Stella Li (Byd): «L’Italia nella short list per la seconda fabbrica in Europa»
«Siamo una azienda tecnologica globale, coglieremo ogni opportunità». Secondo Alfredo Altavilla, Byd conquisterà il mercato del Vecchio Continente in ogni segmento
di Mario Cianflone e Simonluca Pini. Da Monaco di Baviera
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Byd lancia la sfida più grande partendo dall’Europa, ma non è un assalto di navi cariche di auto come nei mesi scorsi bensì una volontà di conquistare il mercato del vecchio continente, partner locali, capacità e know how.
La strategia cinese
Stella Li, vicepresidente esecutivo di Byd, al salone della mobilità di Monaco di Baviera, dove la casa cinese ha presentato la prima station wagon super ibrida, la Seal 6 Dm-i, fa capire chiaramente che il vecchio continente è centrale nella strategia di crescita puntando ad essere uno dei primi tre costruttori in Europa entro i prossimi cinque anni.
Ma non solo, ci sono chance anche per il nostro paese. «L’Italia - afferma in un’intervista concessa al Sole 24 Ore - è nella short list per la seconda fabbrica in Europa (la prima è in Ungheria è sta avviando la produzione delle Dolphin Surf). Abbiamo bisogno di un secondo impianto e, in futuro, ci servirà anche un impianto per le batterie. La scelta si scontra con costi energetici, infrastrutture, burocrazia. Penso che ora, se si guarda al confronto con gli altri paesi, il costo dell’energia sia l’ostacolo più grande, che rende l’Italia non la nazione più competitiva».
Competitività che per Byd è un elemento fondamentale di crescita dato che non solo punta ad essere presente in ogni settore ma punta a farlo diventando rilevante in ogni segmento.
La flessione delle immatricolazioni
Aspirazione che, al momento, si scontra con una flessione delle immatricolazioni.









