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SpaceX studia l’ingresso nella telefonia mobile Usa: Starlink sfida le telco
Secondo Ft Starlink valuta un’offerta diretta ai consumatori Usa: nel mirino Verizon, AT&T e T-Mobile. Ma per Musk la sfida è anche convincere il mercato che la crescita può andare oltre i satelliti
Il prossimo terreno di espansione di Starlink potrebbe non essere lo spazio, ma il mercato della telefonia mobile statunitense. SpaceX starebbe infatti valutando il lancio di un’offerta retail destinata direttamente ai consumatori, entrando così in concorrenza con Verizon, AT&T e T-Mobile e modificando in profondità il proprio modello di business
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L’indiscrezione è del Financial Times, secondo cui la presidente e chief operating officer di SpaceX, Gwynne Shotwell, avrebbe illustrato il progetto agli investitori durante un recente roadshow. L’ipotesi allo studio sarebbe quella di sviluppare un servizio di telefonia mobile a marchio Starlink e, nel tempo, realizzare anche una rete mobile terrestre negli Stati Uniti.
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Sarebbe un cambio di scala. Finora Starlink ha funzionato soprattutto come abilitatore: una rete spaziale capace di integrare le infrastrutture terrestri dove il segnale mobile non arriva o arriva male. L’accordo con T-Mobile va in questa direzione. SpaceX mette i satelliti, gli operatori conservano il rapporto commerciale con l’utente finale. Con una propria offerta retail, invece, Musk proverebbe a saltare un passaggio della catena del valore, portando Starlink dal ruolo di fornitore tecnologico a quello di operatore telefonico.
Il tempismo non è casuale. Dopo l’Ipo, gli investitori chiedono a SpaceX nuove traiettorie di crescita. Marte, i data center nello spazio e l’intelligenza artificiale servono a raccontare il futuro. Ma la telefonia mobile parla al presente: un mercato enorme, maturo, ricco di abbonamenti ricorrenti. E soprattutto più grande della sola banda larga satellitare, che a marzo contava 10,3 milioni di clienti Starlink nel mondo.
Un indizio era già arrivato lo scorso settembre, quando SpaceX ha speso 17 miliardi di dollari per acquistare da EchoStar licenze di spettro wireless. Per molti analisti, quella mossa preparava il terreno a un’offerta mobile diretta. Nel prospetto dell’offerta obbligazionaria visionato dal Financial Times, SpaceX scrive che Starlink Mobile avrà inizialmente un impatto maggiore nelle aree remote non coperte dalle reti terrestri. Ma aggiunge l’ambizione di diventare «l’esperienza di connettività preferita dai nostri clienti, indipendentemente dalla loro posizione, che si tratti di aree rurali, suburbane o urbane».
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Resta però aperto il tema della sostenibilità industriale del progetto. Secondo New Street Research, i tre principali operatori mobili statunitensi dispongono complessivamente di circa 1.020 MHz di spettro, mentre SpaceX può contare su circa 65 MHz. Un divario che implica investimenti molto consistenti per costruire una rete competitiva.
Per questo una parte degli analisti ritiene che l’annuncio possa rappresentare anche uno strumento negoziale nei confronti degli operatori partner. David Barden, partner di New Street Research, osserva che costruire una «rete wireless in mercati saturi in tutto il mondo sarebbe incredibilmente difficile». Ma aggiunge che, come leva per ottenere migliori accordi di condivisione dei ricavi con gli operatori mobili, «ha assolutamente senso».
Il dossier resta quindi aperto. Se confermato, l’ingresso di SpaceX nella telefonia mobile segnerebbe una delle più importanti evoluzioni strategiche del gruppo dal lancio di Starlink, con potenziali effetti sugli equilibri competitivi del mercato americano delle telecomunicazioni. Ma, almeno per ora, il progetto appare ancora in una fase esplorativa e SpaceX non ha rilasciato commenti ufficiali.
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