Automotive

Cappellano (Stellantis): “Sosteniamo la crescita di tutti i nostri 14 marchi. L’europa deve fare scelte coraggiose”

il responsabile per l’Europa del gruppo Stellantis al salone di Bruxelles fa il punto sull’industria

di Stefania Arcudi

Reuters

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Per Stellantis 14 brand non sono troppi, ognuno ha proprie specificità e proprio su quelle bisogna puntare per il rilancio. È il messaggio che arriva dal Salone dell’Auto di Bruxelles: “Siamo orgogliosi dei brand del gruppo e dei nostri prodotti. Ognuno dei marchi ha proprie caratteristiche specifiche, che li rende riconoscibili. Quindi la priorità è lavorare per diversificare ancora di più ogni singolo marchio, rafforzando le peculiarità di ciascuno”, ha detto Emanuele Cappellano, chief operating officer della regione Enlarged Europe di Stellantis, nel suo primo incontro con i giornalisti dopo la nomina a ottobre scorso.

Se è vero che le performance di ciascun brand sono diverse e non tutte ugualmente soddisfacenti, è vero anche che “alcuni marchi sono molto diffusi in Europa e funzionano bene in tutti i Paesi, altri sono più legati a un determinato Paese con una solida tradizione, heritage e una forte personalità. Tutti hanno successo, pur se con una diversa copertura nei vari segmenti e mantenere questo è una priorità“, ha detto Cappellano, spiegando che ”è importante consentire ai marchi di esprimersi, rafforzarne le caratteristiche e comunicarle in modo adeguato”. A chi chiedeva se tutti i 14 brand del gruppo continueranno a farne parte, Cappellano ha risposto che “Stellantis ha una strategia per ogni marchio, staremo a vedere”, rimandando la discussione sul tema alla presentazione del nuovo piano industriale, atteso nel primo semestre.

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Con nuovo piano industriale focus su investimenti

E proprio il nuovo piano strategico sarà l’occasione per “dare più chiarezza anche sugli investimenti del gruppo”. Intanto, ha detto Cappellano, “possiamo confermare che finora siamo stati coerenti con il Piano Italia” presentato a dicembre 2024, “i lanci di prodotti a Melfi sono un buon esempio di quello che stiamo facendo”. Detto questo, “la dimensione e la tipologia di investimenti saranno legati anche alle scelte dell’Unione europea”, perché queste “incidono sulla visibilità e noi abbiamo bisogno di visibilità, perché questo ci aiuta a essere coerenti con quanto abbiamo annunciato. Serve anche una chiara attitude, un modo di porsi chiaro, da parte dell’Europa”.

Ue genera incertezza, subito decisioni coraggiose

L’Europa, dunque, è ancora una volta l’ago della bilancia, tanto più che quanto fatto finora appare poco tempestivo e scollegato dalla realtà. “Quando guardo all’interno di Stellantis sono tranquillo, lo sono molto meno quando guardo il contesto esterno, la situazione è molto complicata. In Europa c’è un disallineamento tra la regolamentazione e le necessità dei clienti”, ha detto Cappellano, ricordando che “l’Europa ha annunciato una serie di provvedimenti, ma quello che è stato deciso ha fallito in modo completo. Abbiamo bisogno di soluzioni rapide, il problema non è quello che succederà tra dieci anni, c’è bisogno di soluzioni differenti”. Questo in un contesto in cui “dal 2019 a oggi in Europa le vendite sono calate di 3 milioni di veicoli. L’Europa è l’unica regione che non è tornata ai livelli pre-pandemia. Quanto annunciato finora non risolve assolutamente il problema, l’urgenza resta e serve flessibilità. Non avere visibilità sulle regole del gioco crea incertezza”.

Per questo, “l’Ue deve prendere decisioni coraggiose, serie e adeguate alle necessità dei clienti e del settore, che deve poter tornare a crescere. Oggi non ci sono regole che garantiscano concretamente un ritorno alla crescita del settore”, ha detto, spiegando che “come Acea, non come Stellantis, chiediamo di introdurre flessibilità nel breve termine, e di fare in fretta sulle decisioni. Il 2030 è molto lontano, bisogna agire ora”. Inoltre, “la decarbonizzazione va bene e noi cediamo che sia importante, ma non c’è una sola tecnologia disponile, ci sono altri strumenti per decarbonizzare. Quanto deciso finora è scollegato dalla realtà”.

Priorità crescita, 2025 anno di transizione

Essenziale è dunque ridurre l’incertezza, arginare il calo delle vendite e invertire la tendenza. “Quando parliamo di priorità per l’Europa la prima è tornare a crescere, facendo leva sul nostro business e sui nostri brand. Un’altra priorità è il focus sull’esecuzione della strategia”, ha detto Cappellano, parlando del 2025 come di “un anno di transizione, non privo di incertezze. Capisco quindi la frustrazione dei sindacati, che hanno chiesto più investimenti e che il piano industriale sia anticipato, lavoriamo a stretto contatto con loro”. Stellantis, però, “ha una solida catena di forniture e creazione di valore, che coinvolge tutti gli stakeholder. Pensiamo che tutti gli stakeholder siano importanti, dobbiamo rafforzare il rapporto con loro ancora di più. Quindi spero davvero che sia solo una questione di tempo” prima che si veda un’accelerazione della crescita.

Bene tavolo automotive, lavoro con Governo su competitività

E la crescita deve passare anche per una maggiore competitività e, in questo senso, è benvenuta la notizia della convocazione del tavolo sull’automotive da parte del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso per il prossimo 30 gennaio. “E’ veramente una buona opportunità per lavorare sulla competitività”, ha detto Cappellano, spiegando che “in discussione ci sono alcuni argomenti molto rilevanti per il settore, tra cui il costo dell’energia. Penso che più riusciamo a far convergere le esigenze del settore e quelle dei clienti riusciremo a spingere la crescita, che è quello che vogliamo”. Questo “è un lavoro che continueremo a fare insieme, industria e Governo, per cercare di trovare soluzioni che portino a un aumento della competitività“.

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