Emergenza caldo

Stop ai cantieri e numeri verdi: le ordinanze contro l’afa. Nelle città i rifugi climatici

Per fare fronte all’ondata di calore che ha investito l’Italia e parte dell’Europa, Comuni e Regioni si stanno mobilitando per proteggere i cittadini dalle temperature estreme con ordinanze anti-caldo, rifugi climatici e numeri verdi

di Pietro Menzani

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L’Italia è stretta nella morsa dell’ondata di caldo estremo che dalla scorsa settimana si è abbattuta su gran parte del continente e le Regioni corrono ai ripari per arginare i rischi dovuti alle alte temperature. Dai rifugi climatici fino allo stop ai cantieri in determinate fasce orarie, le amministrazioni pubbliche cercano di tutelare rider, operai e tutti i lavoratori più esposti alle condizioni climatiche critiche registrate negli ultimi giorni.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Le ordinanze anti-caldo

Tra le prime regioni ad intervenire figura il Piemonte, che a fine maggio scorso aveva anticipato di un mese il provvedimento che introduce misure straordinarie a tutela di chi lavora all’aperto, e in particolare delle persone impegnate nei settori agricolo, florovivaistico, edile, della logistica (compresi i rider), delle cave e di tutti coloro che sono esposti a intenso e prolungato sforzo fisico al sole.

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Altre ordinanze sono state poi emesse in numerose regioni, tra cui Friuli Venezia Giulia, Campania, Veneto, Liguria, Toscana, Lazio, Puglia, Sicilia, Emilia-Romagna e Lombardia, dove è entrato in vigore lo stop al lavoro all’aperto tra le 12:30 e le 16 nei giorni e nelle aree in cui la piattaforma Worklimate segnala un rischio “alto” per chi svolge attività fisica intensa.

Numeri verdi e rifugi climatici

Fondamentali per combattere le temperature estreme sono poi i rifugi climatici, spazi pubblici dove ripararsi dall’afa. Si tratta di luoghi ad accesso libero al chiuso e climatizzati - come biblioteche, musei o centri commerciali - o zone verdi ombreggiate: non sono presidi sanitari e continuano a svolgere anche le loro funzioni ordinarie. Tra i Comuni più attivi su questo fronte c’è Bologna, che rafforza la rete di rifugi climatici con l’ingresso di otto nuovi spazi pubblici tra case di quartiere e giardini.

È attivo inoltre in tutta Italia il 1500, numero di pubblica utilità del ministero della Salute in collaborazione con l’Inail che offre gratuitamente ascolto e informazioni ai cittadini. Il numero è operativo dal 22 giugno all’11 settembre 2026, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 17, esclusi i giorni festivi. Gli operatori forniscono consigli utili per la prevenzione degli effetti del caldo sulla salute, orientamento ai servizi sul territorio attivati dalle Regioni e dai Comuni, counseling di tipo medico sanitario e informazioni sulla tutela della salute dei lavoratori esposti al sole durante le attività all’aperto.

L’Europa

Le temperature estreme non hanno colpito soltanto l’Italia. In Spagna sono stati rilevati 45 gradi mentre in Francia in soli cinque giorni hanno perso la vita per annegamento 40 persone - per lo più giovani - che si erano tuffate in cerca di refrigerio. In Germania i 40 gradi previsti per venerdì 26 giugno potrebbero rappresentare il record di caldo per giugno e il Regno Unito ha sfiorato i 40 gradi. Si tratta di valori che, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, rappresentano un’emergenza sanitaria per l’Europa.

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