Dopo le parole sul Papa

Trump: «Scioccato da Meloni, pensavo avesse coraggio». Solidarietà da Schlein: «Doverosa la difesa del Papa»

Il presidente Usa attacca la premier dopo l’intervento della presidente del Consiglio a difesa di Papa Leone XIV. Il tycoon: «È lei che è inaccettabile»

Donald Trump e Giorgia Meloni  (AP Photo/Alex Brandon)

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In un’intervista al Corriere della Sera, il presidente americano Donald Trump si è detto «scioccato» dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. «Non posso immaginarlo. Pensavo che avesse coraggio, mi sbagliavo», ha dichiarato Trump.

La risposta di Trump alla presa di distanza di Meloni

Le dichiarazioni del leader della Casa Bianca arrivano dopo la difesa di Papa Leone XIV da parte della premier, intervenuta nel dibattito tra il Pontefice e il tycoon sulla guerra in Iran. Parole «inaccettabili», secondo Meloni, quelle di Trump sul Papa. «Ho espresso ed esprimo la mia solidarietà a papa Leone - ha aggiunto poi la presidente del Consiglio -. Dico di più: francamente io non mi sentirei a mio agio in una società nella quale i leader religiosi fanno quello che dicono i leader politici. Non in questa parte del mondo».

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Trump: «Meloni non è più la stessa»

«È lei che è inaccettabile, perché non le importa se l’Iran ha una arma nucleare e farebbe saltare in aria l’Italia in due minuti se ne avesse la possibilità», è la risposta secca del presidente americano. «Non è più la stessa persona, e l’Italia non sarà lo stesso Paese», ha aggiunto Trump, dicendo di non avere contatti con Meloni «da molto tempo».

La maggioranza difende la premier, ma ricorda che i rapporti con gli Usa sono «solidi»

In difesa della premier, dalla maggioranza, sono intervenuti il suo vice Antonio Tajani e il presidente del Senato Ignazio la Russa e il vicepremier. Entrambi, hanno sottolineato «l’amicizia» e la «solida alleanza» con gli Usa, ma anche il «dovere» di dire ciò che pensa. «E su Papa Leone XIV - ha scritto Tajani su X - ha detto esattamente ciò che tutti noi cittadini italiani pensiamo».

Crosetto: «Essere alleati non significa accettare tutto in silenzio»

Più duro il ministro della Difesa, Guido Crosetto. «L’amicizia tra nazioni alleate si fonda sul rispetto - ha scritto - non sulla rinuncia alla propria autonomia di giudizio. Essere alleati non significa accettare tutto in silenzio, ma avere il coraggio di dire con chiarezza ciò che si ritiene giusto. Il legame tra Italia e Stati Uniti non è in discussione, così come non è in discussione la solidità dell’alleanza. Giorgia Meloni è un leader che non ha mai temuto di dire ciò che pensa, soprattutto quando sono in gioco princìpi, rispetto e identità».

Schlein, solidarietà a Meloni, non accettiamo attacchi a nostro Paese

Solidarietà da Schlein: «Meloni ha doverosamente difeso il Papa»

Dall’opposizione è arrivata la solidarietà dalla segretaria del Partito democratico Elly Schlein. «È accaduta una cosa gravissima e voglio esprimere la nostra più ferma condanna, che sono certa sarà unanime, per l’attacco del presidente Donald Trump alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni per avere doverosamente espresso solidarietà a Papa Leone. E voglio dire che l’Italia è un Paese libero e sovrano e che la nostra Costituzione è chiara: l’Italia ripudia la guerra. Nessun capo di Stato straniero può permettersi di attaccare o minacciare o mancare di rispetto al nostro Paese e al nostro governo. Siamo avversari in quest’aula, ma siamo tutte e tutti cittadini italiani e rappresentanti degli italiani e non accetteremo a attacchi o minacce al governo e al Nostro paese. Chiediamo su questo, davvero, una condanna unanime».

Bonelli: «Diciamo tutti no alla guerra»

Dopo la leader del Pd, anche Angelo Bonelli di Avs è intervenuto per dire che «l’Italia è un paese sovrano e respinge con forza le ingerenze che Trump sta facendo purtroppo da molto tempo». Bonelli ha espresso solidarietà anche al Papa, dopo le parole del presidente americano. «Se la destra ora vuole stare con noi a dire no alla guerra diciamo, ci stiamo e allora siamo uniti per dire no alla guerra e dire a Trump che non puo’ assolutamente condizionare la politica italiana».

Conte: «Meloni paga l’ambiguità»

«Io - ha detto invece Giuseppe Conte, leader dei Cinque Stelle - avevo cercato di avvertire che almeno la linearità e la chiarezza può mettere un po’ al riparo, piuttosto che certe ambiguità che a un certo punto, come tutti i nodi, vengono al pettine».

Renzi: «Iniziato il crollo di Meloni». Calenda: «La premier ha fatto quello che doveva fare»

Da Italia Viva, Matteo Renzi ha scritto su X che «Giorgia Meloni viene scaricata persino dai suoi, dal suo guru, dal suo leader. Da dopo il referendum ogni giorno un problema. Saranno 15 mesi di piano inclinato fino alle elezioni, il crollo è appena cominciato».

Dal lato di Azione, invece, Carlo Calenda difende le parole della premier contro il presidente americano per difendere il Papa. «Ha avuto coraggio a fare ciò che andava fatto da tempo: dire basta questo pazzo. Il che è già più di quello che hanno fatto tanti altri. E spero davvero che davanti a questo attacco di Trump al nostro paese saremo tutti compatti nel respingerlo al mittente».

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