Verso il 2026

Milano-Cortina, Thomas Bach: «Italia pronta a scrivere il prossimo capitolo della storia olimpica»

«One year to go», al Piccolo Teatro la cerimonia per i Giochi invernali italiani diffusi e sostenibili. Salvini: «3,5 miliardi di investimenti per 94 opere»

di Marco Bellinazzo

The president of the International Olympic Committee (IOC), Thomas Bach,  an representatives of Olympic Committees pose for photos during the 'One Year To Go to the Milano-Cortina 2026 Winter Olympic Games" event in Milan, Italy, 6 February 2025. ANSA/DANIEL DAL ZENNARO

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Emozioni. Orgoglio per il lavoro fatto. Un pizzico di ansia per quello che dovrà essere fatto nel prossimo anno. La sensazione di essere sulla buona strada e di aver creato una sinergia di squadra che funziona. Questi i sentimenti che hanno condito la cerimonia che dà ufficialmente il via al conto alla rovescia per i Giochi olimpici e paralimpici invernali del 2026, al Piccolo Teatro del capoluogo lombardo. Giochi sostenibili in ossequio all’agenda del Cio e diffuse sul territorio. La kermesse a Cinque Cerchi infatti vedrà coinvolte tre Regioni e nove località: Milano per la Cerimonia di apertura, l’hockey su ghiaccio, il pattinaggio di velocità, il pattinaggio di figura e lo short track; Verona per la Cerimonia di chiusura e di Apertura Paralimpiadi; Livigno (sci freestyle e snowboard) e lo Stelvio (sci alpino maschile e alpinismo); Cortina (Cerimonia di chiusura Paralimpiadi, sci alpino femminile sulle Tofane, curling e sport di scivolamento); Anterselva (biathlon); Val di Fiemme con Predazzo (salto con gli sci) e Tesero (sci di fondo).

«One year to go»

«L’Italia è pronta a scrivere il prossimo capitolo della sua storia olimpica» ha esordito il presidente del Cio Thomas Bach. «Con piacere vorrei invitare i vari atleti del mondo a tornare in Italia per celebrare i giochi Olimpici invernali. Ho avuto l’occasione di saggiare di persona il sostegno del governo italiano tramite la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e da parte dei ministri. Sono tutti impegnati per garantire il successo dei Giochi .La staffetta della torcia porterà la fiamma olimpica in tutte le province italiane. Ma l’eredità di Milano-Cortina sta prendendo forma molto prima dell’accensione della torcia».

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«Per Milano un evento significativo - ha dato il là ai saluti istituzionali il sindaco di Milano Giuseppe Sala -. Ci sono 365 giorni di lavoro ancora da fare. Non si tratta solo di sport ma di un evento che parla di sostenibilità e stili di vita. Questo è uno sforzo comune da fare in quest’ultimo anno. Da recenti sondaggi gli italiani vogliono le Olimpiadi. Abbiamo vissuto Expo e sappiamo come si gestisce un grande evento. In un momento storico in cui ci si divide su tutto, siamo tutti d’accordo sul beneficio che Milano ha avuto da Expo e sono sicuro avrà ancora benefici dalle Olimpiadi».

«Sono stati anni impegnativi, Cortina ha colto l’opportunità per rinnovarsi non solo dal punto di vista sportivo ma anche come riqualificazione del territorio - gli ha fatto eco il primo cittadino di Cortina Gianluca Lorenzi -. Ora l’ultimo miglio è quello più importante. Faremo vedere al mondo che saranno le olimpiadi più belle di sempre. Lo sliding centre che ai Giochi olimpici invernali del 2026 ospiterà le gare di bob, skeleton e slittino finalmente è concreto, lo vedremo a marzo, ci abbiamo creduto e lo portiamo a termine».

“Ghe sem, in milanese”, “Ghe semo, in veneto”, i saluti dei Governatore lombardo Attilio Fontana e del Veneto Luca Zaia che hanno rimarcato il concetto di Olimpiadi diffuse e sostenibili che caratterizza l’edizione italiana dei prossimi Giochi invernali. «Qualcosa di unico che ci dovremo ricordare per tutta la vita - ha aggiunto Fontana - Dobbiamo coinvolgere sempre di più i cittadini e coinvolgerli nello spirito olimpico. Saranno Olimpiadi diffuse, con una grande legacy e tantissime cose che lasceremo sul territorio. E poi, nel 2028 avremo le Olimpiadi giovanili. Ringrazio il presidente del Cio Thomas Bach, che proprio la settimana scorsa ha assegnato alla Lombardia questo importante evento».

«Anche noi siamo pronti - ha detto Zaia -. Voglio anche io ringraziare il Cio e Thomas Bach. Sentiamo la responsabilità di questa organizzazione, per questo voglio ringraziare gli oltre 60mila volontari che ci stanno dando una mano».

Il ministro Abodi e il presidente del Coni

«Questi 365 giorni che passeranno velocemente. Abbiamo tante cose da fare ma siamo pronti. Conosciamo il percorso e abbiamo una bussola che ci orienta all’obbiettivo finale. Coltiviamo però un sogno, quello di andare oltre per migliorare nostra società e benessere della nazione» ha sottolineato il ministro per lo Sport e i giovani Andrea Abodi.

«Il nostro obiettivo è che l’Italia esca in modo meraviglioso agli occhi del mondo da questi Giochi e, quando si spegnerà l’ultima luce dall’evento, saremo sicuri che tutti saranno molto orgogliosi di essere italiani - ha aggiunto il presidente del Coni e della Fondazione Milano Cortina, Giovanni Malagò -. Siano molto consci della responsabilità che abbiamo per rispettare e migliorare le enormi aspettative su questo evento, e sappiamo cosa dobbiamo fare da qui a un anno. A nome di tutta la squadra della Fondazione siamo consci delle responsabilità che abbiamo per rispettare e anzi migliorare le enormi aspettative. Il nostro obiettivo è che l’Italia esca in modo meraviglioso agli occhi del mondo. E lo sport è il modo migliore per fare tutto questo. Solo dopo la fine delle Paralimpiadi ci sarà il giudizio del mondo, ma siamo sicuro che tutti saremo orgogliosi di essere italiani. Ringrazio la società Simico, finanziata al 100% dal governo, e il ministro per le Infrastrutture Matteo Salvini. Viva Milano-Cortina».

Il ministro delle Infrastrutture Salvini

«Mi dispiace che non ci sia l’intero arco alpino, qualcuno anni fa per motivi ideologici si tirò indietro» ha affermato il ministro per le Infrastrutture e trasporti Matteo Salvini, ricordando i «3,5 miliardi di investimenti per 94 opere». «Ringrazio Bach per aver creduto nell’Italia, penso sia la vittoria e il trionfo dell’Italia dei sì. Noi oggi celebriamo quello che c’è, dietro alle quinte ricordiamo ricorsi, controricorsi, titoloni di quotidiani nazionali che dicevano che le Olimpiadi non si faranno, con comitati che si abbracciavano agli alberi perché non erano Giochi sostenibili».

«Di questi Giochi mi porto dietro negli occhi gli operai stranieri che a Livigno lavorano a -12, quella è inclusione. La sfida di questo anno è che sia l’Olimpiade di tutti, non solo di chi se lo può permettere ma anche delle periferie. Ci guarderanno 2 miliardi di persone e se qualcuno poi verrà in Italia vuol dire avremo fatto un grande lavoro».

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