Olimpiadi

Tra la Senna e il podio: l’attesa degli azzurri al via di Parigi 2024

Se il resto del mondo olimpico e mediatico guarda allo spettacolo in arrivo stasera, e ai rischi organizzativi e logistici collegati, loro, gli atleti, pensano principalmente alle sfide a cinque cerchi ormai imminenti

di Dario Ricci

epa11496579 The Olympics Rings are displayed on the Eiffel Tower ahead of the opening ceremony of the Paris 2024 Olympic Games, in Paris, France, 25 July 2024. The opening ceremony of the Paris 2024 Olympic Games will begin on 26 July with a nautical parade on the Seine river and end on the protocol stage in front of the Eiffel Tower. EPA/ALI HAIDER

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Parigi - “Io purtroppo non potrò prendere parte alla cerimonia d’apertura, per non stancarmi troppo in vista dell’impegno in pedana che mi attende già domattina, ma essendo la compagna di stanza di Arianna, l’aiuterò a prepararsi e a truccarsi, e le ho già detto che tutti noi la guarderemo in tv e non le faremo mancare il nostro supporto!”. Le parole che Rossella Fiamingo, 33enne catanese, una delle lame più appuntite della nostra scherma (plurimedagliata nella spada, dove è stata argento individuale a Rio2016 e bronzo a squadre a Tokyo2020) dedica alla compagna di stanza nonché portabandiera azzurra Arianna Errigo danno bene l’idea dell’atmosfera che si respira nella spedizione italiana a poche ore dall’inizio ufficiale dei Giochi Olimpici di Parigi2024. Chi ci sarà – come Errigo e Gimbo Tamberi, i nostri due portabandiera, appunto – oltre al Paese intero, rappresenterà anche chi alla cerimonia che avrà nei battelli che solcheranno la Senna i veri protagonisti non potrà partecipare, causa gli impegni agonistici imminenti già dalle prime ore di sabato mattina. E allora chi non ci sarà (circa la metà dei 402 azzurri presenti ai Giochi) farà il tifo davanti alla tv nel Villaggio Olimpico, pronto a scaricare poi in campo l’adrenalina (e un pizzico di rimpianto) accumulati in poltrona davanti allo schermo.

Attesa

Sì, perché se il resto del mondo olimpico e mediatico guarda allo spettacolo in arrivo stasera, e ai rischi organizzativi e logistici collegati, loro, gli atleti, pensano principalmente alle sfide a cinque cerchi ormai imminenti. Lo intuisci incrociandone sguardi e atteggiamenti mentre cammini lungo le vie colorate del Villaggi Olimpico, o intervistandoli ormai a poche ore dall’esordio in gara. “La differenza con Tokyo? Certo la presenza del pubblico, tre anni fa in Giappone assente causa Covid e che ora troveremo ancor più numeroso alle finali, è un aspetto non da poco – sottolinea la 27enne savonese Chiara Rebagliati, prima azzurra a gareggiare già ieri nel ranking round del tiro con l’arco – ma intanto stavolta voglio godermi proprio le emozioni della cerimonia d’apertura, che finalmente potrà essere in pieno stile olimpico”. Thomas Ceccon invece, punta di diamante della nostra spedizione di nuoto e pure lui costretto dal calendario a rinunciare alla prestigiosa passerella sulla Senna, si aggrappa all’emozione provata proprio al Villaggio nell’incontrare il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: ”Me lo sono ritrovato a pranzo a poche sedie dalla mia, ed è stata un’emozione fortissima – dichiara il 23enne veneto già argento con la 4x100 sl e bronzo nella 4x100 misti a Tokyo, e bicampione iridato nei 50 farfalla e 100 dorso, gara di cui detiene anche il primato mondiale -: abbiamo scherzato sul fatto che la sua visita ci avesse costretto a cambiare un po’ i programmi mattutini, ma ad averne di visite come la sua durante i Giochi, per la forza di quello che rappresenta e l’entusiasmo che ha trasmesso a tutti noi!”

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Veterani

Sottorete, invece, tanti veterani di avventure a cinque cerchi. Normale che lo sia Fefé De Giorgi, timoniere dell’Italvolley maschile che – al pari di quella femminile guidata da Julio Velasco, il demiurgo della Generazione dei Fenomeni di cui Fefé fece parte e a cui sempre è sfuggito proprio l’oro olimpico – è tra le favorite anche stavolta. “Con Julio ci sentiamo spesso, anche ieri mattina, e ci siamo detti entrambi sorpresi di ritrovarci insieme, in questo ruolo, a questo punto delle nostre vite e delle nostre carriere! Ma intanto proveremo a goderci questa cerimonia, anche se la testa è già al Brasile, che lunedi c’aspetta per un esordio olimpico che più impegnativo non si potrebbe”. E al Brasile già pensa pure il capitano e palleggiatore azzurro, Simone Giannelli, che a 27 anni è alla sua terza Olimpiade e che al collo ha già l’argento dolceamaro conquistato nella finale del 2016 a Rio de Janeiro proprio contro i verdeoro:” Siamo qui per scrivere un’altra storia, la nostra – ci dice con parole chiare e inequivocabili – il resto, dai campioni delle generazioni precedenti alle vittorie o le sconfitte che abbiamo ottenuto, è già acqua alle nostre spalle”. Già da stasera, tra i flutti della Senna, c’è l’occasione per trovare la rotta giusta verso il podio di Parigi.

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