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Streaming: Prime Video davanti, Netflix tallona e Hbo Max entra in punta di piedi

Mercato stabile ma sotto pressione nel primo trimestre 2026: leader vicini, crescita in frenata. L’ingresso di HBO Max segnala che la competizione è tutt’altro che chiusa

di Andrea Biondi

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L’immagine che restituisce il mercato dello streaming in Italia all’inizio del 2026 non è quella di una rivoluzione, ma di una pressione costante. Nessun terremoto. Piuttosto una faglia che continua a muoversi sotto i piedi dei grandi operatori. Prime Video resta in testa con il 24%, Netflix è lì accanto al 23%, Disney+ tiene saldo il terzo gradino del podio al 19%. Tutto molto vicino, tutto molto compresso.

La metodologia

Il dato diffuso da JustWatch riguarda i primi tre mesi dell’anno. La metodologia misura l’interesse degli utenti attraverso watchlist, ricerche, clic sulle offerte di streaming, filtri e scelte di piattaforma sul sito e sull’app. Non è quindi una fotografia degli abbonamenti in senso stretto, ma del livello di attenzione e intenzione d’uso.

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QUOTE DI MERCATO

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Il podio degli streamers

In questo quadro i numeri restituiscono i tratti di un mercato italiano ormai entrato in una fase di maturità competitiva. Prime Video conserva la leadership, ma la distanza da Netflix è di un solo punto percentuale. Un soffio. Tanto più che entrambe perdono un punto rispetto al trimestre precedente. È il segnale di un settore nel quale crescere non significa soltanto conquistare nuovi utenti, ma soprattutto sottrarre attenzione agli altri. E l’attenzione, nell’economia digitale, è la materia prima più scarsa. Disney+ appare solido nella sua terza posizione: il 19% resta invariato e conferma una base ormai strutturale.

TENDENZE DELLE DIVERSE PIATTAFORME

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Gli inseguitori

Più indietro Apple TV+ è ferma all’8%, mentre NOW/Sky sale dal 6% al 7% e rimette il naso davanti a Infinity+, stabile al 6%. Paramount+ resta al 5%. Poi, nel sottobosco che spesso anticipa i movimenti più interessanti, Discovery+ cresce dal 2% al 3%, Mubi resta all’1% e soprattutto compare Hbo Max, sbarcata in Italia il 13 gennaio e già accreditata di una quota dell’1%.

La scommessa Hbo Max

È proprio qui che la fotografia smette di essere una semplice classifica e diventa un indizio. Perché il vero tema non è tanto chi vinca oggi, ma chi e come stia preparando il terreno per domani. «Si tratta di un dato ancora iniziale, ma che contribuirà a delineare lo scenario del 2027», commenta Andrea Cuneo, Country Manager Italia di JustWatch. «Sarà interessante osservare come Hbo Max evolverà nei prossimi trimestri e quale impatto avrà sulle abitudini di visione degli utenti italiani. Sicuramente il suo arrivo e gli altri movimenti che stiamo vedendo in questo momento sul mercato ci porteranno a metterci davanti, nel prossimo anno, ad un panorama molto diverso».

L’ingresso di Hbo Max aggiunge di fatto un nuovo marchio globale a un’arena già affollata, dove ormai nessuno può pensare di vivere soltanto di catalogo. Servono esclusività, distribuzione intelligente, capacità di presidiare più schermi e più fasce di pubblico. Ma soprattutto serve resistere in una guerra che non si combatte più solo sul prezzo o sul numero degli abbonati, bensì sulla continuità della relazione con l’utente.

Il confronto internazionale

Anche il confronto internazionale, riportato da JustWatch, aiuta a leggere la traiettoria italiana. Negli Stati Uniti Netflix è prima al 19%, nel Regno Unito è appaiata con Disney+ al 23%, in Francia guida con il 24%, in Germania è pari con Prime Video al 24%. L’Italia si conferma dunque uno dei mercati più equilibrati, quasi un laboratorio europeo della frammentazione: tre grandi piattaforme vicine, diversi inseguitori e un nuovo entrante che chiede spazio.

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