Dazi globali bocciati, ma non scattano i rimborsi automatici
di Antonino Guarino e Benedetto Santacroce
di Davide Madeddu
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Da una parte le competenze ingegneristiche, dall’altra quelle nella gestione dei servizi idrici ed energetici. Al centro un accordo per accompagnare le imprese verso la transizione energetica. È quanto prevede l’intesa di collaborazione siglata da Saipem, azienda con competenze nell’ingegneria e nella costruzione di grandi progetti nei settori dell’energia e delle infrastrutture, e il gruppo Hera, una delle principali multiutility italiane con oltre 10mila dipendenti. L’accordo, che ha una durata di tre anni ha l’obiettivo di supportare le imprese italiane nei percorsi di efficienza energetica, decarbonizzazione ed economia circolare.
Particolare attenzione è rivolta alle esigenze dei settori industriali più energivori, che spaziano dalla ceramica, al vetro, continuando con la carta, la chimica, il cemento, l’acciaio e di altri comparti «caratterizzati da processi difficilmente elettrificabili, impegnati in un percorso verso il Net-Zero sempre più complesso e sfidante». L’obiettivo, sottolineano le due aziende, «è individuare, caso per caso, il percorso di transizione energetica più efficace sotto il profilo tecnico, energetico ed economico».
Per le imprese interessate è previsto un audit preliminare gratuito, finalizzato a valutare il miglior percorso di decarbonizzazione possibile dal punto di vista energetico ed economico, e il supporto nella valutazione degli strumenti di incentivazione disponibili a livello nazionale ed europeo, a sostegno della realizzabilità dei progetti.
Per Saipem, l’accordo con il gruppo Hera «rientra nella propria strategia di supporto alla transizione energetica dei settori industriali più complessi». Un accordo che spiana la strada per « l’accesso a soluzioni per l’efficienza energetica, le rinnovabili, l’idrogeno e la cattura della Co2». A guardare positivamente l’accordo anche i rappresentanti del gruppo Hera dato che «l’intesa si inserisce pienamente nel percorso delineato dal gruppo nel proprio Piano industriale al 2029, che prevede investimenti per 3 miliardi dedicati alla transizione energetica ed economia circolare dei territori e delle imprese».
E proprio in questa direzione va anche il progetto all’avanguardia per la cattura delle emissioni di CO2 nel termovalorizzatore di Ferrara - proposto dal gruppo Hera, soggetto capofila, in collaborazione con Saipem - selezionato nell’ottobre 2024 per ricevere i finanziamenti previsti dal quarto bando per progetti mid-scale dell’EU Innovation Fund.