Automotive

Stella Li (Byd): «L’Italia nella short list per la seconda fabbrica in Europa»

«Siamo una azienda tecnologica globale, coglieremo ogni opportunità». Secondo Alfredo Altavilla, Byd conquisterà il mercato del Vecchio Continente in ogni segmento

di Mario Cianflone e Simonluca Pini. Da Monaco di Baviera

Stella Li

3' di lettura

3' di lettura

Byd lancia la sfida più grande partendo dall’Europa, ma non è un assalto di navi cariche di auto come nei mesi scorsi bensì una volontà di conquistare il mercato del vecchio continente, partner locali, capacità e know how.

La strategia cinese

Stella Li, vicepresidente esecutivo di Byd, al salone della mobilità di Monaco di Baviera, dove la casa cinese ha presentato la prima station wagon super ibrida, la Seal 6 Dm-i, fa capire chiaramente che il vecchio continente è centrale nella strategia di crescita puntando ad essere uno dei primi tre costruttori in Europa entro i prossimi cinque anni.

Loading...

Ma non solo, ci sono chance anche per il nostro paese. «L’Italia - afferma in un’intervista concessa al Sole 24 Ore - è nella short list per la seconda fabbrica in Europa (la prima è in Ungheria è sta avviando la produzione delle Dolphin Surf). Abbiamo bisogno di un secondo impianto e, in futuro, ci servirà anche un impianto per le batterie. La scelta si scontra con costi energetici, infrastrutture, burocrazia. Penso che ora, se si guarda al confronto con gli altri paesi, il costo dell’energia sia l’ostacolo più grande, che rende l’Italia non la nazione più competitiva».

Competitività che per Byd è un elemento fondamentale di crescita dato che non solo punta ad essere presente in ogni settore ma punta a farlo diventando rilevante in ogni segmento.

La flessione delle immatricolazioni

Aspirazione che, al momento, si scontra con una flessione delle immatricolazioni.

Byd, infatti, ha rivisto al ribasso i target di vendita 2025, passando da 5,5 a 4,6 milioni di auto (-16%). La decisione, già comunicata a fornitori e partner, riflette il rallentamento della crescita dopo anni di record: nel secondo trimestre 2025 i profitti sono calati del 30% su base annua, il primo segno negativo in oltre tre anni. Le cause principali sono le difficili condizioni di mercato e la forte concorrenza interna in Cina (che vale 80% delle vendite), soprattutto da parte di Geely e Leapmotor. Nonostante il taglio, l’obiettivo 2025 resta in crescita del 7% rispetto all’anno precedente, ma con il ritmo più basso dal 2020.

Numeri in calo non solo per Byd ma per l’intero comparto automobilistico europeo, con molti costruttori e aziende del comparto (anche italiani come Maserati e Italdesign) in forte difficoltà e prossimi, secondo diversi analisti, a passaggi di proprietà importanti.

Proprio sullo “shopping europeo”, Stella Li lascia la porta aperta a possibili acquisizioni: «Il nostro primo impegno è quello di ampliare il nostro stabilimento in Ungheria e raggiungere la piena capacità produttiva entro l’anno prossimo. Non è facile ma vogliamo raggiungerla coinvolgendo anche più fornitori locali. D’altro canto, vedremo dove ci sarà una buona opportunità per collaborare e acquisire. Il motore di qualsiasi scelta è la tecnologia».

 Tech company

Stella Li definisce Byd una tech company, un’azienda di ingegneri e di innovazione. «Siamo - dice - la Apple dell’automotive». Una dichiarazione non da poco per una casa cinese che vive in un ecosistema di eccellenze tecnologiche (e lo abbiamo visto in due parate, quella militare a Pechino e quella civile all’Ifa di Berlino con tanti robot e AI). Tuttavia, il vicepresidente esecutivo spiega che Byd (e i suoi marchi) non si affidano a un ecosistema cinese ma internazionale. «Il nostro partner tecnologico principale è l’americana Nvidia, noi prendiamo il meglio del tech da tutto il mondo indipendentemente dalla nazionalità. Ci interessa solo l’eccellenza, non la provenienza».

«Del resto - rilancia Alfredo Altavilla, Special Advisor di Byd - l’industria tecnologica è globale per definizione, senza frontiere e non ha passaporto. Conta solo la capacità di innovare e creare prodotti all’avanguardia».

E qui entra la questione della guida autonoma, sacro Graal dell’automotive, inseguito per anni tra annunci wow e megaflop. «Per Byd - spiega Stella Li - la guida autonoma è al servizio della sicurezza e del comfort e abbiamo grandi team di ingegneri».

Secondo Altavilla, l’autonomous driving è come per l’auto elettrica una questione di infrastrutture.

Dichiarazioni d’intenti supportate dal fatto che Byd è entrata al 91° posto di Fortune Global 500, quando solo tre anni fa era 436esima. Per restare nel campo dell’automotive è al primo posto posto al mondo nella classica di veicoli Nev, che si traducono in vetture elettriche e plug-in hybrid.

A questi numeri si aggiunge l’ambizione di produrre l’elettrica più veloce al mondo, non nascondendo l’obiettivo di arrivare a 500 km/h dopo aver battuto il record di 472,41 km/h ottenuto dalla YangWang U9.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti