Sul vertice Nato i dubbi di Trump. E Zelensky tratta i Mirage francesi
Si apre un vertice di due giorni in Europa, carico di incertezza: il presidente non conferma l’impegno degli Stati Uniti all’Articolo 5 della Nato, che prevede la difesa reciproca
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Il ciclone Trump si abbatte sul vertice della Nato e si scoprirà se mesi di attenti preparativi per evitare lo psicodramma daranno i loro frutti. Le prime indicazioni non sono del tutto rassicuranti. The Donald, concentrato da giorni sulla crisi Iran-Israele, pare aver scoperto che la Spagna ha ottenuto un trattamento speciale sul target del 5%.
«C’è un problema con Madrid, non è d’accordo... il che è molto ingiusto nei confronti degli altri alleati», ha affermato a bordo dell’Air Force One. L’intesa negoziata dal segretario generale Mark Rutte, insomma, potrebbe anche essere un capolavoro diplomatico ma sarà inutile se il presidente Usa la straccerà. «L’accordo non è scontato», ha ammonito non a caso il premier svedese Ulf Kristersson.
Esito del vertice a rischio
La sessione di lavoro dei leader è prevista mercoledì mattina - dalle 10,30 alle 13,00, appositamente stringata per evitare strappi - ed è solo col sigillo dei capi di Stato e di Governo che si potrà dire conclusa. Certo, il comunicato finale del vertice - che comprende, oltre al 5%, il linguaggio sul sostegno all’Ucraina e la minaccia posta dalla Russia - è stato approvato domenica dagli ambasciatori alleati e, di norma, non prevede ripensamenti. Ma Trump non si lascerà imbrigliare dalla liturgia diplomatica.
«Penso che sarebbe un segnale molto negativo, non da ultimo da parte dei membri europei della Nato, se non saremo in grado di prendere questa decisione», ha sottolineato Kristersson nel corso di un incontro con alcuni media internazionali, tra cui l’Ansa, esortando i suoi pari a sottoscrivere l’impegno e a investire nella difesa dell’Europa.
Il nodo dell’articolo 5
Trump, d’altra parte, ha suggerito più di una volta che la partecipazione dell’America alla Nato dipende da quando gli alleati saranno disposti a spendere. E a chi gli chiedeva se il sostegno degli Usa all’articolo 5 fosse davvero incrollabile ha risposto sibillino: «Ci sono diverse definizioni e io ne fornirò una esatta, ma non ne voglio parlare ora da un aereo».








