Trump e Papa Leone XIV: uno scontro diplomatico senza precedenti e il richiamo allo schiaffo di Anagni
Il nuovo attacco del presidente Usa alla vigilia dell’incontro del papa con Rubio, che tenta di smorzare i toni
di Carlo Marroni
5' di lettura
I punti chiave
- Il papa replica (non era previsto) a Castelgandolfo
- Il Segretario di Stato Usa: Trump è stato frainteso
- L’Ambasciatore presso la Santa Sede: sarà un incontro “franco”
- Parolin: Il Papa va avanti per la sua strada
- Lo scontro partito da settimane
- Dietro agli attacchi partita di politica interna americana
- Riccardi (Sant’Egidio): un boomerang per Trump
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Uno scontro che non ha precedenti nella storia contemporanea, e bisogna (forse) risalire allo Schiaffo di Anagni del 1303 – allora c’era Bonifacio VIII, e l’oltraggio arrivò da un nobile in missione per conto del re di Francia – per ritrovare qualcosa di peggio.
Donald Trump quindi torna alla carica, contro Leone XIV: «Penso che stia mettendo in pericolo molti cattolici e molte persone, per lui va benissimo che l’Iran abbia un’arma nucleare» ha detto il presidente nel corso di un’intervista sul canale televisivo Salem News Channel. Una mossa per certi versi del tutto inattesa in questo momento, visto che giovedì 7 maggio il Segretario di Stato, Marco Rubio, è previsto venga ricevuto dal Papa.
Il papa replica (non era previsto) a Castelgandolfo
Immediata la replica di Leone, anche questa non scontata per i tempi brevissimi: «La missione della Chiesa è annunciare il Vangelo, predicare la pace. Se qualcuno vuole criticarmi per annunciare il Vangelo, che lo faccia con la verità». Fuori da Villa Barberini, sua residenza a Castel Gandolfo, Leone si è fermato con il gruppo di giornalisti e ha risposto alle loro domande: «La Chiesa da anni ha parlato contro tutte le armi nucleari, quindi lì non c’è nessun dubbio», ha detto il Papa, replicando alle affermazioni di Trump, secondo il quale il Pontefice riterrebbe accettabile il fatto che l’Iran possegga l’arma nucleare, mettendo a rischio tutti i cattolici.
Il Segretario di Stato Usa: Trump è stato frainteso
Rubio nella stessa sera in una conferenza alla Casa Bianca ha cercato di smorzare i toni: «Le parole del presidente sono state fraintese» e l’ha buttata sul fatto che solo Trump sta cercando di fare qualcosa sull’Iran a differenza dei suoi predecessori. Insomma il messaggio è che l’incontro, in calendario da tempo, è dedicato alla libertà religiosa, e in particolare alla situazione di Cuba. Si vedrà. Un incontro annunciato domenica scorsa che è stato letto come una mossa di riavvicinamento tra l’amministrazione di Washington e la Santa Sede dopo gli attacchi dello stesso Trump (ma anche del vice presidente JD Vance) contro Leone di metà aprile, in coincidenza con l’avvio del lungo viaggio in Africa.
L’Ambasciatore presso la Santa Sede: sarà un incontro “franco”
Che il clima non fosse del tutto rilassato era emerso anche qualche ora prima quando Brian Burch, ambasciatore Usa presso la Santa Sede, un cattolico ultra conservatore fondatore dell’organizzazione Catholic Vote, aveva dichiarato che l’incontro includerà una “conversazione franca” sulle politiche dell’amministrazione Trump, che in linguaggio diplomatico significa anche uno scontro.







