Polimi nella top 100 mondiale: «Ora più investimenti in ricerca»
La rettrice dell’ateneo milanese, Donatella Sciuto: «I ragazzi sono il futuro del paese. Bisogna puntare sulla formazione»
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“La sfida più importante è quella della ricerca. Se siamo convinti che i ragazzi rappresentano il futuro del nostro paese dobbiamo investire di più nella loro formazione.” Donatella Sciuto, ingegnere elettronico, professoressa ordinaria e manager accademica di lungo corso, è la rettrice del Politecnico di Milano, uno degli atenei tecnico-scientifici più prestigiosi d’Europa, fresco di ingresso nella top 100 del QS World University Ranking 2026, prima volta per un’università italiana.
Professoressa, cosa significa questo traguardo per il Politecnico di Milano e, più in generale, per il sistema della formazione universitaria e della ricerca italiana?
Intanto è un premio alla qualità del Politecnico in generale e alle persone che ci lavorano e fanno ricerca e formazione da anni. Si tratta di un percorso avviato a partire dal 2013, quando abbiamo cominciato ad internazionalizzare il nostro ateneo. E poi è un riconoscimento al sistema della ricerca pubblica italiana, spesso sottovalutato, e al valore della formazione universitaria in presenza. Ma non vogliamo fermarci qui.
“Employer Reputation”, “Employment Outcomes” e “Academic Reputation” sono tre ambiti in cui siete cresciuti di più nel ranking. In quali aree, invece, lete migliorare ancora?
Il nostro obbiettivo è crescere sempre più in termini di ricerca, didattica, innovazione e infrastrutture. Non a caso l’investimento più grosso che abbiamo in essere è il nuovo campus a Bovisa, che risponde proprio ad una visione di università ben precisa.
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