La prima, Gm. ha annunciato all’inizio di ottobre altri 6 miliardi di oneri straordinari legati alla revisione della propria strategia (portando a 7,6 l’impatto complessivo, considerando altre correzioni precedenti), mentre la seconda, Ford. già in precedenza, aveva stimato in 19,5 miliardi la svalutazione, da spalmare però in più trimestri.
Tornando a Stellantis, nel secondo semestre i ricavi netti e il free cash flow industriale netto sono migliorati rispetto alla prima metà dell’anno, in linea con l’ultima guidance finanziaria dell’azienda.
I numeri del bilancio Stellantis
La società ha anche avviato le guidance 2026, con ricavi netti, margine Aoi e Ifcf attesi in miglioramento; in particolare, i ricavi netti sono attesi in rialzo mid-single digit, il margine Aoi è atteso in percentuale low-single digit (comprese spese per dazi netti per 1,6 miliardi di euro, contro gli 1,2 miliardi del 2025) e Ifcf in miglioramento anno su anno, per essere poi positivo nel 2027.
I risultati - spiega Stellantis in una nota - sono stati influenzati negativamente da voci specifiche, tra cui la variazione della stima per le garanzie contrattuali e altre voci, determinando un margine Aoi (adjusted operating income) per la seconda metà del 2025, inferiore rispetto all’intervallo a una sola cifra comunicato. In particolare, stando ai dati preliminari, i ricavi netti del secondo semestre sono attesi tra 78 e 80 miliardi di euro e l’Aoi tra -1,2 e -1,5 miliardi.
La perdita netta è attesa si colloca, come detto, tra 19 e 21 miliardi e un cash flow dalle attività operative tra -2,3 e -2,5 miliardi. Il free cash flow delle attività industriali è atteso tra -1,4 e -1,6 miliardi. Inoltre, il Cda di Stellantis ha autorizzato l’emissione di obbligazioni ibride perpetue subordinate non convertibili, fino a un importo massimo di 5 miliardi. «Queste misure contribuiranno a preservare una struttura patrimoniale e di liquidità robuste, mentre l’azienda è al lavoro per riportare il business a una generazione di free cash flow industriale positiva» spiega la società. La liquidità industriale disponibile chiude il 2025 a circa 46 miliardi di euro, corrispondenti a un rapporto del 30% sui ricavi netti dell’anno, ovvero il livello più elevato dell’intervallo target del 25–30% definito dall’azienda.