Tra psicosi e dazi reali le strategie dei brand per rassicurare i mercati
È il tempo dell’economia dell’incertezza, che si traduce in campagne di marketing difensive
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Una coincidenza che suona quasi come un segno premonitore. La partenza dei dazi decisa dall’amministrazione americana guidata da Donald Trump cade in questo inizio di aprile che per i canadesi da sempre è la stagione migliore per la produzione di sciroppo d’acero.
Ancora oggi in questa terra verdissima se ne estrae il 71% di tutta la quota mondiale. Ecco, c’è solo una breve finestra di un mese durante la quale viene prodotto tutto lo sciroppo per un anno intero ed è proprio questa. Anche questo prodotto da guinness viene raccontato nella nuova campagna pubblicitaria realizzata in America dal Global Affairs Canada (Gac) , dipartimento del governo canadese fondato nel 1909 e responsabile della gestione delle relazioni diplomatiche.
Grazie a cartelloni digitali distribuiti in 13 Stati americani Ottawa vuole sensibilizzare gli americani sugli impatti economici dei dazi imposti da Trump definendoli “una tassa sul conto della spesa degli americani”.
«La campagna educativa è un investimento strategico negli interessi economici a lungo termine. Le tariffe si traducono in un aumento dei costi per gli elementi essenziali di tutti i giorni, tra cui carburante e generi alimentari. Lo scopo dei cartelloni pubblicitari digitali è quello di aumentare la comprensione del pubblico americano e contrastare la disinformazione», ha spiegato John Babcock, portavoce del dipartimento.
In molti anche sui social auspicano la partecipazione di Pierre Faucher, il boscaiolo diventato imprenditore e simbolo del lavoro per l’estrazione dello sciroppo d’acero, a capo della Sucrerie de la Montagne, un’ora a ovest da Montreal. Qui Faucher, oggi settantatreenne, estrae da quarant’anni la linfa d’acero manualmente facendo 3.500 fori poco profondi negli alberi e attaccando rubinetti collegati a secchi per la raccolta.







