Medio Oriente

Iran, Trump rilancia su Truth articolo Wsj su seconda portaerei

Il presidente Usa non ha ancora ordinato l’invio nella regione

Gli inviati del presidente Usa, Steve Witkoff e Jared Kushner, insieme al comandante del Centcom Brad Copernicus, hanno visitato la portaerei Abraham Lincoln arrivata nel Golfo in seguito alla crisi con l'Iran, 07 febbraio 2026. ANSA/x.com/SEPeaceMissions

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Il presidente americano Donald Trump ha condiviso sul suo account social Truth l’articolo del Wall Street Journal in cui si afferma, citando tre funzionari Usa, che il Pentagono sta preparando una seconda portaerei che potrebbe essere dispiegata in Medio Oriente. Già nell’intervista concessa due giorni fa al sito Axios, Trump aveva riferito di valutazioni in corso sull’invio di un’altra portaerei, che andrebbe ad affiancare la USS Abraham Lincoln, già di stanza nel Mar Arabico a causa delle tensioni con l’Iran.

Le fonti sentite dal Wsj hanno confermato che Trump non ha ancora ordinato l’invio, precisando che ci vorranno dai 12 ai 15 giorni perché la seconda portaerei raggiunga la regione.

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Il Pentagono ha chiesto a una seconda portaerei statunitense di prepararsi a salpare verso il Medio Oriente, mentre l’Amministrazione Trump valuta possibili opzioni militari contro l’Iran. Lo riporta il Wall Street Journal, citando tre funzionari americani. Secondo una delle fonti, l’ordine di dispiegamento potrebbe arrivare “nel giro di poche ore”, anche se i funzionari precisano che il presidente Donald Trump non avrebbe ancora dato l’autorizzazione definitiva e che i piani potrebbero cambiare. La seconda portaerei, se dispiegata, si aggiungerebbe alla Uss Abraham Lincoln, già operativa in Medio Oriente. Secondo un funzionario, il Pentagono sta predisponendo la partenza di una nave probabilmente dalla costa orientale degli Stati Uniti.

Il post di Trump

Truth social

Tra le unità che potrebbero essere inviate c’è la Uss George H.W. Bush, attualmente impegnata in esercitazioni al largo della Virginia. Le attività di addestramento potrebbero essere accelerate per consentire alla nave di partire prima.

La portaerei può imbarcare e far decollare caccia e aerei militari per missioni di attacco e ricognizione, compresi gli F-35.

Martedì Trump ha dichiarato di valutare l’invio di una seconda portaerei nel caso in cui fallissero i negoziati sul nucleare con Teheran. Ieri ha incontrato alla Casa Bianca il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ribadendo in un post sui social di preferire un accordo con l’Iran.

Nonostante le pressioni, infatti, la diplomazia non si ferma. Stati Uniti e Iran “sembrano pronti a compromessi” per arrivare a un “accordo sul nucleare” iraniano e “Washington è pronta a essere flessibile sulla richiesta fondamentale di stop da parte dell’Iran a tutte le attività di arricchimento dell’uranio” mentre “Teheran vuole davvero arrivare a un accordo reale” e “penso accetterà restrizioni sui livelli di arricchimento e un regime rigoroso di ispezioni”.

Lo ha detto il ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan, in dichiarazioni al Financial Times rilanciate dall’agenzia turca Anadolu in cui ha affermato di considerare “uno sviluppo positivo” il fatto che “gli americani sembrino disposti a tollerare l’arricchimento dell’uranio iraniano entro certi limiti stabiliti chiaramente”. Fidan ha anche detto però di temere “l’assenza di progressi sul dossier nucleare se gli Usa insisteranno nell’affrontare insieme tutte le questioni”, ovvero anche quella del programma missilistico iraniano e del sostegno che Teheran è accusata di fornire a gruppi armati nella regione. E, è l’avvertimento del ministro rilanciato dalla Anadolu, “il risultato potrebbe essere una nuova guerra nella regione”.

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