Investimenti

Fondi Transizione 5.0 terminati, allarme delle imprese. Urso: al lavoro per nuove risorse

Le prenotazioni dei crediti d’imposta attualmente senza coperture sono già a quota 500 milioni. Intanto è corsa anche sugli incentivi 4.0: il Mimit comunica che restano soltanto 200 milioni

di Nicoletta Picchio

(AdobeStock)

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Grande preoccupazione. È la reazione delle imprese alla notizia, anticipata sul Sole 24 ore di ieri, della fine della disponibilità dei fondi per Transizione 5.0. Dal ministero delle Imprese e del Made in Italy è arrivata ieri una comunicazione ufficiale: le risorse sono esaurite, resta la possibilità di presentare le domande fino al 31 dicembre. Le comunicazioni di prenotazione trasmesse dopo il 7 novembre saranno considerate valide: in caso di nuova disponibilità finanziaria il gestore della piattaforma informerà le aziende secondo l’ordine cronologico.

«È una decisione che mette in difficoltà numerosissime imprese e che sta generando forte preoccupazione. È necessario individuare con urgenza una soluzione per tutelarle ed evitare che si perda fiducia nelle istituzioni e nelle nostre leggi», ha commentato Marco Nocivelli, vice presidente di Confindustria per le Politiche industriali e Made in Italy. «Occorre prevedere che i progetti che si trovano in questa sorta di lista d’attesa senza copertura vengano finanziati attraverso meccanismi di prioritizzazione in vista dell’operatività del nuovo iper ammortamento che partirà del primo gennaio oppure mediante soluzioni ponte di tipo finanziario che auspichiamo vengano adottate nei prossimi giorni».

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Al momento ammontano a 500 milioni di euro le prenotazioni che risultano già scoperte, visto che ieri il dato Gse ammontava a 3 miliardi. Fino al 31 dicembre altre prenotazioni potranno aggiungersi alla lista d’attesa.

Il Mimit sostiene che, “alla luce dell’alto gradimento” del piano (dopo la prima fase di scarso tiraggio) troverà una soluzione alternativa per coprire le domande in eccesso, “reperendo nuove risorse” anche “attraverso soluzioni di continuità” con il nuovo iperammortamento 5.0 inserito in manovra. In pratica - è una delle idee sul tavolo - le aziende in lista d’attesa con il vecchio piano potrebbero accedere prioritariamente al nuovo.

Ma non è tutto. Perché le imprese devono fare i conti anche con l’imminente esaurimento delle risorse per i crediti d’imposta 4.0: restano infatti solo 200 milioni della dote 2025 fissata in 2,2 miliardi. Anche in questo caso - raggiunto il tetto - il Gse comunicherà l’esaurimento delle risorse.

Anche sul territorio la notizia ha destato allarme. Confindustria Vicenza, con la presidente, Barbara Beltrame Giacomello, ha espresso «forte preoccupazione. Si tratta di un intervento che limita senza preavviso l’utilizzo da parte delle imprese a 2,5 miliardi sui 6,3 inizialmente stanziati. Questo si aggiunge ai notevoli ritardi accumulati del corso d’anno. Quelle aziende che pur avendo pianificato o avviato investimenti non hanno fatto in tempo a predisporre la documentazione si trovano escluse nonostante abbiano agito confidando in una misura prevista da una legge dello Stato».

In serata è arrivata anche la dichiarazione del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso,: “Abbiamo già previsto nella legge di Bilancio la nuova Transizione 5.0 che partirà subito, con 4 miliardi per il 2026. C’è stata una significativa accelerazione da parte delle imprese e quindi abbiamo chiuso lo sportello consentendo però di presentare progetti che saranno messi in sequenza secondo la data di presentazione, perché speriamo di poter finanziare questi progetti con altre risorse che stiamo cercando di recuperare»

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