Super-Martedì, Trump e Biden a valanga nella giornata delle primarie in 15 stati. E il tycoon chiede aiuto a Musk
I successi dei favoriti alla nomination repubblicana e democratica anteprima del duro scontro a novembre. Trump perde solo in Vermont. E chiede aiuto a Musk
di Marco Valsania
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I punti chiave
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Joe Biden e Donald Trump si impongono a valanga nel Super Martedì delle primarie americane con 15 stati in palio. Il Presidente democratico e il grande favorito alla nomination repubblicana per la Casa Bianca, in un anticipo del sempre più certo loro scontro alle elezioni generali di novembre, hanno conquistato primarie da una costa all’altra. Biden si è imposto ovunque (tranne che nel territorio di American Samoa dobe su 91 voti 51 sono andati ad un candidato del tutto sconosciuto, Jason Palmer). Trump ha sofferto la sola sconfitta in Vermont, con un stato, l’Alaska, che doveva ancora riportare l’esito nella notte.
Biden non ha veri avversari interni e la sua affermazione era scontata; Trump a questo punto ha messo alle corde la sola avversaria conservatrice rimasta in gara, l’ex ambasciatrice all’Onu Nikki Haley.L’ampio successo di Trump ha preso forma fin dai primi minuti dopo la chiusura delle urne: la Virginia, uno dei pochissimi influenti stati dove Haley avrebbe potuto sperare in una sorpresa per la presenza di elettori moderati nell’orbita della capitale Washington, è stata rapidamente “chiamato” a suo favore. Trump ha alla fine vinto con il 63% contro il 34 per cento.
Vittorie dal Texas al Massachusetts
Da li’ la strada per Trump è stata in discesa, da una costa all’altra del Paese. North Carolina, Tennessee, Oklahoma, Alabama, Massachusetts, fino ai due più grandi campi di battaglia, il Texas e la California. Spesso li ha conquistati con il 60%, 70%, 80% dei consensi. In Texas ha ottenuto il 78%; in California, con scrutinio ancora parziale, viaggiava attorno al 74 per cento.
L’eccezione del Vermont
Unica eccezione che ha impedito a Trump l’en plein è stato il piccolo stato del New England del Vermont con tradizione democratica e indipendente, dove Haley ha ingaggiato un testa a testa fino all’ultimo voto con Trump. E alla fine l’ha spuntata, con circa il 50% dei voti contro il 46 per cento. Haley aveva vinto nei giorni scorsi anche le mini-primarie di Washington Dc. A conti fatti, però, se Trump non ha ancora la certezza matematica della nomination, dopo la conquista dei grandi stati del Super Tuesday dovrebbe raggiungere il numero necessario di delegati alla Convention, almeno 1.215, nel giro di pochissime altre contese entro fine mese.
Trump: Biden il peggior Presidente
Parlando dalla Florida, Trump, in uno di suoi tradizionali discorsi a ruota libera, ha offerto una nuova anteprima del futuro scontro per la Casa Bianca: ha definito Biden “il peggior Presidente nella storia del Paese” e affermato che quando era lui Presidente “non c’erano guerre né inflazione”. Ha preso di mira la crisi dei migranti, che da tempo apostrofa come una invasione che genera crimine.









