Cappellano (Stellantis): “Sosteniamo la crescita di tutti i nostri 14 marchi. L’europa deve fare scelte coraggiose”
il responsabile per l’Europa del gruppo Stellantis al salone di Bruxelles fa il punto sull’industria
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Per Stellantis 14 brand non sono troppi, ognuno ha proprie specificità e proprio su quelle bisogna puntare per il rilancio. È il messaggio che arriva dal Salone dell’Auto di Bruxelles: “Siamo orgogliosi dei brand del gruppo e dei nostri prodotti. Ognuno dei marchi ha proprie caratteristiche specifiche, che li rende riconoscibili. Quindi la priorità è lavorare per diversificare ancora di più ogni singolo marchio, rafforzando le peculiarità di ciascuno”, ha detto Emanuele Cappellano, chief operating officer della regione Enlarged Europe di Stellantis, nel suo primo incontro con i giornalisti dopo la nomina a ottobre scorso.
Se è vero che le performance di ciascun brand sono diverse e non tutte ugualmente soddisfacenti, è vero anche che “alcuni marchi sono molto diffusi in Europa e funzionano bene in tutti i Paesi, altri sono più legati a un determinato Paese con una solida tradizione, heritage e una forte personalità. Tutti hanno successo, pur se con una diversa copertura nei vari segmenti e mantenere questo è una priorità“, ha detto Cappellano, spiegando che ”è importante consentire ai marchi di esprimersi, rafforzarne le caratteristiche e comunicarle in modo adeguato”. A chi chiedeva se tutti i 14 brand del gruppo continueranno a farne parte, Cappellano ha risposto che “Stellantis ha una strategia per ogni marchio, staremo a vedere”, rimandando la discussione sul tema alla presentazione del nuovo piano industriale, atteso nel primo semestre.
Con nuovo piano industriale focus su investimenti
E proprio il nuovo piano strategico sarà l’occasione per “dare più chiarezza anche sugli investimenti del gruppo”. Intanto, ha detto Cappellano, “possiamo confermare che finora siamo stati coerenti con il Piano Italia” presentato a dicembre 2024, “i lanci di prodotti a Melfi sono un buon esempio di quello che stiamo facendo”. Detto questo, “la dimensione e la tipologia di investimenti saranno legati anche alle scelte dell’Unione europea”, perché queste “incidono sulla visibilità e noi abbiamo bisogno di visibilità, perché questo ci aiuta a essere coerenti con quanto abbiamo annunciato. Serve anche una chiara attitude, un modo di porsi chiaro, da parte dell’Europa”.
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