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Iran, gli Usa si preparano a operazioni prolungate: nel mirino siti nucleari e missilistici

Il gruppo d’attacco della portaerei si unisce alla USS Abraham Lincoln in una mossa strategica mentre Teheran resta in stato di massima allerta

Aggiornato il 14 febbraio 2026 alle 08:47

(Imagoeconomica)

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L’esercito statunitense si sta preparando alla possibilità di operazioni prolungate, della durata di settimane, contro l’Iran se il presidente Donald Trump ordinasse un attacco: lo hanno dichiarato a Reuters due funzionari statunitensi, in quello che potrebbe diventare un conflitto molto più grave di quanto visto in precedenza tra i due Paesi. La rivelazione dei funzionari, che hanno parlato in condizione di anonimato a causa della natura delicata della pianificazione, alza la posta in gioco per la diplomazia in corso tra Stati Uniti e Iran.

Trump sul cambio di Regime in Iran

“Sembra che sarebbe la cosa migliore che possa succedere. Per 47 anni hanno parlato, parlato e parlato. Nel frattempo, abbiamo perso molte vite mentre loro parlavano”: Donald Trump ha risposto cosi’ ai reporter sull’Air Force One alla domanda se desidera un cambio di regime in Iran. “Non voglio parlarne. Ci sono delle persone”, ha quindi risposto ad un’altra domanda su chi vorrebbe che prendesse il comando a Teheran.

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Nel mirino i siti nucleari

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sta valutando l’idea di colpire i siti nucleari e missilistici balistici dell’Iran e di inviare commando per attaccare obiettivi militari in quel Paese, se i colloqui sul nucleare con Teheran fallissero. Lo ha riportato il New York Times, citando funzionari di Washington.

Per ora, il team per la sicurezza nazionale di Trump lo ha convinto a non intervenire, mentre il Pentagono sta rafforzando le sue capacità nella regione e rafforzando le difese negli undici Paesi che potrebbero essere vulnerabili alle ritorsioni iraniane, secondo quanto riportato dal quotidiano.

“Il presidente Trump ha tutte le opzioni sul tavolo riguardo all’Iran. Ascolta diverse prospettive su ogni questione, ma prende la decisione finale in base a quello che è meglio per il nostro Paese e la sicurezza nazionale”, ha affermato la vice portavoce della Casa Bianca, Anna Kelly.

Il 26 gennaio, il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha annunciato che l’Abraham Lincoln Carrier Strike Group è stato schierato in Medio Oriente per sostenere la sicurezza e la stabilità regionale.

Trump ha dichiarato oggi che Washington ha bisogno di una seconda portaerei in Medio Oriente nel caso in cui gli Stati Uniti non riescano a raggiungere un accordo con l’Iran.

Il mese scorso, Trump ha dichiarato che una “imponente armata” si stava dirigendo verso la repubblica islamica e ha espresso la speranza che Teheran accetti di negoziare un accordo giusto ed equo che preveda il completo disarmo nucleare. Trump ha avvertito che, se non si raggiungesse un accordo sul programma nucleare iraniano, qualsiasi futuro attacco statunitense al Paese sarebbe “molto peggiore” dei precedenti.

Trump dispiega la portaerei USS Gerald R. Ford nel Golfo

La più grande portaerei del mondo ha ricevuto l’ordine di salpare dal Mar dei Caraibi verso il Medio Oriente, ha dichiarato una fonte a conoscenza dei piani mentre il presidente americano Donald Trump valuta l’opportunità di intraprendere un’azione militare contro l’Iran.

La portaerei Uss Gerald R. Ford

L’equipaggio della nave è stato informato ieri della decisione, che era stata anticipata nelle ultime ore dallo stesso presidente. Il gruppo d’attacco della Ford (da cui il 3 gennaio scorso erano partiti i caccia impegnati nell’operazione per la cattura del leader venezuelano Nicolas Maduro) si unirà dunque alla portaerei Lincoln che già si trova nel Golfo.

La spostamento della Uss Gerald R. Ford, reso nota per la prima volta dal New York Times, porterà quindi a due le portaerei nella regione mentre Trump aumenta la pressione sull’Iran affinché raggiunga un accordo sul suo programma nucleare. La Uss Abraham Lincoln è arrivata in Medio Oriente più di due settimane fa.

Iran: «Esercito pronto a qualsiasi attacco»

Le forze armate iraniane sono in stato di massima allerta, pronte a rispondere con forza a qualsiasi attacco diretto contro Teheran, ha dichiarato oggi il segretario del Consiglio di Difesa iraniano, Ali Shamkhani. «L’esercito iraniano è in stato di massima allerta. Qualsiasi errore di calcolo da entrambe le parti sarà molto costoso», ha dichiarato Shamkhani in un’intervista all’emittente al Jazeera. Shamkhani ha aggiunto che Teheran è pronta a rispondere «con forza, decisione e proporzionalità a qualsiasi attacco diretto contro l’Iran».

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