Trump: viviamo «una rinascita mai vista» e i nemici «hanno paura»
Il presidente ha parlato per due ore, un record, nella notte al Paese e al Congresso a camere riunite, tra sondaggi in calo e divisioni sulle condizioni economiche, i dazi, gli interventi militari e la democrazia. Ha sfoderato ottimismo e attacchi ai critici. E ammonito l’Iran
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«The country is back», il paese è tornato alla ribalta. «In un anno abbiamo realizzato una trasformazione come nessuno ha mai visto. Una rinascita storica. E adesso non torneremo indietro». Donald Trump, nel Discorso sullo Stato dell’Unione, ha vantato il successo di un anno delle sue politiche di America First, a cominciare dall’economia, e dichiarato che continuerà sulla sua strada, ignorando i sondaggi dell’opinione pubblica e tra gli elettori che invece oggi lo tradiscono. Il «nostro spirito si innalza, l’inflazione crolla, l’economia ruggisce. I nostri nemici hanno paura», ha sintetizzato. Il paese è «più grande, migliore e più forte che mai». L’America «è rispettata di nuovo, forse come non mai. Vinciamo di nuovo e tanto, tanto che non sappiamo più cosa fare con tutte queste vittorie». Al termine di due ore di intervento, un record assoluto di durata che già deteneva, ha detto davanti al Congresso a camere riunite e in diretta televisiva che una nuova «epoca d’oro è alle porte».
Trump, dall’inizio alla fine, ha inframmezzato promesse a rivendicazioni di risultati, dall’immigrazione ai dazi su alleati e rivali e al riarmo. Tutto questo, ha detto, significa che «lo stato dell’unione è forte». Il discorso, intriso di patriottismo, è stato dedicato ad un Paese «forte, prospero e rispettato» nell’anno del suo 250esimo anniversario.
Il presidente fa i conti con deludenti tassi di approvazione e una nazione divisa. Il tasso medio è attorno al 40%, mentre a disapprovare è il 57 per cento. Sull’economia il Pew Research ha trovato che ben il 72% la considera in cattive condizioni. Due terzi bocciano le tariffe. Solo il 32%, stando ad un ultimo rilevamento della Cnn, ritiene che Trump abbia le giuste priorità, vale a dire il 68% non le condivide.
Le tensioni si sono manifestate anche ieri notte. In Congresso almeno una quarantina di parlamentari democratici non si sono presentati, partecipando a manifestazioni alternative contro l’amministrazione. Al cuni hanno protestato in aula. La neoeletta governatice della Virginia, Abigail Spanberger, ha offerto la secca risposta ufficiale dell’opposizione al discorso: ha accusato Trump di «mentire» e la sua amministrazione di «aver reso la vita più difficile» per gli americani e di crudeltà nelle politiche anti-immigrazione. Ha denunciato «corruzione, clientelismo, amicizia con i dittatori, e insabbiamento dello scandalo Epstein». Trump «non lavora per voi» ha detto agli americani.
Intanto si ribellano alla sua leadership anche frange di conservatori, delusi proprio dalla gestione poco trasparente dello scandalo Epstein e dei suoi legami con l’elite politica e finanziaria. Un clima di assedio, insomma, che spinge il presidente a difendersi con continui assalti ai critici, dopo aver preso di mira la stessa maggioranza della Corte Suprema come anti-americana per il no ai dazi (ieri notte in aula erano presenti quattro dei nove alti magistrati, tre che hanno votato contro il presidente).








