Servizi finanziari

Tra tensioni geopolitiche e innovazione tecnologica si gioca il futuro dei pagamenti mondiali

Stablecoin e intelligenza artificiale rivoluzionano la competitività e i sistemi di pagamento

di Pierangelo Soldavini

4' di lettura

English Version

4' di lettura

English Version

“Conta sempre di più come si muove il denaro, non solo quanto se ne muove”. È chiaro il messaggio del McKinsey Global Payments Report 2025: dopo un quinquennio di crescita impetuosa, i pagamenti globali entrano in una fase meno brillante in termini di crescita sul piano dei ricavi, ma molto più competitiva per quanto riguarda il disegno delle infrastrutture, degli strumenti e delle esperienze.

Quella che un tempo era una ricerca di efficienza universale si è trasformata in una competizione tra diversi sistemi di mercato, ognuno con le proprie filosofie, capacità e vincoli: “Alcuni si concentrano sul controllo e l’interoperabilità attraverso infrastrutture centrali, mentre altri danno priorità alla decentralizzazione, alla programmabilità e alle reti private. Altri ancora stanno integrando i pagamenti in piattaforme, dispositivi e reti tradizionalmente non associati alla finanza”.

Loading...

In questo contesto, il settore dei pagamenti rimane la parte più consistente dei servizi finanziari, generando 2,5 trilioni di dollari di ricavi da 2,0 quadrilioni di dollari di flussi di valore, supportati da 3,6 trilioni di transazioni in tutto il mondo.

Nel quinquennio 2019-2024 i ricavi globali da pagamenti hanno registrato una crescita media del 7% annuo, trainati soprattutto dai tassi d’interesse elevati. La flessione dei tassi, insieme al contesto macroeconomico più debole, alle pressioni sulle commissioni e alla prevalenza di sistemi a basso rendimento, ha frenato la crescita lo scorso anno al 4% rispetto al 12% del 2023.

Entro il 2029 la crescita si stabilizzerà intorno al 4% l’anno – con uno scenario che oscilla tra il 3% in caso di shock e il 6% se la produttività prenderà quota – per un mercato atteso attorno a tre trilioni. Ma il vero spartiacque, sottolinea McKinsey, è che “le scelte di design che si prendono oggi determineranno chi guiderà, chi seguirà e chi resterà indietro”.

Fattori di cambiamento

Sono tre le tendenze strutturali su cui si incardina la trasformazione del mondo dei pagamenti, secondo il report.

La prima è la frammentazione e la regionalizzazione dell’ecosistema, sostenuta dalle continue tensioni geopolitiche e dalla spinta alla “sovranità dei pagamenti”, con la tecnologia che ha abilitato la crescita di sistemi di pagamento prevalentemente locali e regionali, in alternativa alle infrastrutture globali tradizionali. D’altra parte, il pendolo si allontana sempre più dall’universalismo di ieri. In Europa l’attenzione si concentra su schemi domestici e interoperabilità intra-UE; in Asia si ampliano i collegamenti tra sistemi istantanei nazionali; in America Latina il sistema nazionale Pix fa scuola oltre i confini brasiliani.

La traiettoria può portare a un ecosistema multimodale con “passkey” globali, oppure a una frammentazione accentuata che erode gli standard mondiali. Entrambi gli scenari “segnano un allontanamento dal panorama unificato dei pagamenti globali del passato, portando a maggiore frammentazione, complessità e soluzioni localizzate. Per le aziende e gli istituti finanziari, adattarsi a questa nuova realtà richiederà flessibilità, innovazione e una profonda comprensione delle forze che guidano il movimento del denaro”.

La seconda forza è l’accelerazione delle stablecoin e, più in generale, del denaro tokenizzato. Anche se i volumi rimangono una frazione dei pagamenti globali, l’emissione è raddoppiata dall’inizio del 2024 e i casi d’uso si allargano: “Forse la ragione più convincente per adottare le stablecoin è la crescente domanda per il loro utilizzo in applicazioni concrete. Sebbene inizialmente abbiano guadagnato popolarità in settori più di nicchia come il regolamento delle transazioni in criptovalute, il loro potenziale è ora riconosciuto in una gamma più ampia di casi d’uso: i depositi tokenizzati possono consentire ai clienti di ottenere rendimenti intraday pur essendo immediatamente accessibili; le stablecoin possono fornire un modo alternativo per regolare i pagamenti transfrontalieri fornendo una versione “sempre attiva” in tempo reale della rete bancaria corrispondente; e nelle regioni con valute volatili, le stablecoin garantite dalle principali valute globali possono offrire ai consumatori una copertura contro l’inflazione. Stanno iniziando a emergere usi istituzionali, come la gestione della tesoreria B2B, il finanziamento della supply chain e i contratti di riacquisto. Inoltre, la natura “programmabile” delle stablecoin può consentire nuovi casi d’uso, tra cui la risoluzione dei problemi di deposito a garanzia e la possibilità di limitare i benefici governativi a determinate categorie di spesa”.

Un po’ in tutto il mondo si stringono i cordoni regolamentari per quanto riguarda licenze, antiriciclaggio e un tema spinoso come quello delle riserve: per strumenti come le stablecoin che devono garantire la convertibilità alla pari con monete tradizionali la certificazione e la disponibilità di liquidità diventa fondamentale per evitare instabilità. Le istituzioni finanziarie internazionali continuano a denunciare i rischi elevati per il sistema globale che affondano le loro radici nella fragilità degli emittenti senza riserva piena e nei possibili effetti domino da eventuali lacune di copertura, ma anche dall’incoerenza normativa tra giurisdizioni.

Come terzo trend di cambiamento non si può tralasciare l’intelligenza artificiale, dalla produttività “dietro le quinte” all’AI agentica che inizia a gestire decisioni di pagamento al posto dell’utente. Oggi l’AI è usata prevalentemente per ottimizzare i percorsi di autorizzazione, automatizzare riconciliazioni e regolamenti, potenziare antifrode e gestione del rischio. Domani sposterà il fronte competitivo: “L’AI agentica crea un nuovo campo di battaglia all’edge, dove gli agenti possono selezionare, ottimizzare e transare per conto degli umani”.

I primi numeri testimoniano la crescente rilevanza della nuova frontiera tecnologica: il 10% dei consumatori usa già l’AI per avviare lo shopping e uno su cinque si dichiara a proprio agio nel far acquistare a un agente. Domani saranno proprio gli operatori agentici a definire il processo di acquisto chiudendolo in maniera autonoma con il sistema di pagamento con il sistema più conveniente per il consumatore, che sia la carta o il wallet con cashback, la rateazione del “buy now pay later” o una criptovaluta.

Bcg arriva a prevedere che nei prossimi anni oltre mille miliardi di dollari, pari a circa il 50% della spesa totale dell’ecommerce attuale, potrebbero essere assistiti da agenti, con un’adozione precoce concentrata sugli acquisti più di routine come generi alimentari, ordini al ristorante e prodotti per la cura della persona.

La frammentazione dei sistemi di pagamento si interseca quindi con la moltiplicazione degli strumenti. Se oggi le persone sono abituate a dover scegliere tra il contante e una forma digitale di denaro, che già si differenzia tra carte e wallet digitali, sempre più in maniera contactless, domani gli strumenti si moltiplicheranno: critpovalute, stablecoin, pagamenti flessibili, rateizzabili e programmabili, account-to-account. Fino ai sistemi del tutto invisibili, laddove si pagherà senza neanche tirare fuori dalla tasca lo smartphone.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti