Consumi ittici

Stoccafisso norvegese, il 70% finisce sulle tavole italiane

Import per 38 milioni nell’ultimo anno. Secondo i dati del Norwegian Seafoof Council, NielsenIq e Circana, nei supermercati crescono le vendite del confezionato e al ristorante il business è aumentato del 20%

di Emiliano Sgambato

Alimentare: Succi, ‘Mondo ittico cresce più della media”

2' di lettura

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La passione degli italiani per stoccafisso e baccalà non sembra attenuarsi neanche in tempo di crisi. Basti pensare che oltre il 70% della produzione di stoccafisso continua a essere esportata verso l’Italia: 1.608 tonnellate sulle 2.252 totali nell’ultimo anno per un valore prodotto di 38 milioni di euro (+43%) secondo i dati Nsc (Norwegian Seafood Council). L’import di baccalà norvegese è stato invece pari a 425 tonnellate (+27% in valore).

Vale la pena ricordare come il vero stoccafisso sia prodotto solo in Norvegia e sia in genere considerato più pregiato rispetto al baccalà: infatti entrambi “nascono” dal merluzzo, ma mentre lo stoccafisso è essiccato all’aria aperta e richiede un tempo di lavorazione maggiore, il baccalà è conservato sottosale.

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Oltre al prodotto che tradizionalmente passa da pescherie e grossisti che riforniscono i ristoranti, crescono gli acquisiti anche nel preconfezionato nei supermercati. Secondo i dati elaborati da NielsenIq per il seminario annuale organizzato da Nsc, le vendite di confezioni a peso predeterminato di stoccafisso nei supermercati nei primi 9 mesi del 2023 sono infatti cresciute su base annua del 18,1% a valore (per un totale di 3,1 milioni di euro) e sono avvenute per il 65% in Veneto e Lombardia.

In questo segmento il baccalà invece è cresciuto del 6,5% (per 12,6 milioni di valore). «Ci sono delle eccellenze e dei settori, come quello ittico, che riescono a sfruttare i trend di mercato meglio di altri, ottenendo così una crescita maggiore nonostante la situazione attuale sia molto complessa – ha affermato Andrea Succi, sales and marketing advanced analytics di NielsenIq.

Nel corso del seminario sono state illustrate anche le abitudini sui pasti “fuori casa” degli italiani: nonostante lo scenario politico ed economico attuale, la maggior parte delle famiglie non rinuncia a mangiare al ristorante e una parte di loro non ha cambiato le proprie modalità di spesa rispetto al passato.
Anche in questo caso il consumo di baccalà e stoccafisso ha registrato una crescita a doppia cifra, pari a +20,2% a giugno 2023 rispetto a giugno 2022.

«La propensione al consumo di baccalà e stoccafisso è aumentata perché i consumatori italiani prediligono occasioni di maggiore gratificazione e ricercano innovazione e sperimentazione, sempre con un occhio di riguardo al benessere e alla sostenibilità», ha dichiarato Matteo Figura, foodservice director di Circana.

«Per noi del Norwegian Seafood Council è importante promuovere la cultura del pesce norvegese in Italia, in particolare la conoscenza di prodotti come lo stoccafisso e il baccalà, le loro qualità nutritive e la loro versatilità in cucina», ha commentato Tom-Jørgen Gangsø, direttore Italia Nsc.

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