Clima

Prima vera ondata di calore: ecco tutte le ordinanze anti-caldo varate dalle Regioni

Per il fine settimana sono previsti picchi di 39 gradi in Toscana, Emilia e Lazio. Tra le Regioni che hanno preso contromisure per tutelare i lavoratori ci sono Lombardia, Piemonte, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio e Puglia

di Pietro Menzani

CALDO ESTIVO  IMAGOECONOMICA

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È in arrivo la prima vera ondata di calore dell’anno. Nel fine settimana sono attesi picchi fino a 39 gradi tra Toscana, Emilia e Lazio, con un calore percepito che potrebbe superare i 42 o 43 gradi.

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«Già a fine maggio c’è stato molto caldo - ha spiegato il fisico dell’atmosfera dell’Università di Trento Lorenzo Giovannini - ma quello che sta arrivando è più importante. Come è accaduto negli ultimi anni, l’anticiclone africano raggiunge il Mar Mediterraneo, accompagnato da temperature elevate. L’aria calda proveniente dal Marocco e dall’Algeria risalirà nei prossimi giorni, soprattutto nel fine settimana, e raggiungerà la Spagna, quindi la Francia meridionale e l’Italia settentrionale».

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Le ordinanze anti-caldo

Per fare fronte a estati sempre più calde, alcune Regioni hanno varato ordinanze ad hoc per tutelare i lavoratori. L’intensificazione delle ondate di calore registrata negli ultimi anni ha reso rischioso lavorare durante la stagione estiva, soprattutto per quanto riguarda le attività che si svolgono all’aperto o in ambienti non climatizzati.

Le ordinanze hanno l’obiettivo di limitare l’esposizione allo stress termico dovuto alle temperature estreme. A oggi, tra le Regioni che hanno deciso di adottare provvedimenti di questa natura per l’estate 2026 figurano Lombardia, Piemonte, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio e Puglia.

Le contromisure

I divieti scattano solo in presenza di un rischio classificato come “alto” dal portale Worklimate e valgono per i lavori che prevedono uno sforzo fisico elevato ed esposizione solare. I provvedimenti adottati dalle varie Regioni sono simili tra loro: si estendono fino alla fine di agosto o fino a metà settembre e riguardano prevalentemente i lavoratori attivi nei cantieri edili, nel settore agricolo e florovivaistico, nelle cave e nella logistica come, per esempio, i rider. I divieti si attivano dalle 12,30 alle 16.

Il Veneto, invece, ha emanato un protocollo che non introduce dei divieti in automatico, ma prevede l’utilizzo di misure di prevenzione e protezione come la rimodulazione degli orari, pause, idratazione, dispositivi di protezione individuale e sorveglianza sanitaria.

L’anticiclone africano

Secondo un bollettino rilasciato dal ministero della Salute, giovedì 18 giugno cinque città - Bologna, Brescia, Firenze, Perugia e Torino - saranno da bollino arancione, che indica condizioni meteorologiche potenzialmente pericolose per la salute, in particolare per le fasce di popolazione più fragili. Ancona, Bolzano, Frosinone, Latina, Milano, Napoli, Pescara, Rieti, Roma, Venezia, Verona e Viterbo saranno invece da bollino giallo, il livello di pre-allerta.

«Da giovedì l’arrivo dell’anticiclone africano terrà lontane le perturbazioni e farà aumentare sia la temperatura sia il tasso di umidità, soprattutto al Nord» ha annunciato il meteorologo Andrea Giuliacci di Meteo.it, aggiungendo che «si prevedono perciò caldo afoso e temperature superiori a 30 gradi. Farà caldo in tutta Italia, ma il Nord sarà il più colpito, anche considerando lo scarto rispetto alle medie stagionali».

Questa prima ondata di calore, che, secondo Giuliacci, è destinata a durare alcuni giorni non sarebbe però legata al recente arrivo di El Niño, un riscaldamento periodico delle acque superficiali del Pacifico centro-meridionale e orientale che si verifica ogni 2-7 anni: Giovannini ritiene infatti che si tratti di «un fenomeno importante, ma molto lontano in quanto è attivo nella zona tropicale del Pacifico», con conseguenze che, più che in Europa, «si fanno sentire direttamente in Sud America, Nord America e in Indonesia».

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