haley: “Andiamo avanti”

“Andiamo avanti, non è la fine del nostro viaggio”, ha incoraggiato i suoi sostenitori, resistend alle pressioni ad un ritiro in arrivo dal campo di Trump e affermando che gli elettori conservatori meritano un’alternativa e una “elezine sovietica”. Il suo tono è però parso più serio e meno ottimistico sul futuro rispetto a precedenti sconfitte.

Chance minime

Tra gli elettori, però, le sue chance appaiono ormai ridotte al minimo e essere travolta in Suth Carolina ha indeblito la sua credibilità: tradizinalmeente nessun grande aspirante presidenziale perde il proprio stato. E Trump ha vinto finora di slancio tutte le contese e appare destinato a continuare a farlo. “Il partito repubblicano non è mai stato tanto unito come ora”, ha dichiarato celebrando la nuova vittoria. L’esito in South Carolina non è mai stato in dubbio: la Associated Press lo ha dichiarato vincitore pochi istanti dopo la chiusura delle urne ieri sera alle 7 ora americana.

Trump: apocalisse americana con Biden

Prima del conteggio dei voti, parlando alla conferenza ultraconservatrice Cpac in Maryland, Trump aveva già anticipato il successo, ignorando la sfida con Haley e rivolgendo lo sguardo direttamente alle elezioni di novembre. E ad uno scontro con il Presidente Joe Biden, considerato il sicuro portabandiera democratico. Aveva sfoderato slogan familiari: aveva dipinto l’America di Biden in modo apocalittico, come segnata dal “collasso” di sanità, pensioni, istruzione, con milioni di impieghi manifatturieri, terroristi per le strade, una terza guerra mondiale e una America “obliterata”. Sotto di lui ha invece dipinto un Paese ricco, forte e bello. I problemi di grandi città come New York verrebbero risolti in “mezza giornata”.

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Un successo venato di vulnerabilità

Le exit polls evidenziano la presa di Trump, sulla base del partito e fette significative dell’elettorato. Ha conquistato il 72% dei repubblicani andati al voto, l’85% di chi si descrive come molto conservatore, l’88% di coloro che si identificano con il movimento populista di destra Make America Great Again (Maga) e il 74% degli evangelici bianchi. Sulle tematiche, il 37% dei votanti che ha messo in testa l’immigrazione lo ha premiato con l’82% dei consensi e il 33% di chi è soprattutto preoccupato per l’economia si è espresso a suo favore per il 64 per cento. Ma le exit poll della South Carolina rivelano anche le vulnerabilità potenziali di un Trump candidato nelle elezioni generali. Il 31% degli interpellati ha detto che non lo considererebbe adatto alla Casa Bianca se condannato in uno dei processi penali a suo carico. Un decimo degli elettori di Haley ha inoltre definito esplicitamente il proprio voto come anti-Trump e il 20% sarebbe insoddisfatto se alla fine sarà davvero lui il nominato dal partito. Alle primarie repubblicane della South Carolina hanno potuto votare anche indipendenti e non iscritti al partito, anche se i militanti hanno dominato (il 68% del totale).


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