Innovazione

Tef: 130 milioni in 15 mesi. La scienza diventa impresa

Con l’ingresso nel nuovo polo della Bovisa, Tech Europe Foundation compie un ulteriore passo verso i propri obiettivi, dopo la fusione tra Polihub e Bocconi For Innovation e l’avvio dei programmi

di Giovanna Mancini

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Un progetto aperto, una piattaforma «che converta sistematicamente la scienza in azienda», per usare le parole del suo ceo, Luca de Angelis. La Tech Europe Foundation (Tef) nasce per colmare un vuoto che caratterizza da troppo tempo l’Italia e l’Europa e che negli ultimi anni, con l’accelerazione impressa dall’intelligenza artificiale, ha generato un divario enorme nei confronti degli Stati Uniti e della Cina.

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«Oggi le più grandi società globali sono sempre di più aziende ad alto contenuto di ricerca, si pensi alle Ipo del momento: Anthropic e Open AI fanno ricerca di frontiera, Space X fa prodotti di altissima ingegneria – osserva de Angelis –. Al tempo stesso, il time to market del prodotto si sta comprimendo sempre di più. L’Europa sembra essere fuori da tutto questo e non per una carenza di materia prima, di capacità o qualità della ricerca e nemmeno di fondi».

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Ritardo e potenzialità dell’Italia

Quello che manca nel nostro Paese, secondo il ceo di Tef, «è un meccanismo che crei e sostenga le idee». Per realizzarlo, servono tre cose, oggi assenti o carenti in Italia: incentivi alla ricerca breakthrough (che si concentrano cioè su tecnologie ad alto rischio e alto impatto), capitale manageriale e, soprattutto, cultura della crescita.

«Noi siamo nati per fare questo – spiega de Angelis – e lo facciamo con l’ambizione di avere mille start up all’anno, oltre 300 progetti di ricerca e raccogliendo un miliardo, la cifra minima che serve per correggere la traiettoria». Il modello operativo («autentico e autoctono», sintetizza il ceo) è quello di una infrastruttura non profit che sostiene la ricerca che arriva dalle università, dove nascono le idee, e le fa crescere mettendole a sistema con capitale manageriale e, infine, aiuta a connetterle con l’industria e gli investitori.

Cosa è stato fatto in 15 mesi

Se questa è la visione, i risultati sono già concreti dopo appena 15 mesi di operatività: nata all’inizio del 2025 e oggi supportata da sei soci fondatori (Fondazione Polimi, Università Bocconi, Ion, Fsi, Camera di commercio di Milano Monza Brianza e Lodi e Fondazione Ennio Doris), Tef ha raccolto finora circa 130 milioni, ha lanciato cinque prodotti su sei (il sesto arriverà in autunno), ha finanziato 111 progetti di ricerca, supportato 78 start up e coinvolto con 1.135 persone.

Tra i passaggi più importanti di questo percorso, la fusione, lo scorso gennaio, tra i rami d’azienda dedicati all’innovazione di due tra le più importanti università italiane: il Polihub del Politecnico di Milano e B4i (Bocconi For Innovation) dell’Università Bocconi insieme al correlato fondo di venture capital, che sono confluiti in Tef. Un atto «estremamente coraggioso» da parte di questi due atenei, sottolinea de Angelis. La Fondazione ha inoltre attivato diverse collaborazioni internazionali, con partner prestigiosi come Mit, Issnaf, Creative Destruction Lab in America e Rise Europe e UnternehmerTum in Europa.

Il nuovo polo nel quartiere Bovisa

Oggi, un ulteriore passo avanti simbolico, con il trasferimento degli uffici, pochi giorni fa, nella prima palazzina pronta all’interno del nuovo polo del Politecnico di Milano, progettato da Renzo Piano, che sta prendendo forma nel quartiere Bovisa e che sarà pronto tra il 2027 e il 2028. Tef occuperà 30mila metri quadrati all’interno di questo Campus, accanto ai laboratori e alle strutture del Politecnico.

I cinque prodotti finora avviati sono le borse di studio per i ricercatori (93 in totale), il programma Ignition, rivolto agli studenti (con 200 team finora coinvolti), il Programma Cdl-Milan per le start up (55 quelle interessate a oggi), il programma Tef Rocket per finanziare i ricercatori; Foundry, di cui sono già aperte le iscrizioni e partirà in autunno, che mette insieme i ricercatori per capire, in nove mesi, se la loro idea può trasformarsi in impresa, e un programma di accelerazione che arriverà in autunno. Con il lancio dell’ultimo prodotto, Tef raggiungerà la struttura immaginata all’inizio del percorso. Che, tuttavia, rimane aperta a nuove contaminazioni e collaborazioni, per continuare a crescere.

Trasformare le idee in imprese

«Quando abbiamo iniziato a costruire Tef, non sapevamo se l’ecosistema italiano è più indietro rispetto ad altri per mancanza di materia prima o perché non esiste un meccanismo per trasformare questa materia prima – osserva de Angelis –. Ebbene, questi numeri dimostrano non tanto che siamo stati bravi – siamo troppo giovani per dirlo – ma che, semplicemente aprendo le porte, si intercetta un bisogno, una domanda inespressa. Sono arrivate tantissime idee». Questi ragazzi, osserva il ceo, non sono diversi da quelli che vivono a Chongqing o a San Francisco: «Ma c’è qualcosa, che accade durante e dopo i loro studi, che mette loro un po’ di paura – conclude de Angelis –. La nostra mission è fornire gli strumenti e le competenze per superare questi ostacoli e trasformare le idee in imprese».


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