La legge di Bilancio

Manovra alla Camera: dal taglio del cuneo ai ritocchi alle pensioni, tutte le misure

Le audizioni davanti alle commissioni Bilancio del Parlamento - secondo quanto viene riferito - dovrebbero iniziare il 28 ottobre mentre il termine degli emendamenti dovrebbe essere fissato fra l’8 e il 10 novembre

di Redazione Roma

L’esame parlamentare della manovra 2025 inizia dalla Camera.

9' di lettura

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Il testo della manovra di bilancio 2025, approvato dal Quirinale è stato depositato alla Camera. Contiene 144 articoli, che comprendono le misure fiscali, come il taglio del cuneo e il riordino delle detrazioni, le norme sulle pensioni e quelle sulla revisione della spesa.

Verso audizioni dal 28, emendamenti tra 8 e 10 novembre

L’esame della manovra dunque quest’anno partirà dalla Camera, in base al principio dell’alternanza. Le audizioni davanti alle commissioni Bilancio del Parlamento - secondo quanto viene riferito - dovrebbero iniziare il 28 ottobre mentre il termine degli emendamenti dovrebbe essere fissato fra l’8 e il 10 novembre. Tre i relatori di maggioranza: per Fratelli d’Italia Ylenja Lucaselli, per FI Mauro D’Attis e per la Lega Silvana Comaroli.

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Tetto a compensi enti per nomine da primo gennaio

Il taglio dello stipendio previsto dalla manovra 2025 non riguarderà i top manager della Pa. Sono escluse le agenzie fiscali, le autorità indipendenti (Concorrenza, Privacy eccetera), gli enti pubblici economici, i ministeri, l’Inps,l’Inail, Istat, i comuni, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, gli organi costituzionali e a rilevanza costituzionale, così come tutti gli enti del servizio sanitario nazionale. Sotto la tagliola della sforbiciata del 50% ricadranno invece tutti i compensi degli organi amministrativi di vertice degli enti che «ricevono, anche in modo indiretto e sotto qualsiasi forma, contributi a carico della finanza pubblica».

L’articolo 111 della nuova legge di Bilancio infatti dispone che questi compensi non potranno superare «il limite dell’importo annuo corrispondente al 50% del trattamento economico complessivo annuo lordo» riconosciuto al primo presidente della Corte di Cassazione. Dunque nessun impatto retroattivo sugli emolumenti sui contratti in corso. A definire l’esatto perimetro degli enti e degli organismi che saranno soggetti al taglio degli stipendi sarà comunque un Dpcm (decreto del presidente del consiglio dei ministri) che dovrà essere emanato entro 180 giorni dall’entrata in vigore della legge di Bilancio (1 gennaio 2025).

Rappresentante Mef negli enti per controllo spesa

La stretta sugli enti che ricevono contributi pubblici arriva non solo sui compensi: «al fine di potenziare le funzioni di controllo e di monitoraggio della finanza pubblica», un rappresentante del Mef siederà nei collegi di revisione o sindacali. La norma prevista dalla manovra si applica però solo se il contributo a carico dello Stato è «di entità significativa». Il livello di “significatività” sarà stabilito con Dpcm su proposta del Mef entro la fine di marzo 2025. Nell’attesa è stabilito a 100.000 euro annui. Sono escluse le società controllate degli enti locali. Allo stesso tempo, a partire dal 2025, gli enti non potranno effettuare spese per l’acquisto di beni e servizi superiori a quelle del 2021, 2022 e 2023.

Per le banche arriva il rinvio delle deduzioni

Per le banche arriva il rinvio delle deduzioni delle quote delle svalutazioni e perdite dei crediti e dell’avviamento correlate alle Dta. Lo prevede la legge di bilancio. La deduzione della quota dell’11% dei componenti negativi ai fini Ires e dell’Irap del 2025, è differita «in quote costanti, al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2026 e ai tre successivi». Quella del 4,7% per il periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2026, «è differita, in quote costanti, al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2027 e ai due successivi». Quelle del 13% e del 10% per i periodi d’imposta 2025 e 2026 sono differite «in quote costanti, rispettivamente» al 2026 e ai tre anni successivi e al 2027 e ai due anni successivi.

Cuneo cambia: bonus fino a 20mila, poi più detrazioni lavoro

Cambia il meccanismo che consente di rafforzare le busta paga dei lavoratori dipendenti fino a 40mila euro, estendendo gli effetti previsti prima fino a 35mila euro con il taglio del cuneo contributivo. Il primo articolo normativo della legge di bilancio conferma le attuali aliquote Irpef e alza la base delle detrazioni sul lavoro da 1.880 a 1.955 euro. Poi prevede, fino a 20.000 euro di reddito, il riconoscimento di un bonus non tassabile che varia in funzione del guadagno: 7,1% fino a 8.500 euro, 5,3 per cento tra 8.500 e 15.000 euro, 4,8 per cento tra 15.000 e 20 mila euro. Superato questo importo si passa ad un meccanismo di detrazioni aggiuntive che vanno riconosciute in busta paga: 1.000 euro tra 20mila e 32mila euro, e poi un decalage fino a 40mila euro.

Pensioni minime su di 3 euro nel 2025 a 617,9 euro

Per le pensioni di importo pari o inferiore al trattamento minimo nel 2025 ci sarà un incremento del 2,2% e dell’1,3% nel 2026. Lo si legge nella manovra di Bilancio. Quest’ano scadeva l’aumento del 2,7% previsto con la legge di Bilancio per il 2024. Le pensioni arriveranno a 617,9 euro dai 614,77 attuali perché la base di calcolo è quella precedente all’aumento del 2,7% dato l’anno scorso maggiorata con il recupero dell’inflazione pari all’1%.

Bonus Maroni agevolato per chi esce con Quota 103

Agevolazione in arrivo per chi volesse avvalersi del cosiddetto bonus Maroni. I lavoratori con i requisiti per l’accesso a Quota 103 (62 anni di età e 41 di contributi oltre al periodo di finestra mobile) che decidessero di restare al lavoro «possono rinunciare all’accredito contributivo della quota dei contributi a proprio carico» e riceverli in busta paga. Il datore di lavoro li verserà nella retribuzione e sarà esonerato dal versamento di questa quota all’Inps. La manovra di bilancio chiarisce come questi contributi (pari al 9,19% della retribuzione) non concorrano alla formazione del reddito.

Nella pubblica amministrazione fino a 70 anni se accordo con amministrazione

Le amministrazioni pubbliche «anche per lo svolgimento di attività di tutoraggio e di affiancamento ai neoassunti e per esigenze funzionali non diversamente assolvibili, possono trattenere in servizio, previa disponibilità dell’interessato, nei limiti del dieci per cento delle facoltà assunzionali il personale dipendente con esclusione del personale delle magistrature e degli avvocati e procuratori dello Stato, di cui ritengono necessario continuare ad avvalersi». Il personale, non può permanere in servizio oltre il compimento del settantesimo anno di età.

Bonus mamme almeno 2 figli esteso a lavoratrici autonome

Il bonus mamme lavoratrici con almeno due figli è esteso anche alle autonome. Lo prevede il ddl Bilancio depositato alle Camere. A decorrere dall’anno 2025 è riconosciuto, nel limite di spesa di 300 milioni di euro annui, un parziale esonero contributivo della quota dei contributi previdenziali per le lavoratrici dipendenti, a esclusione dei rapporti di lavoro domestico, e autonome che percepiscono almeno uno tra redditi di lavoro autonomo, redditi d’impresa in contabilità ordinaria, redditi d’impresa in contabilità semplificata o redditi da partecipazione e che non hanno optato per il regime forfetario. Le lavoratrici devono essere madri di due o più figli e l’esonero contributivo spetta fino ai dieci anni del figlio più piccolo e, a decorrere dall’anno 2027, se madri di tre o più figli, l’esonero contributivo spetta fino ai 18 anni del figlio più piccolo. L’esonero contributivo spetta a condizione che la retribuzione o il reddito imponibile ai fini previdenziali non sia superiore all’importo di 40.000 euro su base annua.

Bonus nuove nascite mille euro con Isee fino a 40mila euro

«Al fine di incentivare la natalità e contribuire alle spese per il suo sostegno» è disposto per ogni figlio nato o adottato dal primo gennaio 2025 un “bonus nuove nascite” una tantum di mille euro. L’importo, erogato nel mese successivo al mese di nascita o adozione, non concorre alla formazione del reddito ed è corrisposto per i figli di cittadini italiani, di uno Stato Ue o di uno Stato non appartenente all’Ue in possesso del permesso di soggiorno europeo “per soggiornanti di lungo periodo o titolari di permesso unico di lavoro” o per motivi di ricerca di almeno sei mesi. La condizione prevista è che il nucleo familiare abbia un Isee inferiore a 40.000 euro annui. Il costo della misura è di 330 milioni nel 2025 e 360 milioni nel 2026.

Spese sanità fuori da detrazioni, mutui fino al 2024

Le spese sanitarie e quelle relative ai mutui per la casa sono escluse dal tetto della revisione delle detrazioni prevista dalla manovra. È quanto emerge dal testo depositato dalla Camera. «Sono escluse dal computo dell’ammontare complessivo degli oneri e delle spese - si legge - le spese sanitarie detraibili» così come «sono esclusi» gli oneri «sostenuti in dipendenza di prestiti o mutui contratti fino al 31 dicembre 2024». Inoltre «a fini del presente articolo il reddito complessivo è assunto al netto del reddito dell’unità immobiliare adibita ad abitazione principale».

Tetto detrazioni sopra 75mila euro, stretta su monoreddito

Stretta sulle detrazioni per chi ha un reddito oltre i 75mila euro ma con vantaggi che crescono in base al numero dei figli. In base al testo della manovra - infatti - chi ha un reddito tra i 75mila e i 100mila euro potrà portare in detrazione fino a un massimo di 14mila euro, 8mila oltre i 100mila. In assenza di figli la cifra è dimezzata (moltiplicata per il coefficiente di 0.5) per quanti hanno un solo figlio ridotta moltiplicando per un coefficiente di 0.85, resta pari se si hanno più di tre figli o figli con disabilità. Un contribuente oltre i 100mila senza figli potrà detrarre a conti fatti 4mila euro.

Imposta su Bitcoin al 42% e stretta su servizi digitali

Confermata la stretta sulle operazioni in criptovalute come il Bitcoin. Scatta l’aumento, sulle plusvalenze e gli altri proventi, dell’imposta sostitutiva applicata all’aliquota del 42%. Decade inoltre il tetto dei ricavi per le imprese passibili di imposta sui servizi digitali, cioè i soggetti esercenti attività d’impresa che realizzano ricavi derivanti da servizi digitali nel territorio dello Stato.

10,85 miliardi in 3 anni per contratti pubblici

Per il rinnovo dei contratti pubblici per il 2025-27 la manovra stanzia 10,855 miliardi in tre anni. «Per il triennio 2025-2027 - si legge - gli oneri posti a carico del bilancio statale per la contrattazione collettiva nazionale e per i miglioramenti economici del personale statale in regime di diritto pubblico sono complessivamente determinati in 1.755 milioni di euro per l’anno 2025, 3.550 milioni di euro per l’anno 2026 e 5.550 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2027».

Stop sussidio di disoccupazione a rimpatriati

Dal 2025 non ci sarà più il sussidio di disoccupazione per i lavoratori rimpatriati previsto dalla legge 402 del 1975. Questa legge prevede che in caso di disoccupazione derivante da licenziamento ovvero da mancato rinnovo del contratto di lavoro stagionale da parte del datore di lavoro all’estero, i lavoratori italiani rimpatriati, nonché i lavoratori frontalieri, abbiano «diritto al trattamento ordinario di disoccupazione per un periodo di 180 giorni, detratto il periodo eventualmente indennizzato in base a norme di accordi internazionali». «La legge 25 luglio 1975, n. 402 - si legge nella manovra - non si applica alle cessazioni del rapporto di lavoro intervenute a partire dal 1° gennaio 2025».

Contributo a conti pubblici di 50 milioni l’anno da Aci

Per concorrere al raggiungimento degli obiettivi programmatici di finanza pubblica, a decorrere dall’anno 2025, anche l’Automobile Club d’Italia provvede a versare all’entrata del bilancio dello Stato una somma pari a 50 milioni annui. Le risorse restano acquisite all’erario.

Stock option deducibili al momento dell’assegnazione

Stock option deducibili al momento dell’assegnazione effettiva. Lo conferma la Manovra, appena trasmessa alla Camera, alla disposizione sugli «accantonamenti degli oneri connessi ai piani di stock option». Nel testo si legge che «i componenti negativi imputati a conto economico in relazione alle operazioni con pagamento basato su azioni regolate con propri strumenti rappresentativi di capitale ovvero con azioni di altre società del gruppo sono deducibili al momento dell’assegnazione; in tale momento sono altresì riconosciuti i maggiori valori delle partecipazioni iscritti in bilancio dalle società del gruppo i cui strumenti rappresentativi di capitale sono assegnati a seguito di tali operazioni. Le disposizioni si applicano alle operazioni con pagamento basato su azioni i cui relativi oneri sono rilevati per la prima volta nei bilanci relativi all’esercizio in corso alla data del 31 dicembre 2025 o nei successivi».

Limite alla spesa per personale Rai, tagli dal 2026

Per ridurre «gli oneri di esercizio», la Rai nel 2025 non potrà aumentare le spese per il personale e per gli incarichi di consulenza, che non potranno superare il livello del 2023. E nel 2026 dovrà ridurre la spesa per personale e consulenza di almeno il 2% rispetto alla media delle spese sostenute nel triennio 2021-2023. Lo prevede un articolo della legge di bilancio. Per l’anno 2027, la riduzione della spesa sale al 4%.

Controversie sulla cittadinanza,arriva tassa da 600 euro

Un contributo unificato, vale a dire la tassazione per le spese degli atti giudiziari, pari a 600 euro per le controversie in materia di accertamento della cittadinanza italiana. Lo prevede la manovra, che aggiunge un nuovo comma al Testo unico sulle spese di giustizia. Il contributo - si legge - è dovuto per ciascuna parte ricorrente, anche se la domanda è proposta congiuntamente nel medesimo giudizio. La legislazione già prevede il pagamento dei contributi unificati nei casi ad esempio di richiesta della cittadinanza.

Estrazione settimana aggiuntiva per Superenalotto

Dal 2025 nella giornata di venerdì ci sarà una estrazione settimanale aggiuntiva dei giochi del Lotto e del Superenalotto. Lo si legge nella manovra di Bilancio. Se tale estrazione aggiuntiva ricorre in un giorno di festività riconosciuta agli effetti civili su tutto il territorio nazionale sarà posticipata al primo giorno feriale successivo ovvero, in casi eccezionali, è anticipata al primo giorno feriale antecedente, con provvedimento direttoriale dell’Agenzia delle dogane, garantendo la continuità progressiva dei concorsi. Il Fondo per le emergenze nazionali è incrementato di 50 milioni di euro annui a decorrere dal 2025.

Le richieste dei partiti

I partiti, anche di maggioranza, avanzano le proprie richieste di possibili modifiche. «Non siamo felicissimi - sottolinea senza mezzi termini il capogruppo di FI in commissione Bilancio al Senato, Dario Damiani - del tetto agli stipendi dei manager pubblici. In questi anni, proprio a causa del tetto, molti manager hanno lasciato la pubblica amministrazione per le aziende private. Serve una riflessione». E se FI fa capire che proverà a modificare questa misura la Lega, dal canto suo, annuncia che proporrà modifiche al decreto fiscale collegato. «L’anno scorso grazie alla Lega - rivendica il presidente della commissione Attività produttive della Camera, Alberto Gusmeroli - si è provveduto a rateizzare il maxi-acconto di novembre 2023 per i contribuenti. Quest’anno l’obiettivo è non solo rendere strutturale la misura ma anche estenderla ai contributi Inps».

 

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