Le indicazioni degli esperti

Il grande caldo: congestioni, edema e crampi, ecco rischi e consigli per evitarli

Secondo la Società di medicina ambientale, condizioni climatiche estreme possono determinare problemi sanitari, specialmente nei più fragili. Ma ci si può tutelare prendendo alcune precauzioni

di Pietro Menzani

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Crampi, edema e congestioni sono solo alcuni degli inconvenienti che si potrebbero sperimentare a causa del caldo torrido. La prima vera ondata di calore dell’anno si è abbattuta sulla penisola, con temperature superiori anche di 10 gradi rispetto alla media stagionale, e gli esperti della Società italiana di medicina ambientale (Sima) mettono in guardia i cittadini dai pericoli per la salute legati alle condizioni climatiche estreme: il caldo eccessivo, infatti, come spiega il presidente Sima Alessandro Miani, «determina problemi sanitari in quanto può alterare il sistema di regolazione della temperatura corporea».

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

I rischi del caldo eccessivo

Tra i disturbi più frequenti legati al caldo figura innanzitutto l’insolazione, che può determinare eritemi o ustioni accompagnate talvolta da sintomi analoghi a quelli del colpo di calore. Molto diffusi sono poi i crampi, ossia dolori fisici causati da una perdita di sodio dovuto alla sudorazione e a una conseguente modificazione dell’equilibrio idrico-salino. Le temperature estreme possono anche causare l’edema, dovuto a una ritenzione di liquidi negli arti inferiori come conseguenza di una vasodilatazione periferica prolungata.

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Non solo. Al rialzo improvviso delle temperature sono strettamente legati disturbi come la congestione (causata dall’assunzione di bevande ghiacciate in un organismo surriscaldato), che presenta sintomi come sudorazione e dolore toracico, e la disidratazione, che può portare a sete, debolezza, vertigini, palpitazioni, ansia, pelle e mucose asciutte, crampi muscolari e abbassamento della pressione arteriosa.

Infine, le alte temperature aumentano l’incidenza dei colpi di calore, che si verificano quando la fisiologica capacità di termoregolazione è compromessa. Tra i sintomi più riconoscibili - che variano in intensità a seconda della gravità della condizione - figura un improvviso malessere generale, cui seguono mal di testa, nausea, vomito e sensazione di vertigine, fino ad arrivare a stati confusionali o di ansia.

Come tutelarsi

È però possibile tutelarsi e prevenire l’insorgere di queste problematiche adottando alcuni accorgimenti. Per difendersi dalle temperature estreme, la Sima consiglia prima di tutto di evitare di esporsi al caldo e al sole, uscendo di casa solo nelle ore più fresche. Risulta poi essenziale un adeguato ricambio di aria in casa sfruttando la ventilazione naturale. Fondamentale è anche avere cura di mantenere fresche le stanze di casa, schermando le finestre esposte al sole con tapparelle, persiane o tende. Le finestre, infatti, si dovrebbero tenere chiuse durante il giorno per poi aprirle durante la sera e la notte.

Anche l’idratazione, secondo la Società italiana di medicina ambientale, è di primaria importanza. La Sima consiglia infatti di fare frequentemente bagni e docce con acqua tiepida, assumere almeno 1,5-3 litri di acqua durante la giornata, evitare alcolici e preferire cibi che contengono molta acqua, come frutta e verdura.

Quando si esce di casa, infine, è necessario proteggere gli occhi con occhiali da sole e prevenire scottature con creme solari ad alto fattore protettivo, indossare abiti in fibre naturali come lino o cotone e indumenti traspiranti (meglio se di colore chiaro) ed evitare l’attività sportiva all’aperto nelle ore più calde.

«Nessun allarme» in Pronto soccorso

La crescita degli accessi ai pronto soccorso dovuto all’ondata di caldo che ha colpito l’Italia e l’Europa per ora è ancora leggera. «Non c’è nessun allarme, possiamo stimare questo aumento in un 10-15% nei dipartimenti Emergenza-urgenza delle grandi città» spiega Fabio De Iaco, ex presidente nazionale della Simeu (Società italiana di medicina d’emergenza urgenza).

Per gestire le problematiche che derivano dalle ondate di calore, gli ospedali attivano anche i “codici calore”, «un percorso assistenziale preferenziale e differenziato, destinato a tutti coloro che manifestano segni e sintomi causati da malesseri e malori legati alle elevate temperature, di gravità ed intensità variabili». Secondo De Iaco, «i picchi di accessi per il caldo colpiscono soprattutto gli ospedali e i pronto soccorso delle grandi città, dove l’afa è più sentita per fattori ambientali e urbanistici».

Il parere dell’esperto

«Il corpo umano - sottolinea Alessandro Miani - si raffredda attraverso la sudorazione, ma in determinate condizioni ambientali questo non è sufficiente: una umidità eccessiva impedisce al sudore di evaporare, con il calore corporeo che aumenta rapidamente e può arrivare a danneggiare organi vitali e il cervello. Temperature eccessivamente elevate possono provocare disturbi lievi come crampi, svenimenti, edemi, ma anche problemi gravi, dalla congestione alla disidratazione, aggravando le condizioni di salute di persone con patologie croniche preesistenti».

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