Industria

Stellantis, Filosa ammette gli errori del passato a Quattroruote e svela cosa cambierà

Il Ceo del maxi gruppo, in un’intervista realizzata dal direttore di Quattroruote Alessandro Lago, sottolinea cosa deve cambiare e gli investimenti attesi in Italia

di Simonluca Pini

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Mancano circa tre mesi per scoprire il futuro di Stellantis, quando Antonio Filosa Il 21 maggio, in occasione dell’Investor day 2026, svelerà il nuovo piano industriale. Nell’attesa il Ceo del gruppo nato cinque anni fa dalla fusione tra Fca e Psa ha rilasciato una lunga intervista al ad Alessandro Lago, direttore di Quattroruote dove anticipa cosa succederà nei prossimi mesi e anni. Al centro dell’intervista, pubblicata integralmente sul numero di febbraio, spicca la “centralità del cliente” come principio guida di tale cambiamento, mettendolo in stretta connessione con un altro tema chiave che più volte emerge nel corso dell’intervista: quello della “regionalizzazione” vista come leva per restituire responsabilità anche economica, velocità decisionale e capacità di ascolto dei mercati locali. Il tutto a fronte di importanti investimenti attesi in Italia, tra i cui i sei miliardi da spendere nella filiera di fornitori italiani. “Bisogna voltare pagina e dedicarsi a ciò che è più importante: costruire con le nostre persone il futuro dell’impresa. In questi sei mesi vedo già quei cambiamenti necessari per riportare Stellantis nei binari della costruzione di un futuro brillante, come le nostre persone meritano”.

 

L’importanza del cliente

 

“È necessario mettere al centro di tutto ciò che facciamo il cliente. Dobbiamo modellare la nostra organizzazione per ascoltarlo” spiega “siamo un’azienda globale, ma con radici molto forti in ogni regione, dobbiamo regionalizzare l’organizzazione, fare in modo che il disegno organizzativo di Stellantis nelle principali regioni dove operiamo renda ciascuna di esse responsabile dei prodotti e della ‘go-to-market’. Stiamo dando a tutte le regioni e a tutti i mercati la possibilità reale di fare scelte sul prodotto e sulla go-to-market, di cui sono responsabili dal conto economico. Questo ci darà agilità e precisione in ciò che portiamo al mercato: precisione perché è la regione che ascolta il cliente italiano, per esempio, per capire che tipo di tecnologia o prodotto fornirgli; velocità perché il processo decisionale inizia e finisce nella regione, con alcune interazioni corporate, ma alla fine è la regione responsabile di quella specifica decisione”.

 

Tutti i brand sono importanti

 

Fillosa nell’intervista a Quattroruote sembra mettere la parola fine a possibili cessioni di marchi, spesso paventati a causa di numeri che non garantiscono la sostenibilità; “Tutti i brand che abbiamo sono centrali nella nostra strategia” ha ricordato il CEO.

Parole di grande attenzione vengono riservate anche al tema della squadra e alla valorizzazione dei talenti: “Stellantis ha la fortuna di avere 250.000 collaboratori, quindi un serbatoio di talenti quasi infinito che dobbiamo rinnovare continuamente, facendo in modo che le ascensioni all’interno dell’organizzazione siano meritocratiche” spiega Filosa citando alcuni dati italiani: “il lancio della 500 ibrida a Mirafiori ci ha permesso di annunciare e fare il recruiting di 2.400 persone nuove nello stabilimento, più o meno 120 nel centro di ricerca e sviluppo di Mirafiori, quindi di altissima qualificazione, più o meno 120 nel polo di Atessa, dove facciamo van e commerciali”.

 

6 miliardi da spendere nella filiera italiana

 

L’italia resta centrale, come confermato dagli impegni presi con la filiera: “Abbiamo reintrodotto la 500 ibrida a Mirafiori, la Jeep Compass a Melfi, stiamo sviluppando la Lancia Gamma nello stesso impianto. Continuiamo a lavorare con il Design center di Torino con velocità impressionante. Stiamo rinforzando il Technical Center e assumendo per ringiovanire il team. Abbiamo raggiunto l’impegno di investire circa due miliardi di euro e comprare più di sei miliardi di euro dalla nostra filiera di fornitori italiani. Quello che abbiamo deciso l’abbiamo fatto e vogliamo continuare così”. Infine, provando a immaginare una proiezione dell’azienda tra dieci anni: “se Stellantis sarà così paziente con me, avrò tante storie da raccontare. Mi interessa che quest’azienda progredisca, costruendo un futuro prospero per noi e per i nostri clienti e partner. Parlavamo di errori passati: si deve capire da essi quali cambiamenti sono necessari e creare una struttura virtuosa, una gestione delle persone che porti entusiasmo, ottimismo, engagement e fervore creativo”.

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