Stati Uniti

Dazi, i Dem si uniscono a imprese e cittadini: «Vogliamo rimborsi per 175 miliardi»

Migliaia di ricorsi dopo la bocciatura delle tariffe di Trump. Ma Bessent commenta: «Tocca ai tribunali decidere, ci vorranno anni e forse non ci saranno risarcimenti». Iniziativa dei governatori e dell’opposizione al Congresso

di Luca Veronese

Il segretario al Tesoro Usa, Scott Bessent, conferma la linea di Donald Trump sui rimborsi

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«Ci vorranno anni, i tribunali dovranno occuparsene per i prossimi cinque anni. E nella sentenza della Corte non si danno indicazioni». Donald Trump, furioso dopo la bocciatura dei dazi al commercio da parte della Corte Suprema, ha già messo le mani avanti. Mentre cittadini, imprese, associazioni di settore, e anche alcuni Stati americani, governati dai democratici, chiedono di essere rimborsati per i danni causati dalle tariffe.

Scott Bessent, è stato ancora più diretto: «La battaglia legale, comunque vada, di certo durerà mesi, se non anni. Toccherà ai tribunali decidere, non certo a noi. E ho la sensazione - ha detto il segretario al Tesoro - che gli americani alla fine non vedranno mai alcun rimborso».

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Il Penn Wharton Budget Model, centro studi indipendente dell’Università della Pennsylvania, ha calcolato che i rimborsi potrebbero ammontare a 175 miliardi di dollari, per una media di 1.300 dollari per ogni famiglia statunitense. Ma definire i rimborsi è complicato, poiché i costi dei dazi si riversano nell’economia sia come imposte pagate direttamente dai consumatori, sia sotto forma di imposte trasferite indirettamente dagli importatori o assorbite dagli stessi.

A fare ricorso sono piccole società dei settori più vari, così come colossi della grande distribuzione come Costco o multinazionali dei cosmetici come Revlon. L’amministrazione Usa fa muro contro le imprese di altri Paesi: «Stiamo agendo rapidamente per evitare nuove incertezze. E vogliamo evitare che possano esserci rimborsi per aziende esportatrici straniere», ha comunicato il rappresentante Usa per il Commercio Usa, Jamieson Greer.

Cresce intanto la pressione dell’opposizione dei democratici. Il governatore dell’Illinois, JB Pritzker, è stato il primo a presentare la fattura all’amministrazione Trump chiedendo un risarcimento di 8,6 miliardi di dollari per i danni causati dalle tariffe a 5,1 milioni di famiglie del suo Stato. Il governatore della California, Gavin Newsom, ha preannunciato un’azione simile. Mentre al Congresso i democratici stanno per presentare un disegno di legge per obbligare il governo federale a pagare 175 miliardi di dollari. «Il piano fiscale illegale di Trump ha già causato danni permanenti alle famiglie americane, alle piccole imprese e ai produttori, colpiti da ondate successive di dazi», ha affermato il senatore democratico dell’Oregon, Ron Wyden.

Esaltando le sue politiche commerciali e le entrate da dazi in aumento, Trump, lo scorso novembre, aveva promesso a tutti i cittadini americani «un dividendo di 2mila dollari». Ora le cose sono cambiate e, in vista delle elezioni di Midterm, il messaggio dei democratici per i cittadini Usa è fin troppo facile: «I dazi li avete pagati voi, erano illegali, e ora Trump non intende rimborsarvi».

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