Trasporti

Tir, imprese contro divieto di sorpasso in A1

La decisione di Aspi: sei mesi su tratta Incisa-Chiusi. Gli operatori dei trasporti: aumento dei tempi medi di 30 minuti e dei costi

di Marco Morino

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La decisione di Autostrade per l’Italia (Aspi) di vietare, dallo scorso 3 novembre, il sorpasso ai Tir nel tratto toscano dell’Autostrada del Sole (A1) sta alimentando polemiche e malumori nel mondo dell’autotrasporto merci. Le associazioni di categoria parlano apertamente di «una misura unilaterale che penalizza il trasporto e la logistica» e chiedono la convocazione urgente di un tavolo con ministero dei Trasporti e Aspi per valutare «l’effettiva utilità della misura e individuare soluzioni più equilibrate».

Ma andiamo con ordine. Il provvedimento, che interessa un tratto di circa 90 chilometri in entrambe le direzioni tra i caselli di Incisa-Reggello (Firenze) e Chiusi (Siena), riguarda uno dei segmenti più trafficati e complessi dell’intera rete autostradale nazionale. I veicoli colpiti dal divieto sono quelli con massa complessiva superiore alle 12 tonnellate. Il tratto in questione è a due corsie per senso di marcia, privo di gallerie ma con una conformazione orografica articolata e registra una quota di traffico pesante pari a circa il 30% del totale, superiore alla media nazionale.

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Il divieto ha carattere sperimentale e durerà sei mesi. Al termine del periodo, Autostrade per l’Italia, insieme al ministero dei Trasporti, agli enti locali e alle prefetture, valuterà i dati raccolti per decidere se renderlo permanente o eventualmente estenderlo ad altri tratti analoghi. Il divieto di sorpasso prevede sanzioni fino a 666 euro, la sospensione della patente da uno a tre mesi e la decurtazione di dieci punti. La Polizia Stradale, in collaborazione con le prefetture, garantirà i controlli lungo il tratto interessato.

Ma l’autotrasporto non ci sta. Secondo le imprese la misura è stata adottata senza alcun confronto con le associazioni rappresentative del settore dell’autotrasporto e della logistica, che operano quotidianamente su quella tratta e ne conoscono le criticità reali. Dice Alessandro Peron, segretario genarle della Fiap: «Una decisione unilaterale di questa portata, che incide direttamente sui tempi di percorrenza, sui costi operativi e sull’organizzazione dei trasporti, non può essere presa senza un tavolo di confronto con chi rappresenta le imprese». Secondo le prime stime, il divieto di sorpasso potrebbe determinare un aumento dei tempi di percorrenza fino a 30 minuti per tratta, con ripercussioni sui costi del carburante, sui turni di guida degli autisti e sulla puntualità delle consegne, in particolare per i trasporti alimentari, farmaceutici e per la distribuzione a domicilio, dove ogni minuto conta.

Fiap ricorda che il tratto rappresenta un asse strategico per i collegamenti Nord-Sud e per la mobilità delle merci da e verso i principali centri produttivi del Centro Italia. Aggiunge Peron: «La sicurezza stradale è una priorità condivisa da tutto il settore, ma non può essere perseguita con misure che penalizzano solo i veicoli industriali. Se Autostrade per l’Italia e le istituzioni competenti non ritireranno questa misura e non apriranno un tavolo concreto e vincolante, Fiap non resterà a guardare».

Per Maurizio Longo, segretario generale di Trasportounito, la scelta di vietare il sorpasso ai Tir per 90 chilometri sull’A1 rischia di produrre «l’effetto diametralmente opposto» generando pericoli alla sicurezza con code interminabili, incolonnamenti di vetture, paralizzando spesso entrambe le corsie di marcia e spingendo un numero che sarà inevitabilmente crescente di autotrasportatori «a scegliere, in confronto alle ore di coda e ai pedaggi in autostrada, l’unica opzione alternativa possibile: l’utilizzo della viabilità ordinaria». Anche Trasportounito rimarca come questa misura sia applicata «in assenza di un qualsivoglia confronto preliminare con le categorie interessate».

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