03 agosto 2026
Iran, Trump: «Voglio dare ultima chance prima della decapitazione»
«Al momento non sono in corso negoziati con gli Stati Uniti». Lo afferma il ministero degli Esteri iraniano, smentendo quanto affermato dal presidente americano Trump, che aveva affermato di aver sospeso «un attacco massiccio» sull’Iran a seguito di conversazioni avute con Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar e Iran. Trump aveva detto che Teheran sapeva che l’attacco degli Stati Uniti in cantiere «sarebbe stato disastroso, il più grande dalla Seconda Guerra Mondiale. Credo il Paese non sarebbe stato nemmeno ricostruibile», aveva aggiunto. Dopo l’annuncio il prezzo del petrolio era sceso sotto gli 80 dollari al barile
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3 agosto 2026Aggiornamento fissato
Iran: Trump annuncia nuovi negoziati, Teheran smentisce. Il tycoon: è loro ultima chance
Donald Trump annuncia di aver stoppato i nuovi raid contro l’Iran dopo la volontà espressa dagli ayatollah di tornare al tavolo dei colloqui, ma Teheran smentisce. Il tycoon ha spiegato che era previsto un attacco “più grande” dai tempi della “Seconda Guerra Mondiale”, ma di aver deciso di accantonare il piano e concedere più tempo alla diplomazia, dopo aver ascoltato i principali leader del Golfo, tra cui il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman, e su richiesta di non meglio precisati funzionari iraniani. Trump ha poi annunciato la ripresa dei negoziati. “C’è un accordo su Hormuz, e poi ci sarà un accordo sulla denuclearizzazione dell’Iran”, ha affermato il presidente americano. Da Teheran è arrivata però la smentita. “Non stiamo conducendo negoziati con gli Usa al momento”, ha chiarito il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei. “Non ospiteremo delegazioni né saremo ospiti di alcun Paese durante questi giorni”, ha aggiunto. Riguardo al fatto che gli Stati Uniti non avrebbero attaccato l’Iran grazie agli sforzi dell’Arabia Saudita, il portavoce ha risposto che “la guerra dell’America contro l’Iran è una guerra contro l’intera regione”.
Sempre Baghaei ha affermato che Teheran sta invece conducendo colloqui con l’Oman “da 7-8 giorni” e che “sono stati compiuti alcuni progressi”. Colloqui che “sono focalizzati sul raggiungimento di un’intesa sul passaggio sicuro delle navi attraverso Hormuz. Stiamo cercando di determinare una rotta temporanea il prima possibile e di garantire la sicurezza della navigazione nello Stretto”. Dichiarazioni alle quali ha replicato duramente Trump. Il capo della Casa Bianca ha attaccato la leadership iraniana, definendola “incredibilmente ipocrita”. Secondo la versione del tycoon, i leader di Teheran “chiedono un incontro - alcuni direbbero che ’implorano’ di averlo - i colloqui iniziano, con altri già programmati per il prossimo futuro, eppure dichiarano, apertamente e con orgoglio, di non stare conducendo alcuna trattativa, di non discutere di nulla e di avere a che fare solo con l’Oman”. Poi, ha proseguito, “si lasciano andare alle loro solite chiacchiere, affermando che gestiranno lo Stretto di Hormuz con pugno di ferro, quando in realtà esso è già completamente controllato dalla Marina degli Stati Uniti e dal nostro blocco”. Blocco, ha spiegato ancora Trump, che proseguirà “finché non si giungerà a un accordo o a una resa totale”. In ogni caso, il presidente americano ha assicurato che “i colloqui sono in corso”. Aggiungendo: “Questa per loro è l’ultima opportunità di firmare un buon accordo. Voglio dare loro un’ultima chance prima della decapitazione”. Trump ha quindi annunciato che lo Stretto di Hormuz potrebbe essere riaperto “entro domani”.
Il tycoon ha inoltre lanciato una stoccata alle compagnie petrolifere, affermando che “stanno facendo troppi soldi e non mi piace. Dovrei essere l’ultimo a dirlo, perché sono un loro grande amico. Devono tagliare i prezzi per i consumatori”. Intanto, mentre Tel Aviv mostra sempre più disappunto per la roadmap prevista dal Board of Peace, ribadendo che “Israele non si ritirerà dall’attuale linea di confine nella Striscia di Gaza e continuerà a eliminare qualsiasi minaccia per i nostri cittadini e i nostri soldati”, domani a Roma è atteso un nuovo round di negoziati tra le delegazioni dello Stato ebraico e del Libano. La nuova tornata fa seguito a quella ospitata nella Capitale il 14 e 15 luglio e si inserisce nel percorso negoziale mediato dagli Stati Uniti, avviato dopo la firma dell’accordo quadro del 26 giugno. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, ha riferito la Farnesina, ha avuto oggi colloqui telefonici con i capi delegazione di Libano e Israele, Yechiel Leiter e Simon Karam, esprimendo apprezzamento per i primi risultati registrati nelle ’zone pilota’ dopo i colloqui di luglio e incoraggiando le parti a proseguire con spirito costruttivo, individuando soluzioni condivise che consentano di dare piena attuazione all’accordo quadro. Tajani ha inoltre accolto con favore il ridispiegamento delle Forze Armate Libanesi nelle aree di Froun-Srifa e Zawtar Occidentale, definendolo un segnale concreto dei passi avanti compiuti.
3 agosto 2026
Qatar, Egitto e Turchia condannano Israele: «Continue violazioni a Gaza»
Turchia, Egitto e Qatar hanno condannato le «violazioni israeliane» a Gaza che «causano vittime civili» e «violano il diritto internazionale». Lo riporta Anadolu.
3 agosto 2026
Media: 2 morti in raid israeliano a Gaza City
Secondo quanto riportato dai media affiliati ad Hamas a Gaza, due persone sono morte in un nuovo attacco contro un veicolo nel quartiere di Sheikh Ajlin a Gaza City. L’attacco aereo segnalato è il primo in circa un giorno, e giunge dopo la diffusione da parte del Board of Peace della sua roadmap, che chiede a Israele di cessare gli attacchi nella Striscia. Ieri, 19 persone sarebbero state uccise in attacchi aerei a Gaza City. Tuttavia, da ieri sera non si sono avute segnalazioni di raid aerei. In mattinata, diverse persone sarebbero rimaste ferite dal fuoco dell’Idf nel sud di Gaza, apparentemente in un’area in cui operano le forze di terra israeliane.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. August 3, 2026. REUTERS/Evelyn Hockstein REUTERS
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3 agosto 2026
Board of Peace, ritiro Idf oltre linea gialla solo dopo disarmo Hamas
“Il ritiro delle Idf oltre la Linea Gialla avverrà solo una volta completato il disarmo di Hamas, in linea con i suoi impegni con i mediatori” e questo “riguarda nello stesso modo per le armi leggere, le armi pesanti e i tunnel”. Ad affermarlo è il Board of Peace dopo l’incontro di oggi tra il suo principale rappresentante per Gaza, Nickolay Mladenov, e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Un incontro, si legge in una nota del Board of Peace, che “è stato costruttivo e dettagliato”. Israele e il Board of Peace “condividono una comune comprensione degli obiettivi finali”. L’obiettivo, sottolinea il Board of Peace, “è chiaro e non è in discussione: il completo disarmo nella Striscia e il passaggio da un governo fondato sulla forza delle armi a una governance civile. Raggiungerlo sarà un processo. E tale processo sarà definito nella prossima fase dei lavori”. L’attuazione del disaro “sarà supervisionata dalla Forza internazionale di stabilizzazione e dal Comitato per la verifica dell’attuazione del piano, di cui fanno parte sia gli Stati Uniti sia il Board of Peace. Il continuo progresso verso la piena attuazione dipende dal fatto che ciascuna parte adempia ai propri obblighi nell’ambito del quadro concordato”.
3 agosto 2026
Idf e Shin Bet, ucciso comandante forza Nukhba di Hamas a Gaza, aveva preso parte al 7 ottobre
Nella giornata di ieri, le forze di difesa israeliane (Idf), su indicazione dello Shin Bet, hanno condotto un attacco nell’area di Deir al-Balah, nella Striscia di Gaza, uccidendo Abdallah Adnan Taha Abu al-Tayf, comandante della forza Nukhba, l’unità d’élite dell’ala militare di Hamas. Secondo Tsahal, il militante palestinese aveva fatto irruzione nel territorio israeliano durante il massacro del 7 ottobre e, nel corso della guerra, aveva partecipato attivamente ai combattimenti contro le truppe israeliane. In un altro attacco, condotto sempre ieri sempre su indicazione delo Shin Bet, nell’area di Al-Shati, le Idf hanno ucciso Jalal Tsubeih, comandante del battaglione Daraj Tuffah dell’ala militare di Hamas. Secondo quanto riferito dalle autorità israeliane, sottolinea Idf in un post su Telegram, recentemente i due militanti avrebbero cercato di pianificare attacchi contro le truppe delle Idf e contro civili israeliani; per questo motivo sarebbero stati presi di mira al fine di eliminare la minaccia. Prima degli attacchi sono state adottate misure per ridurre il rischio di danni ai civili, tra cui l’impiego di munizioni di precisione e la sorveglianza aerea. Le truppe delle Idf, sotto il Comando Sud, restano dispiegate nell’area in conformità con gli accordi e continueranno a operare per eliminare qualsiasi minaccia.
3 agosto 2026
Iran, Trump: voglio dare ultima chance prima della decapitazione
“Voglio dare all’Iran un’ultima possibilità prima della decapitazione”. Lo detto il presidente americano Donald Trump, rispondendo dallo Studio Ovale a una domanda sui ripetuti ultimatum rivolti all’Iran. “E’ molto difficile fare quello che abbiamo pianficato. Sono orgoglioso di dare possibilità alle persone. E’ una mossa importante - ha spiegato - Mi hanno chiamato e mi hanno detto: ’Ti prego, non attaccare. Faremo un accordo’. Questa è la verità, e lo sanno tutti. Chi non avrebbe chiamato?”.
3 agosto 2026
Hormuz, Usa: ad oggi 44 navi deviate, due inabilitate, due abbordate
“Le forze statunitensi continuano ad applicare rigorosamente il blocco navale contro l’Iran. Al 3 agosto, il Centcom ha dirottato 44 navi commerciali, ne ha rese inabili due e ne ha abbordate due”. Lo scrive lo stesso Centcom, il Comando centrale unificato delle Forze Armate statunitensi, su X.
3 agosto 2026
Comandante Pasdaran: “Forze di terra pronte a reagire alle minacce”
Mohammad Karami, comandante delle forze di terra del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Irgc), afferma che nell’Iran nord-occidentale i combattenti sono pronti a reagire a qualsiasi “errore di valutazione da parte di nemici extraregionali o gruppi terroristici”. La notizia è riportata da al Jazeera. In un post su X, il comandante ha dichiarato che i combattenti del quartier generale di Hamzeh Seyyed al-Shohada, supportati dall’intelligence, dalla “prontezza operativa e dall’impiego di fede, tecnologia e scienze moderne, sono pronti a dare una risposta decisiva a qualsiasi minaccia”.
3 agosto 2026
Iran déjà vu: tutti gli attacchi bluff (e i dietrofront) di Trump

Questa carta se l’è già giocata, in cinque mesi di guerra. E non una volta sola. Donald Trump agita l’escalation imminente, la punizione esemplare, l’«arma fine di mondo» contro l’Iran, per poi fare inversione a «u» e tornare al tavolo dei negoziati.
In fondo funziona sempre allo stesso modo: si parte con un cupo avvertimento a Teheran, secondo cui il presidente Usa sarebbe sul punto di ordinare alle forze statunitensi di «distruggere» le sue centrali elettriche o impadronirsi di parti chiave della sua industria petrolifera se i suoi leader non accettassero rapidamente le condizioni americane per porre fine alla guerra. Si conclude con lui che fa marcia indietro con una dichiarazione dell’ultimo minuto, a volte su richiesta di questo o quell’alleato del Golfo, in cui afferma che concederà più tempo alla diplomazia.
3 agosto 2026
Araghchi, colloqui col ministro Dar che lo invita in Pakistan
Il vice premier e ministro degli Esteri pachistano, Ishaq Dar, ha invitato, nel corso di un colloquio telefonico avuto oggi, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi «a visitare il Pakistan al più presto». Lo riporta il ministero degli Esteri pachistano, precisando in un post su X che i due ministri hanno discusso «degli sviluppi regionali e internazionali, tra cui il peggioramento della situazione a Gerusalemme Est occupata». Il Pakistan sta mediando tra Iran e Stati Uniti per mettere fine al conflitto.
3 agosto 2026
Trump: «Blocco navale continua fino ad accordo o resa totale»
«La leadership iraniana è incredibilmente ipocrita! Chiedono un incontro, alcuni direbbero che implorano, i colloqui iniziano, con altri già programmati per il prossimo futuro, eppure dichiarano apertamente e con orgoglio di non stare discutendo di nulla, sostenendo di avere a che fare solo con l’Oman». Lo scrive Donald Trump su Truth avvertendo che il blocco navale Usa continua «finché non si giungerà a un accordo o a una resa totale».
3 agosto 2026
Cnn: Usa chiedono alle truppe «idee creative» per fare pressione su Iran
Gli Stati Uniti sono in cerca di idee per la guerra contro l’Iran. «Stiamo cercando nuovi modi creativi e non convenzionali per fare pressione sull’Iran e punirlo», ha scritto in un messaggio inviato mercoledì a un ampio gruppo di analisti militari un ufficiale della sezione di intelligence del Comando Centrale Usa, secondo una fonte a conoscenza del contenuto della mail citata dalla Cnn. Una seconda fonte ha inoltre riferito che un alto ufficiale militare statunitense ha inviato la settimana scorsa un messaggio simile, chiedendo nuove idee su come affrontare Teheran.
3 agosto 2026
Pezeshkian: «Non vogliamo escalation ma ci difenderemo con forza»
«Non vogliamo un allargamento delle tensioni, ma agiremo con forza per difendere la nostra sicurezza, i nostri interessi e la nostra integrità territoriale». Lo ha detto il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, in dichiarazioni rilanciate dalla tv satellitare al-Jazeera.
3 agosto 2026
Pasdaran: «Abbattuto drone Usa sullo stretto di Hormuz»
Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (Irgc) ha annunciato che le sue unità della Forza Aerospaziale hanno abbattuto un drone americano MQ-9 sullo Stretto di Hormuz. L’Irgc - scrive l’agenzia di stampa Tasnim - ha annunciato oggi in un comunicato che il velivolo a pilotaggio remoto statunitense MQ-9 è stato intercettato e distrutto mentre sorvolava lo Stretto di Hormuz. Il comunicato afferma che il drone è stato tracciato e colpito dal fuoco di un sistema di difesa aerea avanzato di nuova concezione, gestito dalla Forza Aerospaziale dell’Irgc.
3 agosto 2026
Traffico a Bab al Mandeb rallenta dopo le minacce Houthi
Il traffico attraverso lo Stretto di Bab al Mandeb rallenta a causa del blocco degli Houthi. Lo scrive Sky News citando dati della società di intelligence marittima Kpler. Il traffico nell’altro collo di bottiglia marittimo dell’area (oltre a quello di Hormuz) risente della minaccia del gruppo ribelle sostenuto dall’Iran, che ha dichiarato il blocco contro i porti sauditi sul Mar Rosso alla fine del mese scorso, aprendo un nuovo fronte contro gli Stati Uniti e i loro alleati. Di conseguenza, solo due petroliere cariche di petrolio saudita hanno attraversato lo Stretto di Bab al Mandeb, che collega il Mar Rosso all’Oceano Indiano, da allora. Complessivamente, il numero di navi mercantili che hanno attraversato lo Stretto è sceso a 18 ieri, rispetto alle 27 di sabato e alle 28 di venerdì.
3 agosto 2026
Fonti del Pakistan: «Nessuna data per la ripresa dei colloqui»
«Nessuna data o sede» è stata ancora definita per la ripresa dei colloqui diretti a lungo in fase di stallo tra gli Stati Uniti e l’Iran volti a porre fine alla loro guerra durata mesi. Lo affermano all’agenzia turca Anadolu fonti del governo pakistano. «Non è previsto alcun incontro (tra negoziatori statunitensi e iraniani) a Islamabad, almeno nelle prossime 24 ore», ha detto un alto funzionario pakistano. I mediatori pakistani e qatarioti sono in contatto con Washington e Teheran per definire la data e il luogo per la ripresa dei colloqui diretti, hanno detto le fonti. Tra le sedi previste per i colloqui figurerebbero Islamabad e Doha. Il ministro dell’Interno pakistano Mohsin Naqvi dovrebbe visitare Teheran «tra un giorno o due» per discutere questioni relative alla ripresa dei colloqui, hanno detto. L’ufficio di Naqvi non ha risposto alla richiesta di commento di Anadolu.
3 agosto 2026
«Bandiera Palestina sul palco», Singapore bandisce i Massive Attack
Singapore ha vietato l’ingresso nel Paese ai due membri principali della band britannica Massive Attack, dopo che questi hanno esposto una bandiera palestinese ed espresso sostegno alla causa palestinese durante il loro concerto nella città-stato la scorsa settimana. Lo scrive la Ap sul suo sito. La polizia di Singapore ha dichiarato in un recente comunicato che i due uomini sono stati indagati per le loro azioni durante il concerto del 29 luglio, tra cui l’esposizione di una bandiera straniera e il grido di ’Palestina libera’ pronunciato da uno dei membri sul palco. Hanno ricevuto un severo avvertimento e sono stati inseriti nella lista nera, con divieto di rientro nella città-stato. La polizia non ha identificato gli uomini coinvolti, ma un filmato diffuso dai media locali mostrava Robert ’3D’ Del Naja e Grant ’Daddy G’ Marshall.
I Massive Attack hanno risposto con una dichiarazione su Instagram, affermando di essere «sorpresi e delusi» dalla decisione. Il gruppo ha dichiarato che ampie sezioni del pubblico avevano intonato cori ’Palestina libera’ prima dell’inizio e alla fine del loro concerto. Hanno aggiunto di non aspettarsi che il semplice gesto di sventolare la bandiera violasse alcuna legge, ma di essere orgogliosi di aver compiuto quell’«espressione spontanea» insieme ai loro fan a Singapore per mostrare solidarietà alla causa palestinese.
3 agosto 2026
Gaza, Board of Peace chiede a Netanyahu di fermare gli attacchi

Dopo averlo inizialmente criticato, la Jihad islamica palestinese avrebbe consentito a procedere con la fase 2 del piano di Donald Trump per Gaza, avviando il disarmo, secondo una fonte della milizia citata dalla tv saudita Al Arabiya. Questo però non scioglie ancora i nodi principali che tengono il piano in stallo: in primis, se l’inizio del ritiro dell’Idf e la fine dei raid su Gaza siano la precondizione al disarmo di tutte le milizie palestinesi, come si potrebbe dedurre dalla roadmap pubblicata dal Board of Peace, o il contrario, come affermato da Trump nel suo post trionfale su Truth in cui il 30 luglio scorso annunciava ’’un accordo storico’’.
3 agosto 2026
Haaretz, «documenti rivelano profondità cooperazione militare Israele-Emirati»
Un’inchiesta di Haaretz rivela la profondità dei legami di difesa tra Israele e gli Emirati Arabi Uniti successivi alla sigla degli Accordi di Abramo nel 2020. Le rivelazioni di Haaretz si basano su documenti interni di Elbit Systems, il principale produttore di armi israeliano, derivati dal trafugamento nei mesi scorsi di email dall’account Gmail personale di un alto dirigente di Elbit, pubblicate online da un gruppo di hacker collegato all’intelligence iraniana. Alcuni dei documenti rivelati mostrano che nel marzo 2022, dopo l’attacco Houthi agli Emirati del gennaio precedente - che causò tre morti colpendo installazioni petrolifere e l’aeroporto di Abu Dhabi - Elbit rispose a una ’richiesta operativa urgente’ emiratina con una proposta di fornitura di sei droni Hermes 900, il modello più avanzato della società, per 180 milioni di dollari. Tra i documenti vi è anche una proposta del marzo 2023 per la vendita agli Emirati di un altro sistema strategico di Elbit, un anno prima della sua presentazione ufficiale al Salone di Singapore: l’Hermes 650, il drone più recente della flotta di Elbit. Il mese scorso, Haaretz aveva pubblicato analisi di altri documenti trafugati, secondo cui Elbit avrebbe venduto anche a Doha sistemi di difesa aerea, come C-Music, e a Riad componenti di fabbricazione israeliana nell’ambito del progetto saudita per lo sviluppo degli F-35. In questi casi, on assenza di rapporti diplomatici diretti tra i Paesi, i contratti sarebbero passati attraverso aziende internazionali. Secondo quanto riportato da Haaretz, le esportazioni di armi israeliane hanno raggiunto nel 2025 un record di 19 miliardi di dollari, di cui circa 3 miliardi verso i Paesi degli Accordi di Abramo. Dal 2021, le vendite cumulative a questi paesi ammontano a circa 9 miliardi di dollari, principalmente destinate ad Emirati e Marocco. La cooperazione militare si è ulteriormente intensificata dopo l’attacco congiunto israelo-americano all’Iran del 28 febbraio scorso: Israele ha dispiegato batterie Iron Dome con i relativi equipaggi sul suolo emiratino, e secondo quanto riportato dal Financial Times avrebbe trasferito agli Emirati anche un sistema di intercettazione laser, il recentissimo Iron Beam che l’Idf non ha mai ancora annunciato come operativo su suolo israeliano.
3 agosto 2026
Teheran, «abbattuto un drone Usa nello Stretto di Hormuz»
I media iraniani affermano che le forze di difesa aerea del Paese hanno abbattuto un drone statunitense MQ-9 Reaper sullo Stretto di Hormuz, in un contesto di crescenti tensioni con Washington. Lo riferiscono le agenzie Tasnim e Fars. Secondo Tasnim, il drone sarebbe stato intercettato sullo sfondo delle crescenti tensioni regionali, sebbene gli Usa non abbiano ancora confermato. L’Iran non ha inoltre diffuso alcuna foto o video a supporto della propria tesi. L’MQ-9 Reaper è uno dei sistemi aerei senza pilota più avanzati dell’esercito statunitense, con un costo stimato di circa 34 milioni di dollari.
3 agosto 2026
Teheran, la Cina non è un nuovo mediatore tra noi e gli Usa
“Abbiamo relazioni amichevoli e una stretta cooperazione con la Cina in tutti i settori di interesse comune, ma non abbiamo incluso il Paese come nuovo mediatore nella controversia tra Iran e Stati Uniti”. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei. “Il mediatore nei colloqui relativi all’Iran e agli Stati Uniti è il Pakistan, e anche il Qatar fornisce aiuto quando necessario”, ha proseguito. “La Cina è preoccupata per l’escalation del conflitto e dell’insicurezza nella regione e si impegna semplicemente a prevenire un’ulteriore escalation della tensione”, ha aggiunto.
3 agosto 2026
Iran, «Usa non dovrebbero aspettarsi che il fuoco che hanno appiccato non si estenda»
Il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baghaei, ha fornito chiarimenti sugli attacchi condotti dagli Houthi dello Yemen, sostenuti dall’Iran, e dai gruppi iracheni appoggiati da Teheran contro le infrastrutture petrolifere dell’Arabia Saudita, nonché sulle accuse secondo cui l’Iran starebbe aprendo nuovi fronti e ampliando il conflitto. “Le azioni intraprese dagli yemeniti riguardano loro. I nostri nemici cercano consapevolmente di distorcere i fatti per sottrarsi alle proprie responsabilità nell’aver provocato questa crisi. Gli americani sono responsabili dei conflitti nella regione e anche al di fuori di essa. Non dovrebbero aspettarsi che il fuoco che hanno appiccato non si estenda ad altre aree”, ha dichiarato
3 agosto 2026
Cnn, gli Usa fanno ’brainstorming’ via mail per trovare nuove tattiche contro l’Iran
Gli Usa fanno brainstorming via e-mail per trovare nuove tattiche contro Teheran. “Stiamo cercando nuovi modi creativi e non convenzionali per fare pressione e punire l’Iran”, ha scritto un ufficiale del ramo intelligence del Comando Centrale degli Stati Uniti (Centocom) in un messaggio inviato mercoledì scorso a un ampio gruppo di analisti militari, secondo una fonte a conoscenza del messaggio citata dalla Cnn. Una seconda fonte ha confermato che un alto ufficiale militare statunitense ha inviato il messaggio la settimana scorsa, sollecitando nuove idee su come affrontare l’Iran. Questa richiesta, in stile crowdsourcing, che secondo i funzionari militari è insolita via e-mail, è un segnale delle opzioni limitate - e potenzialmente sgradevoli - a disposizione di Trump per costringere l’Iran a un accordo alle sue condizioni. Sperando di trovare un’alternativa, il funzionario del Centocom ha avviato una sessione di brainstorming via e-mail per vedere se qualcuno avesse un’idea migliore. La seconda fonte ha affermato che il Centcom sta valutando ogni possibilità, riconoscendo la necessità di rivalutare la strategia. “Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha una lunga storia di pensiero e di lavoro innovativi”, ha dichiarato in un comunicato il capitano Timothy Hawkins, portavoce del Centocom. “L’Ammiraglio Cooper, in particolare, si rivolge ai membri del nostro grande team, a prescindere dal grado, per raggiungere i massimi livelli possibili di efficienza operativa”. L’e-mail ha preceduto la minaccia di Trump di lanciare nuovi attacchi contro l’Iran, poi revocati nel fine settimana dopo l’intervento dei leader della regione, in particolare il principe ereditario saudita, che ha telefonato al presidente esortandolo a ridurre la tensione.
3 agosto 2026
Teheran: fatti progressi nel dialogo con Oman
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei ha dichiarato oggi che si stanno tenendo colloqui con l’Oman per creare una rotta temporanea e sicura attraverso lo Stretto di Hormuz.
“Ci sono dei progressi”, ha detto il portavoce, aggiungendo che sono in corso anche consultazioni con funzionari della regione e di Paesi esterni all’area, ma non con gli Stati Uniti.
3 agosto 2026
L’Iran nega colloqui con gli Usa
L’Iran non sta attualmente conducendo colloqui con gli Stati Uniti ed è invece in trattativa con l’Oman per una rotta sicura temporanea attraverso lo Stretto di Hormuz: lo ha dichiarato lunedì il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei.
Baghaei ha aggiunto che raggiungere un accordo con l’Oman non è sufficiente a riaprire lo stretto, poiché la situazione rimarrà invariata finché persisterà l’«aggressione» statunitense.
3 agosto 2026
Eseguite due condanne a morte in Iran, «erano spie di Israele»
L’Iran ha eseguito le condanne a morte per impiccaggione di due cittadini, Omid Behzad e Pouria Safvat, con l’accusa di aver inviato informazioni militari sensibili e coordinate di sicurezza a Israele durante le due recenti guerre tra i due Paesi. “Avevano inviato immagini e informazioni relative a centri militari e di sicurezza iraniani al Mossad e ai canali ad esso collegati, aiutando così Israele a raggiungere i suoi obiettivi in Iran”, ha dichiarato la magistratura in un comunicato riportato dall’agenzia Irna.
3 agosto 2026
Prezzo del petrolio in netto calo, Wti sotto gli 80 dollari
Il prezzo del petrolio è in forte calo, sulle speranze per la guerra in Medio Oriente innescate dall’annuncio del presidente Usa Donald Trump di una ripresa dei negoziati con l’Iran. Il Wti è in calo del 5,88% e viene scambiato sotto gli 80 dollari, a 79,75 dollari al barile. Il Brent cede il 5,03% a 83,51 dollari al barile.
3 agosto 2026
Trump, negoziati con Teheran riprenderanno oggi
Dopo aver annunciato di aver fermato un attacco “massiccio” contro l’Iran, il presidente americano, Donald Trump, ha riferito che i negoziati con Teheran riprenderanno oggi. Lo riporta la Cnn. “Conoscevano la portata dell’attacco perché lo hanno visto prendere forma. Ora stiamo parlando con loro sotto forma di negoziazione. Inizierà domani pomeriggio e vedremo”, ha detto Trump ai giornalisti a bordo dell’Air Force One, dopo un fine settimana trascorso al suo golf club di Bedminster, nel New Jersey. “C’è un accordo su Hormuz, e poi ci sarà un accordo sulla denuclearizzazione dell’Iran”, ha affermato ancora il presidente americano.
3 agosto 2026
Israele, tribunale vieta uso coccodrilli per le prigioni
Il Tribunale distrettuale di Gerusalemme ha vietato al ministro israeliano della Sicurezza nazionale, Itamar Ben-Gvir, di utilizzare coccodrilli per sorvegliare le carceri che ospitano detenuti per terrorismo. Lo riferisce il Jerusalem Post.
Secondo il quotidiano, il provvedimento è stato adottato in seguito a un ricorso presentato dall’organizzazione animalista israeliana Let the Animals Live. Ben-Gvir ha reagito accusando i giudici di essersi “schierati con i terroristi”.
3 agosto 2026
Trump, «lo stop ai raid dopo i colloqui con Arabia Saudita, Emirati, Qatar e Iran»
- Il presidente americano Donald Trump ha affermato che le conversazioni avute con Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar e Iran lo hanno spinto a revocare venerdì quello che sarebbe stato un “attacco massiccio” contro Teheran. Parlando sull’Air Force One, il tycoon ha detto che Teheran sapeva che l’attacco degli Stati Uniti in cantiere “sarebbe stato il più grande dalla Seconda Guerra Mondiale; sarebbe stato disastroso. Credo il Paese non sarebbe stato nemmeno ricostruibile”. Lo scopo “non è uccidere, ma avere un accordo”.
3 agosto 2026
Trump, «con l’Iran c’è l’accordo su Hormuz, ce ne sarà uno sul nucleare»
Con l’Iran c’è “un accordo su Hormuz” e “ci sarà un patto sulla denuclearizzazione”. Il presidente americano Donald Trump, parlando sull’Air Force One di ritorno alla Casa Bianca dopo aver speso gran parte del weekend nel New Jersey al suo campo da golf, ha detto sono “in corso discussioni” con Teheran nell’ambito di un negoziato: “si comincia domani pomeriggio”, ha aggiunto





