Investimenti

Transizione 5.0, Assolombarda: «Lo stop ai fondi è un deludente segnale di incoerenza»

Il presidente Alvise Biffi: «Ulteriore fattore di incertezza che penalizza le aziende che contavano di utilizzare l’ultimo periodo stabilito dalla misura». Il ministro Urso: «Lavoriamo per rispondere alle aspettative delle aziende»

di Andrea Biondi

ALVISE BIFFI PRESIDENTE ASSOLOMBARDA (Imagoeconomica)

3' di lettura

English Version

3' di lettura

English Version

Lo stop a Transizione 5.0 è arrivato come una doccia fredda per le imprese. E porta al duro commento di Assolombarda. Il piano che doveva accompagnare le aziende nella trasformazione digitale ed energetica è ufficialmente esaurito: i 2,5 miliardi di euro disponibili sono finiti. Chi tenterà ora di prenotare il credito d’imposta sul portale del Gse troverà solo un messaggio di “lista d’attesa”.

Per il presidente di Assolombarda, Alvise Biffi, «la comunicazione improvvisa, da parte del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, relativamente all’esaurimento delle risorse legate a Transizione 5.0, rappresenta un deludente segnale di incoerenza rispetto alla volontà dichiarata di sostenere lo sforzo delle imprese». Parole che sintetizzano il malessere diffuso tra gli imprenditori lombardi, colti di sorpresa da uno stop inatteso che rischia di congelare investimenti già pianificati.

Loading...

Il piano, gestito dal Mimit con i fondi del Pnrr, aveva una dotazione complessiva di 6,3 miliardi di euro destinati agli investimenti 2024-2025. ma, soprattutto nella fase iniziale, il tiraggio è stato inferiore alle attese e il governo ha dunque deciso di rivedere l’impegno per destinare i residui ad altri interventi. Nei mesi scorsi è stato quindi concordato di bloccare l’accesso agli incentivi a quota 2,5 miliardi di euro, dirottando i restanti 3,8 miliardi verso diverse misure. I 2,5 miliardi di plafond operativo sono così stati raggiunti in questi giorni. In attesa di eventuali rinunce c’è solo la lista d’attesa quindi.

Biffi parla di «una scelta preoccupante, anche alla luce della difficile congiuntura economica». E nei fatti per il presidente di Assolombarda è «un Ulteriore fattore di incertezza che penalizza le aziende che, con responsabilità e agendo nella cornice delle regole definite dal Ministero, contavano di utilizzare l’ultimo periodo stabilito dalla misura», dopo mesi di aggiustamenti normativi e chiarimenti tecnici. L’impressione, tra le aziende, è che la misura sia stata interrotta proprio mentre cominciava a ingranare, grazie alle semplificazioni introdotte negli ultimi mesi.

Molte, infatti, avevano avviato i progetti ma rinviato la prenotazione dei crediti in attesa della documentazione definitiva sul risparmio energetico. Ora rischiano di restare escluse. I tecnici del Ministero sono al lavoro per una “salvaguardia”, ma i margini appaiono stretti: il tetto dei 2,5 miliardi è stato concordato con Bruxelles, che ha chiesto di dirottare i restanti fondi verso altre misure del Pnrr.

«Le aziende, che all’inizio erano state scoraggiate dalla scarsa chiarezza delle regole previste da Transizione 5.0, si trovano adesso a fare i conti con una chiusura inattesa, che va in controtendenza rispetto alla necessaria pianificazione degli investimenti anticiclici», denuncia ancora il presidente di Assolombarda.

Tutto questo assume un rilievo ancora più problematico, spiega il presidente di Assolombarda, «anche in considerazione della recente Manovra, che ha destato più di una perplessità. E per questo «reputo quanto stabilito dal Mimit come un ulteriore passo indietro». Le imprese, chiosa Biffi, «invocano, ormai da tempo, una politica industriale capace di dischiudere le enormi risorse e capacità del nostro sistema produttivo: politiche stabili, coordinate e accessibili, non misure a intermittenza, per assicurare continuità e trasparenza e beneficio del nostro sistema produttivo». Una richiesta di coerenza che arriva mentre il governo prepara il nuovo piano Transizione 5.0 per il 2026, con una dote di 4 miliardi e il ritorno dei maxi ammortamenti al posto dei crediti d’imposta.

Nel tardo pomeriggio sul tema Transizione 5.0 arrivano le dichiarazioni del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. «Siamo al lavoro per trovare una soluzione che soddisfi le legittime aspettative delle aziende che in queste ore si stanno prenotando per utilizzare anch’esse Transizione 5.0. Noi abbiamo sempre sostenuto che era una misura efficace: tre miliardi in così poco tempo lo dimostrano. Ora persino le opposizioni lo definiscono “la principale misura industriale del Pnrr”», ha detto all’Ansa rispondendo sull’esaurimento delle risorse Pnrr destinate alla misura.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti