Innovazione

Politecnico e Bocconi insieme per la gigafactory delle start up

I due atenei conferiscono alla Fondazione Tef i rispettivi hub tecnologici: obiettivo 1000 start up all’anno

di Luca Orlando

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Lo scarso interesse dei fondi di venture capital. Ma anche la scarsità di materia prima solida in cui investire. Carenze strutturali dell’ecosistema innovativo italiano a cui punta a sopperire la nuova iniziativa di Politecnico di Milano e Bocconi, che hanno deciso di mettere a fattor comune le proprie attività in ambito di innovazione imprenditoriale. I due atenei conferiscono infatti alla Fondazione Tef (Tech Europe Foundation) Polihub (in dote dal Politecnico di Milano) e Bocconi For Innovation (B4i).

Fusione sinergica dal lato delle competenze, tenendo conto dell’unione di due saperi, quello tecnico-scientifico e quello manageriale, complementari e necessari per la nascita di solidi progetti imprenditoriali. Ma “potente” anche in termini più generali, rilevando che quasi la metà dei fondatori di una start up in Italia (2020-2024, dati Dealroom), proviene in termini di studi proprie da questi due atenei. Soggetti che nello stesso arco di tempo hanno inoltre raccolto quasi sei miliardi di euro, il 92% dei capitali attratti dai laureati di tutte le università nazionali.

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Le voci dei protagonisti

«Con questa operazione – spiega Ferruccio Resta, Presidente di Tech Europe Foundation – le due Università lanciano un segnale chiaro: per competere su scala internazionale è necessaria massa critica, mettendo a sistema competenze e risorse. È così che si attiva un circolo virtuoso capace di attrarre nuovi founder e nuovi capitali, a supporto della nascita e della crescita di imprese innovative. In questa direzione, Tef rafforza la propria missione di progetto aperto, pronto a coinvolgere progressivamente altre realtà nella costruzione di partnership necessarie a rispondere a un’esigenza strutturale del nostro Paese e dell’Europa nel campo dell’innovazione e del trasferimento tecnologico».

Nata 18 mesi fa proprio con l’obiettivo di rendere Milano uno dei maggiori hub tecnologici Ue, Tef ha già raccolto dai soci e partner oltre 120 milioni di euro, somma che si punta ad incrementare tenendo conto delle nuove dimensioni raggiunte. Grazie a Polihub (1300 candidature di progetti all’anno), che dal 2013 ha accompagnato la crescita di oltre 5mila start up e a B4i, oltre 4mila candidature dal 2019 e supporto ad oltre 600 imprenditori.

«L’unione dei due incubatori in Tef - aggiunge la Rettrice del politecnico di Milano Donatella Sciuto - segna una svolta radicale. Un’operazione che per noi rappresenta un passo decisivo in oltre vent’anni di esperienza nell’incubazione d’impresa. Andiamo ben oltre la collaborazione tra atenei: questa fusione genera una nuova entità che ragiona per dimensioni e scale completamente diverse, che trascendono gli interessi di parte. I numeri ci dicono che la strada è quella giusta, ora serve l’energia delle persone perché possano concretizzarsi in impresa».

«L’innovazione - spiega Francesco Billari, Rettore dell’Università Bocconi - nasce dalla capacità di creare valore, lavoro e impresa a partire dalla conoscenza e dalla ricerca, accompagnando la crescita verso i mercati globali e l’attrazione di capitali. L’integrazione in Tech Europe Foundation consente a Bocconi di portare in un progetto comune la propria esperienza nella formazione imprenditoriale, nella costruzione di dealflow qualificato e nel dialogo con la finanza, mettendola a sistema con l’eccellenza tecnologica del Politecnico. È così che le università possono assumere un ruolo attivo nello sviluppo di imprese ad alto contenuto di ricerca e tecnologico: non solo come luoghi di produzione del sapere, ma come piattaforme capaci di abilitare crescita, competitività e impatto».

Spazi e sede

Sede della nuova realtà, che inizialmente potrà contare su 2mila candidature all’anno e oltre 70 imprese innovative, sarà il polo della Bovisa del Politecnico, dove la ristrutturazione dei vecchi gasometri, insieme ad altri interventi ex-novo, consentirà di avere a disposizione spazi per 30mila metri. Con l’ambizione di moltiplicare le attività dei singoli atenei, arrivando infine a generare un migliaio di realtà innovative all’anno e diventando così un polo di attrazione non solo per l’Italia ma anche su base internazionale. «Il vero successo - aggiunge il Ceo di Tef Luca De Angelis - si avrà quando uno studente straniero, attratto da ciò che offriamo, deciderà di venire a studiare qui, per poi creare una propria attività imprenditoriale in Italia».

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