Fondi Transizione 5.0 terminati, allarme delle imprese. Urso: al lavoro per nuove risorse
Le prenotazioni dei crediti d’imposta attualmente senza coperture sono già a quota 500 milioni. Intanto è corsa anche sugli incentivi 4.0: il Mimit comunica che restano soltanto 200 milioni
2' di lettura
2' di lettura
Grande preoccupazione. È la reazione delle imprese alla notizia, anticipata sul Sole 24 ore di ieri, della fine della disponibilità dei fondi per Transizione 5.0. Dal ministero delle Imprese e del Made in Italy è arrivata ieri una comunicazione ufficiale: le risorse sono esaurite, resta la possibilità di presentare le domande fino al 31 dicembre. Le comunicazioni di prenotazione trasmesse dopo il 7 novembre saranno considerate valide: in caso di nuova disponibilità finanziaria il gestore della piattaforma informerà le aziende secondo l’ordine cronologico.
«È una decisione che mette in difficoltà numerosissime imprese e che sta generando forte preoccupazione. È necessario individuare con urgenza una soluzione per tutelarle ed evitare che si perda fiducia nelle istituzioni e nelle nostre leggi», ha commentato Marco Nocivelli, vice presidente di Confindustria per le Politiche industriali e Made in Italy. «Occorre prevedere che i progetti che si trovano in questa sorta di lista d’attesa senza copertura vengano finanziati attraverso meccanismi di prioritizzazione in vista dell’operatività del nuovo iper ammortamento che partirà del primo gennaio oppure mediante soluzioni ponte di tipo finanziario che auspichiamo vengano adottate nei prossimi giorni».
Al momento ammontano a 500 milioni di euro le prenotazioni che risultano già scoperte, visto che ieri il dato Gse ammontava a 3 miliardi. Fino al 31 dicembre altre prenotazioni potranno aggiungersi alla lista d’attesa.
Il Mimit sostiene che, “alla luce dell’alto gradimento” del piano (dopo la prima fase di scarso tiraggio) troverà una soluzione alternativa per coprire le domande in eccesso, “reperendo nuove risorse” anche “attraverso soluzioni di continuità” con il nuovo iperammortamento 5.0 inserito in manovra. In pratica - è una delle idee sul tavolo - le aziende in lista d’attesa con il vecchio piano potrebbero accedere prioritariamente al nuovo.
Ma non è tutto. Perché le imprese devono fare i conti anche con l’imminente esaurimento delle risorse per i crediti d’imposta 4.0: restano infatti solo 200 milioni della dote 2025 fissata in 2,2 miliardi. Anche in questo caso - raggiunto il tetto - il Gse comunicherà l’esaurimento delle risorse.








