Stato Unione

Trump: viviamo «una rinascita mai vista» e i nemici «hanno paura»

Il presidente ha parlato per due ore, un record, nella notte al Paese e al Congresso a camere riunite, tra sondaggi in calo e divisioni sulle condizioni economiche, i dazi, gli interventi militari e la democrazia. Ha sfoderato ottimismo e attacchi ai critici. E ammonito l’Iran

di Marco Valsania

 Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump interviene durante la "Cerimonia in memoria delle famiglie degli angeli" alla Casa Bianca a Washington, DC, USA, il 23 febbraio 2026.  EPA/WILL OLIVER

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«The country is back», il paese è tornato alla ribalta. «In un anno abbiamo realizzato una trasformazione come nessuno ha mai visto. Una rinascita storica. E adesso non torneremo indietro». Donald Trump, nel Discorso sullo Stato dell’Unione, ha vantato il successo di un anno delle sue politiche di America First, a cominciare dall’economia, e dichiarato che continuerà sulla sua strada, ignorando i sondaggi dell’opinione pubblica e tra gli elettori che invece oggi lo tradiscono. Il «nostro spirito si innalza, l’inflazione crolla, l’economia ruggisce. I nostri nemici hanno paura», ha sintetizzato. Il paese è «più grande, migliore e più forte che mai». L’America «è rispettata di nuovo, forse come non mai. Vinciamo di nuovo e tanto, tanto che non sappiamo più cosa fare con tutte queste vittorie». Al termine di due ore di intervento, un record assoluto di durata che già deteneva, ha detto davanti al Congresso a camere riunite e in diretta televisiva che una nuova «epoca d’oro è alle porte».

Trump, dall’inizio alla fine, ha inframmezzato promesse a rivendicazioni di risultati, dall’immigrazione ai dazi su alleati e rivali e al riarmo. Tutto questo, ha detto, significa che «lo stato dell’unione è forte». Il discorso, intriso di patriottismo, è stato dedicato ad un Paese «forte, prospero e rispettato» nell’anno del suo 250esimo anniversario.

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Il presidente fa i conti con deludenti tassi di approvazione e una nazione divisa. Il tasso medio è attorno al 40%, mentre a disapprovare è il 57 per cento. Sull’economia il Pew Research ha trovato che ben il 72% la considera in cattive condizioni. Due terzi bocciano le tariffe. Solo il 32%, stando ad un ultimo rilevamento della Cnn, ritiene che Trump abbia le giuste priorità, vale a dire il 68% non le condivide.

Le tensioni si sono manifestate anche ieri notte. In Congresso almeno una quarantina di parlamentari democratici non si sono presentati, partecipando a manifestazioni alternative contro l’amministrazione. Al cuni hanno protestato in aula. La neoeletta governatice della Virginia, Abigail Spanberger, ha offerto la secca risposta ufficiale dell’opposizione al discorso: ha accusato Trump di «mentire» e la sua amministrazione di «aver reso la vita più difficile» per gli americani e di crudeltà nelle politiche anti-immigrazione. Ha denunciato «corruzione, clientelismo, amicizia con i dittatori, e insabbiamento dello scandalo Epstein». Trump «non lavora per voi» ha detto agli americani.

Intanto si ribellano alla sua leadership anche frange di conservatori, delusi proprio dalla gestione poco trasparente dello scandalo Epstein e dei suoi legami con l’elite politica e finanziaria. Un clima di assedio, insomma, che spinge il presidente a difendersi con continui assalti ai critici, dopo aver preso di mira la stessa maggioranza della Corte Suprema come anti-americana per il no ai dazi (ieri notte in aula erano presenti quattro dei nove alti magistrati, tre che hanno votato contro il presidente).

Ma Trump ha ugualmente espresso ottimismo sul proprio futuro quale leader del Paese, venato di durezza e assalti a critici e scettici. Una miscela di previsioni rosee e rabbiosi attacchi, ha titolato il New York Times. Trump ha definito gli esponenti dell’opposizione democratica come «folli». Se il messaggio è stato anzitutto nei toni e nella retorica, ha anche annunciato una collezione di iniziative, alcune nuove e altre già note per rilanciare la sua immagine. Una nuova guerra alle truffe sarà guidata dal vicepresidente JD Vance. Con malcelati toni razziali, per sottolineare l’importanza della missione, ha denunciato «i pirati somali che hanno derubato il Minnesota». Una grave truffa ai danni di fondi federali nello stato ha visto l’arresto di alcune decine di persone, tutti cittadini o residenti legittimi, tra i quali immigrati arirvati dalla Somalia, che però conta su una comunità locale di 80.000 persone, in grandissima parte legali.

Parlando della lotta ai migranti, ha anche detto che «oggi i confini sono sicuri, i più sicuri nella storia», dopo che «milioni di illegali erano entrati negli anni passati». Anche se ha precisato che «accogliamo chi viene legalmente e ama il nostro Paese». Ancora: «Il crimine è sceso ai minimi», ha detto legandolo agli immigrati clandestini, un fatto smentito dalle statistiche. In un gesto teatrale e provocatorio, ha chiesto ai parlamentari di alzarsi in piedi se d’accordo con la sua affermazione che è loro dovere difendere i cittadini americani, non i clandestini. Tutti i repubblicani in piedi, tutti i democratici seduti, ai quali lui ha gridato: «Vergognatevi».

Sulle elezioni e la democrazia, ha rilanciato le sue tesi complottiste su truffe nel voto ai suoi danni, ampiamete smentite da indagini e esperti. Ha detto che le truffe sono «rampanti» e chiesto ,l’adozione del Save Amerivca Act, che restringe il diritto di voto. Indurisce tra l’altro i requisiti e le prove di cittadinanza e identità necessarie a registrarsi e votare. Gli stati, per la Costituzione responsabili di gestire il voto, sarebbero anche tenuti a condividere gli elenchi elettorali con il Dipartimento per la Sicurezza Interna. Ha accusato chi non vuole la legge di voler «truffare» ancora.

Sui dazi ha denunciato ancora una volta che molti paesi «ci hanno derubato per anni» nel commercio. E affermato che anche questi paesi sono oggi contenti dei nuovi accordi raggiunti. La bocciatura dei dazi reciproci da parte della Corte Suprema è stata definita «sfortunata e deludente», ma ha aggiunto che le aziende e tutti vogliono in realtà preservare accordi raggiunti nel frattempo e che dazi più stabili rimarranno, senza bisogno di essere approvati dal Congresso. Ha detto, contrariamente alle prove, che sono pagati da paesi esteri e che un giorno «rimpiazzeranno le tasse sul reddito». Migliaia di miliardi «continueranno a entrare» negli Usa.

Parlando dell’economia più in generale, ha detto che Wall Street macina record, e di aver «assicurato l’arrivo di 18mila miliardi di dollari» di investimenti da ogni parte del mondo. Perchè «siamo il paese piu caldo al mondo». Ha criticato l’opposizione democratica per il suo slogan sulla affordability, sulla accessibilità economica. E ha affermato che sotto di lui l’inflazione è in realtà domata, con prezzi in flessione su uova, il pollame, la carne di manzo,. e «costi dei muti che scendono». Ha celebrato gli sgravi fiscali del Big Beautiful bill, la grande legge economica e di budget approvata l’anno scorso, condannando l’opposizione che ha votato contro e che «vuole danneggiare gli americani», e sostenendo che avrà ancora a lungo effetti positivi sui redditi.

Sull’energia, ha detto che la «produzione greggio è salita e abbiamo ricevuto ora barili dal nostro nuovo amico e partner Venezuela». E ha detto che ha concordato un nuovo piano con Big Tech affinchè le aziende contribuiscano a pagare il costo accresciuto dell’elettricità dove ne consumano molta per i loro centri dati. Ha promosso anche nuovi progetti per la casa, con limiti ad acquisti di abitazioni in affitto da parte di grandi investitori che contengano i costi.

Ha attaccato la riforma sanitaria varata in passato dai democratici e nota come Obamacare, proponendo un piano battezzato Great American Healthcare dove fondi pubblici non sovvenzionano e regolano le polizze sanitarie ma finiscono direttamente nelle tasche dei consumatori. Un progetto considerato inefficace dai critici. Ha poi detto che spingerà i costi dei farmaci da prescrizione in ribasso. «Metteremo fine ai costi follemente gonfiati dei farmaci», ha detto promuovendo un nuovo sito governativo sui medicinali e negoziati con le società farmaceutiche.

Ha rivendicato, sotto il profilo culturale, un rilancio dei valori cristiani, conservatori e tradizionali nel Paese. Ha ricordato Charlie Kirk, il controverso militante della destra ucciso in un attentato, la cui vedova era tra gli invitati in aula. Ha inoltre rivendicato la fine del Dei, di programmi di diversità equità e inclusione.

In politica estera non ha offerto sorprese, limitandosi a promuovere il proprio istinto. Ha ribadito di aver «messo fine a otto guerre», compresa quella a Gaza dove ogni pace resta incerta e la violenza continua. Sull’Ucraina ha ripetuto che l’invasione russa non ci sarebbe stata se lui fosse stato presidente. La propensione a interventi e avventure militari, «pace attraverso la forza», resta però una incognita e mal si concilia anche con l’isolazionismo di parte del movimento Maga, dalle minacce di conquistare o comprare la Groenlandia dall’alleato Danimarca, al dilemma ultimo su un attacco all’Iran.

Il presidente ha oggi in Medio Oriente la più grande forza bellica Usa in oltre vent’anni e sta valutando le opzioni. Ieri notte ha dichiarato che la sua preferenza «è risolvere la questione con la diplomazia», ma ha lanciato un nuovo avvertimento: «Non permetteremo» all’Iran di «avere armi nucleari» e di perseguire «sinistre» ambizioni. Ha anche sottolineato che gli Usa sotto di lui hanno comunque rafforzato enormemente la forze armate e ha celebrato il successo del blitz in Venezuela per la cattura di Nicolas Maduro.

Durante il discorso, Trump ha anche dato un volto al suo ottimismo celebrando vittorie sportive: ha salutato la squadra maschile di hockey, che ha vinto l’oro alle Olimpiadi invernali, e promesso all’atleta che gioca in porta la medaglia dlela libertà, la maggior onorificenza vicile Usa. La squadra si è distinta dopo la medaglia per una serie di comportamente controversi, da feste selvagge a dichiarazioni misogine. Ha poi citato anche il successo della squadra femminile, che però ha rifiutato l’invito al Congresso. Ha detto di aspettare ora negli Usa i mondiali di calcio e poi le Olimpiadi di Los Angeles nel 2028. Dove, ha detto, «farò un buon lavoro». Se abbia fatto un buon lavoro nell’affrontare davvero lo Stato dell’Unione rimane da dimostrare.

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